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Da “Batgirl” a “Scooby-Doo”, quando Hollywood lascia i sogni nel cassetto

Produzioni milionarie, star leggendarie e tragedie sul set: ecco i film completati, interrotti o cancellati che non sono mai arrivati nelle sale
6 minuti di lettura

Storie sospese, film mai arrivati al traguardo della sala. Alcuni si sono fermati lungo il percorso: riprese interrotte, montaggi mai completati oppure opere terminate e lasciate in un cassetto, come sogni irrealizzati.


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Deadline ha raccolto alcuni dei casi più clamorosi, tra produzioni costosissime, star di prima grandezza e progetti diventati leggenda. Ci sono supereroi troppo economici da far sfigurare un marchio, interessi fiscali, incidenti e maternità, ripensamenti e “lost in translation”. E riguardano grandi nomi, da Marilyn Monroe a Marlon Brando, da Jamie Foxx a Brendan Fraser, River Phoenix e Jerry Lewis.

Il caso Batgirl e le cancellazioni per motivi fiscali

Il caso più clamoroso degli ultimi anni è stato senza dubbio Batgirl, il film DC Comics da 90 milioni di dollari con la bellissima e carismatica Leslie Grace, il ritorno nientemeno che di Michael Keaton nei panni di Batman e Brendan Fraser nel ruolo del criminale piromane Firefly. Le riprese erano concluse e il film sembrava destinato a diventare uno dei titoli di punta di Hbo Max, quando Warner Bros. Discovery decise improvvisamente di cancellarlo. Ufficialmente per una nuova strategia aziendale, secondo molti osservatori anche per ragioni fiscali. I registi Adil El Arbi e Bilall Fallah raccontarono perfino di non essere più riusciti ad accedere al materiale girato. Brendan Fraser definì la decisione “tragica”, mentre Leslie Grace fino a poche settimane prima parlava già di possibili seguiti.

Nel 2006 anche un remake de La rivincita dei nerds venne fermato dopo appena due settimane di riprese, mentre l’epopea fantascientifica targata Netflix The mothership, con Halle Berry protagonista, sparì dopo essere stata completata: mentre si accumulavano i ritardi, i giovani attori del cast crescevano e cambiavano, tanto che alla fine la piattaforma ritenne che completarlo sarebbe costato troppo.

Sorte simile per All-star weekend, il film che avrebbe segnato il debutto alla regia di Jamie Foxx con un cast che comprendeva Robert Downey Jr., Eva Longoria e Benicio Del Toro. Girato nel 2016, non è mai stato distribuito anche perché alcune scelte considerate all’epoca provocatorie — tra cui Downey Jr. nei panni di un personaggio messicano e lo stesso Foxx in quelli di un poliziotto bianco razzista — sono diventate sempre più controverse con il cambiamento della sensibilità culturale nei confronti della comicità.

I film interrotti da problemi finanziari e imprevisti personali

Non è andata meglio a 10 cose che odio della vita, seguito spirituale di 10 cose che odio di te, l’amatissimo film con Heath Ledger e Julia Stiles. Con Evan Rachel Wood e Thomas McDonell nei panni di due giovani aspiranti suicidi che finiscono per innamorarsi, il progetto si fermò dopo poche settimane di lavorazione tra problemi finanziari della produzione e la gravidanza della protagonista. Non venne mai completato.

Andando indietro nel tempo, è rimasto celebre il caso di Divine rapture (1995), commedia nera ambientata in un villaggio irlandese dove una donna si risveglia durante il proprio funerale e viene scambiata per una santa. Con Johnny Depp, Marlon Brando, Debra Winger e John Hurt, il film si fermò dopo appena due settimane di riprese quando si scoprì che il finanziatore non disponeva davvero del denaro promesso.

Marilyn Monroe e il più celebre lungometraggio incompiuto di Hollywood

Ancora più celebre è il caso di Something’s got to give, probabilmente il film incompiuto più famoso della storia di Hollywood. Girato nel 1962 e diretto da George Cukor, avrebbe dovuto segnare il grande ritorno di Marilyn Monroe dopo anni difficili e vedeva accanto a lei Dean Martin. Remake della commedia del 1940 My favorite wife, raccontava la storia di una donna creduta morta dopo un naufragio che, dopo anni trascorsi su un’isola deserta, torna improvvisamente a casa scoprendo che il marito, convinto di essere vedovo, si è nel frattempo risposato.

La produzione fu tormentata fin dall’inizio: Monroe soffriva di continui problemi di salute, tra sinusite, bronchite e febbre, accumulò ritardi sul set e fece infuriare la 20th Century Fox quando lasciò temporaneamente le riprese per partecipare al celebre gala in cui cantò Happy Birthday, Mr. President a John F. Kennedy. Lo studio arrivò perfino a licenziarla e citarla in giudizio, ma Dean Martin si rifiutò di continuare il film con una sostituta, costringendo la Fox a richiamarla. Prima che la lavorazione potesse riprendere, però, il 5 agosto 1962 Marilyn Monroe morì a soli 36 anni.

Del film restano circa 35 minuti di girato e alcune fotografie diventate leggendarie, tra cui quelle della celebre scena in piscina in cui l’attrice appariva praticamente nuda. Il progetto venne definitivamente abbandonato e l’anno successivo fu rielaborato in Fammi posto tesoro con Doris Day e James Garner, ma per molti storici del cinema Something’s got to give resta il grande film perduto di Marilyn.

Da Scooby-Doo ai Fantastici Quattro: i titoli fantasma della Warner e della Marvel

Dalle ragazze pipistrello ai cani investigatori: nel 2022 Warner Bros. Discovery cancellò anche Scoob! Holiday haunt, avventura natalizia animata dedicata a Scooby-Doo, nonostante fosse praticamente completata. Costato circa 40 milioni di dollari e destinato a Hbo Max, il film venne sacrificato durante la revisione dei conti seguita alla fusione tra WarnerMedia e Discovery. Per lo studio risultava più conveniente contabilizzarlo come perdita fiscale che investire altro denaro nella distribuzione.

Avvolto nella leggenda anche I Fantastici Quattro del 1994 prodotto da Roger Corman. Nato quando il produttore Bernd Eichinger rischiava di perdere i diritti sui personaggi Marvel, fu realizzato con un budget di appena un milione di dollari, completato, promosso con trailer e perfino con una première già annunciata. Poi sparì nel nulla. Secondo la versione più accreditata, il film era servito soprattutto a conservare i diritti cinematografici e venne bloccato perché ritenuto troppo economico e potenzialmente dannoso per l’immagine della Marvel. Mai distribuito ufficialmente, è diventato uno dei più celebri film fantasma della storia del cinema grazie alle copie pirata che hanno continuato a circolare per decenni.

I kolossal mai distribuiti

Eclatante il disastro di Empires of the Deep, fantasy acquatico da circa 140 milioni di dollari spesso indicato come il film mai distribuito più costoso della storia. Nato come progetto personale del miliardario cinese Jon Jiang, che sognava una saga a metà tra Star Wars e Il Signore degli anelli, avrebbe dovuto inaugurare una trilogia accompagnata da serie animate, videogiochi e perfino un parco a tema.

La sceneggiatura passò attraverso quaranta versioni e dieci autori diversi, mentre alla regia si alternarono tre cineasti. Tra le attrici contattate figuravano Monica Bellucci, Sharon Stone e Olga Kurylenko. Le riprese, iniziate nel 2009, furono un susseguirsi di ritardi nei pagamenti, tensioni tra troupe occidentale e cinese, incidenti sul set e accuse di condizioni di lavoro pericolose. Emblematico il racconto di un regista che aveva scherzato sulla necessità di costruire un muro per nascondere un resort moderno dalle inquadrature e scoprì il giorno dopo che qualcuno lo stava costruendo davvero. Nonostante trailer, conferenze stampa e oltre quindici anni di lavorazione, il film non ha mai trovato un distributore.

Curiosamente, il film perduto di Pharrell Williams non è quello che molti potrebbero pensare. Nel 2024 è infatti arrivato regolarmente nelle sale Piece by piece, originalissimo documentario biografico che racconta la sua vita attraverso personaggi e ambientazioni costruiti interamente con i Lego. A sparire è stato invece Golden, inizialmente intitolato Atlantis, un musical live action ambientato nella Virginia Beach del 1977 e ispirato all’adolescenza del musicista.

Diretto da Michel Gondry, il regista di Se mi lasci ti cancello, e interpretato da un cast che comprendeva Halle Bailey, Kelvin Harrison Jr., Da’Vine Joy Randolph, Janelle Monáe, Missy Elliott e Anderson Paak, il film era già stato completamente girato e avrebbe dovuto uscire nel 2025. Durante il montaggio, però, Pharrell e Gondry conclusero che il risultato non corrispondeva alla visione che avevano immaginato e decisero di fermare il progetto. Universal assorbì una perdita di circa 20 milioni di dollari e il musical scomparve prima ancora di vedere la luce.

Le tragedie che hanno fermato il cinema

Tra le storie più tragiche c’è quella di Midnight rider, biopic dedicato a Gregg Allman con William Hurt protagonista. Il film si fermò il primo giorno di riprese, il 20 febbraio 2014, durante una scena girata su un ponte ferroviario attivo in Georgia. La troupe stava preparando una sequenza onirica con un letto d’ospedale posizionato sui binari quando arrivò un treno vero. La giovane assistente di produzione Sarah Jones, 27 anni, non riuscì a mettersi in salvo in tempo e venne travolta e uccisa.

L’incidente sconvolse Hollywood, diede vita al movimento per la sicurezza sui set Safety for Sarah e portò alla condanna del regista Randall Miller per omicidio colposo. Dopo la tragedia nessuno volle più proseguire il progetto e il film fu definitivamente abbandonato.

Altrettanto dolorosa è la vicenda di Dark blood, l’ultimo film di River Phoenix. Diretto dal regista olandese George Sluizer, raccontava la storia di un giovane eremita che vive nel deserto dopo una catastrofe nucleare. Nell’ottobre del 1993 il film era quasi completato, con circa l’80% delle riprese già realizzate, quando Phoenix morì improvvisamente a 23 anni davanti al Viper Room di Los Angeles per un’overdose.

I finanziatori abbandonarono il progetto e recuperarono le perdite attraverso l’assicurazione. Per anni il film fu considerato perduto, finché Sluizer riuscì a recuperare il materiale esistente e a montare una versione incompleta, utilizzando una voce narrante per colmare le scene mai girate.

Il progetto proibito di Jerry Lewis

Infine, Il giorno in cui il clown pianse di Jerry Lewis. All’inizio degli anni Settanta il comico americano sorprese Hollywood annunciando di voler girare un dramma sull’Olocausto. Interpretava un clown tedesco arrestato dai nazisti che accompagna un gruppo di bambini ebrei verso le camere a gas di un campo di concentramento.

Il progetto fu segnato da problemi legali e finanziari, ma il colpo definitivo arrivò quando Lewis vide il risultato. Lo giudicò un fallimento e per decenni ripeté che nessuno avrebbe dovuto vederlo. Per questo ne impedì sempre la distribuzione. Prima di morire, nel 2017, depositò una copia incompleta presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti imponendo forti limitazioni all’accesso.

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