"Bisognerebbe demolire la congregazione dei David di Donatello e poi riparlarne". Così Sergio Castellitto - in occasione della presentazione a Roma della serie italiana Hbo Max In utero - commenta la proposta lanciata dal movimento #Siamoaititolidicoda, a sostegno delle difficoltà che sta vivendo il cinema italiano, che chiede ai candidati di David di Donatello di boicottare la cerimonia di premiazione, in programma il 6 maggio in diretta su Rai1 dagli studi di Cinecittà.
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"Non ne so nulla e sono abbastanza disinteressato", dichiara Castellitto, rispondendo anche alla domanda sull'assenza di film italiani al Festival di Cannes. "Noi non siamo candidati e nemmeno nostro figlio Pietro", aggiunge Margaret Mazzantini, regista e scrittrice, moglie di Castellitto.
Parlando del suo lavoro, Castellitto ricorda il recente film, realizzato appunto insieme alla moglie, dal titolo Regina: "Abbiamo fatto un film e firmato la regia assieme. È scritto da Margaret. Noi continuiamo a lavorare come abbiamo sempre fatto, con il nostro artigianato intimo", conclude. Allargando il discorso un po’ di più rispetto alla situazione del cinema italiano, le difficoltà di avere i finanziamenti pubblici, la mancata di selezione ai festival internazionali a Repubblica dice: “Per affrontare questo discorso ci vorrebbe tempo, per parlare del cinema italiano ci vorrebbe una serie tragicomica. Questa è una serie per una piattaforma internazionale e speriamo che vada bene. Il nostro compito è cercare di fare bene quello che ci propongono di fare”.
Tra i favorevoli al boicottaggio dei David c’è Alessandro Gassmann, che ha aderito all’appello del movimento #Siamoaititolidicoda. Secondo Gassmann, non c’è molto da festeggiare finché il cinema italiano lascia in difficoltà le maestranze – macchinisti, elettricisti, sarte, truccatori, tecnici e personale di produzione – che lavorano con stipendi bassi e senza continuità. Per lui non partecipare ai David sarebbe “un segnale forte” a sostegno di questi lavoratori.
Molti nomi del cinema italiano, tra cui Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Nicola Piovani, Francesca Archibugi e Pupi Avati, lo scorso 31 marzo hanno firmato una lettera aperta al governo in cui si chiedeva di sostenere i film italiani dal titolo “Non c’è Italia senza autori”.