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Michael Madsen, l’attore senza fama che Tarantino trasformò nel suo cattivo preferito

Michael Madsen 

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Scomparso a 68 anni, una lunga lista di titoli ma nessun capolavoro, ebbe la fortuna di incontrare il regista de “Le iene”. Snobbato da Hollywood, nel 2014 aveva trovato il suo buen retiro in una casa in Abruzzo
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ROMA – Il ricordo dell’attore statunitense Michael Madsen, scomparso a nemmeno 68 anni (li avrebbe compiuti il 25 settembre), sarà per sempre legato a una canzone: Stuck in the middle with you, una hit incisa nel 1972 dagli scozzesi Stealers wheel. È il brano che accompagna una scena cruciale di Le iene, opera prima di Quentin Tarantino: nei panni di Mr. Blonde, Madsen tortura un poveraccio legato e imbavagliato ballando a ritmo con la canzone, e gli taglia un orecchio con un rasoio. Assieme al famoso dialogo iniziale su Like a virgin di Madonna, è la “firma” di un nuovo regista, capace di giocherellare con la violenza rendendola divertente e calandosi voracemente nella cultura pop degli incipienti anni 90.

Madsen in "Le iene" 

Michael Madsen è lì, assieme agli altri (Harvey Keitel, Tim Roth, Steve Buscemi). Ha passato da poco la soglia dei trent’anni (è nato a Chicago nel 1957, origini irla…

ROMA – Il ricordo dell’attore statunitense Michael Madsen, scomparso a nemmeno 68 anni (li avrebbe compiuti il 25 settembre), sarà per sempre legato a una canzone: Stuck in the middle with you, una hit incisa nel 1972 dagli scozzesi Stealers wheel. È il brano che accompagna una scena cruciale di Le iene, opera prima di Quentin Tarantino: nei panni di Mr. Blonde, Madsen tortura un poveraccio legato e imbavagliato ballando a ritmo con la canzone, e gli taglia un orecchio con un rasoio. Assieme al famoso dialogo iniziale su Like a virgin di Madonna, è la “firma” di un nuovo regista, capace di giocherellare con la violenza rendendola divertente e calandosi voracemente nella cultura pop degli incipienti anni 90.

Madsen in "Le iene" 

Michael Madsen è lì, assieme agli altri (Harvey Keitel, Tim Roth, Steve Buscemi). Ha passato da poco la soglia dei trent’anni (è nato a Chicago nel 1957, origini irlandesi, danesi e nativo-americane) ed è un attore emergente, ancora non del tutto emerso. Ha alle spalle un corposo apprendistato teatrale nel Chicago Steppenwolf Theatre e piccoli ruoli in Wargames, Il migliore con Redford e il film “on the road”, femminile e femminista, Thelma & Louise dove appare anche un giovanissimo Brad Pitt. Tarantino lo nota nel thriller Uccidimi due volte, in cui interpreta un killer psicopatico. È la svolta, o per certi versi la rovina, nel senso che Madsen viene incasellato in ruoli da cattivo resi ancora più inquietanti dalla sua ragguardevole stazza — con il suo 1,88 è quasi sempre il più alto del cast, tanto più in Le iene dove sono tutti piccoletti.

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Finché resta nel cinema di Tarantino, che lo chiama a più riprese, Madsen è condannato a fare il pazzo o la carogna. Così avviene in Kill Bill, in The hateful eight e in C’era volta a… Hollywood. Nonché in altri film come Getaway, remake di un classico di Sam Peckinpah, Sin city e Donnie Brasco. Per fortuna gli capitano anche ruoli un po’ diversi, come in Free Willy, in Specie mortale e in un Bond con Pierce Brosnan, La morte può attendere. Purtroppo vi starete rendendo conto che nella sua filmografia, Tarantino a parte, non abbondano i capolavori.

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Madsen ha lavorato molto anche come doppiatore per cartoon e videogiochi e nel 2014 ha comprato una casa in Abruzzo, ai piedi della Maiella, eleggendo l’Italia a buen retiro. Forse voleva sfuggire a una Hollywood che l’aveva attirato nel suo lato selvaggio, con un paio di matrimoni finiti male e qualche guaio con la giustizia (arrestato due volte, la prima nel 2012 con un’accusa di presunta violenza sul figlio minorenne).

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Diciamo che dal cinema ha avuto meno di quanto abbia dato, proprio come la sua splendida sorella Virginia (classe 1961) che dopo un inizio folgorante non è diventata la star che tutti sognavamo. Ha un figlio, Christian, che fa anch’egli l’attore. Auguriamogli maggior fortuna.

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