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Cinema, la legge Schlein passa alla Camera: più autonomia e un’Agenzia per gestire i fondi pubblici

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Il testo, approvato con 218 voti e 6 contrari, trasferisce dal ministero della Cultura alla nuova Agenzia le funzioni operative sul cinema e l’audiovisivo. Ora la palla passa al Senato. Schlein: “Siamo vicini al comparto”
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Il cinema italiano cambia la stanza in cui si decidono fondi, regole e sostegni pubblici al settore. La Camera ha approvato con 218 voti a favore e 6 contrari la riforma del cinema e dell’audiovisivo, nata da una proposta della segretaria dem Elly Schlein e diventata un testo condiviso da maggioranza e opposizioni.

La novità più importante è la nascita, dal 2028, dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, a cui passeranno le funzioni operative oggi in capo al ministero della Cultura: gestione delle risorse, attuazione degli interventi per il settore. Al ministero resteranno invece l’indirizzo politico, la vigilanza strategica e le funzioni ispettive. Lo scopo è separare più nettamente chi stabilisce le politiche per il cinema da chi deve metterle in pratica, con una gestione più autonoma e trasparente.

Il voto arriva nel pieno della Mostra del cinema di Venezia e assume un significato particolare: è una piccola prova di politica bipartisan. «Siamo a fianco del comparto» dice Schlein …

Il cinema italiano cambia la stanza in cui si decidono fondi, regole e sostegni pubblici al settore. La Camera ha approvato con 218 voti a favore e 6 contrari la riforma del cinema e dell’audiovisivo, nata da una proposta della segretaria dem Elly Schlein e diventata un testo condiviso da maggioranza e opposizioni.

La novità più importante è la nascita, dal 2028, dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, a cui passeranno le funzioni operative oggi in capo al ministero della Cultura: gestione delle risorse, attuazione degli interventi per il settore. Al ministero resteranno invece l’indirizzo politico, la vigilanza strategica e le funzioni ispettive. Lo scopo è separare più nettamente chi stabilisce le politiche per il cinema da chi deve metterle in pratica, con una gestione più autonoma e trasparente.

Il voto arriva nel pieno della Mostra del cinema di Venezia e assume un significato particolare: è una piccola prova di politica bipartisan. «Siamo a fianco del comparto» dice Schlein in visita alla festa nazionale del Pd di Reggio Emilia. E poco dopo incontra l’attore Elio Germano, ospite della festa dell’Unità per presentare il documentario Ritorno al tratturo: «Sono venuta a sostenervi». Per il ministro Alessandro Giuli è invece il segnale di un nuovo rapporto con il settore, fondato su dialogo e responsabilità.

Ma non mancano le critiche. Luigi Marattin (Pld) contesta la nascita dell’Agenzia, che considera un doppione della Direzione generale Cinema: «Non ce l’abbiamo con il cinema», ha detto, ma «con un nuovo ente che rischia di aggiungere costi e poltrone».

Favorevole invece l’associazione #siamoaititolidicoda, che parla di «un passo avanti significativo», pur ricordando che la riforma non risolve tutti i problemi della filiera. Il settore, insomma, promuove la direzione presa ma chiede che alla nuova architettura seguano risorse, trasparenza e tutele concrete. Ora la palla passa al Senato.

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