BASILEA – Si è alzato il sipario sulla finalissima di Eurovision Song Contest 2025. Alla conduzione, Michelle Hunziker si affianca a Hazel Brugger e Sandra Studer. Per l'Italia Lucio Corsi si esibisce quattordicesimo sul palco del St. Jackobshalle con Volevo essere un duro, per San Marino Gabry Ponte con il brano Tutta l'Italia è il 25esimo artista a salire sul palco.
La diretta della finale di Eurovision
Apre lo show il vincitore dell’edizione 2024, Nemo, abito da gran ballo, colbacco e capigliatura color platino. I cantanti sfilano sul palco con le rispettive bandiere, ovazione per Finlandia e Italia, Armenia, ovviamente Svizzera, gruppi di tamburi, sbandieratori. E Michelle Hunziker canta una versione dance di Volare.
Le pagelle degli artisti in gara
Kyle Alessandro - Lighter – Norvegia
Una scenografia tra Dune e Star Wars per una canzone che alterna momenti epici a altri dance stile La camisa negra di Juanes. Con molte fiamme. Voto: 5
Laura Thorn, La poupée monte le son – Lussemburgo
Una scenografia vintage, anni 60, per un brano spinto nel ritmo e nella voce. Con un piccolo intermezzo acchia-applausi. Decorosa. Voto: 5.5
Tommy Cash, Espresso macchiato – Estonia
Un piccolo genio del marketing, che ha costruito un personaggio molto più grande della canzone. Che fa ballare e che nella sua demenzialità rischia di entrare in testa. Baltic cabaret. Voto: 6.5
Yuval Raphael, New day will rise – Israele
Quasi un’eccezione in questo buffo circo internazionale: una canzone classica. Una ballata piena di enfasi, cantata senza sbavature. Nel caos, un cortocircuito. Voto: 7
Katarsis, Tavo akys - Lituania
La cosa più brillante è il caschetto biondo del cantante, versione nordica del primo Nino D’Angelo. Il resto è un urlo quasi dark, ma il filo logico rimane sospeso. Oscuro ma tardivo. Voto: 4
Melody, Esa diva - Spagna
Look modello Shakira, qualche nacchera buttata qua e là. La canzone, non elegantissima e molto sparata vocalmente e ritmicamente, è abbastanza trash per trovare una sua gloria in questo festival. Voto: 4.5
Ziferblat – Bird of pray – Ucraina
Lasciando da parte l’inevitabile empatia provocata dalla situazione internazionale, questo brano è un pastiche con una melodia non banalissima. Gli inserti con acuti celestiali, alla fine, nemmeno disturbano. Voto: 6
Remember monday - What the hell just happened? – Gran Bretagna
Una fiaba in stile Disney, un mini-musical costruito anche bene ma pieno di urletti e cambi di ritmo. La dimostrazione che all’Eurovision vale tutto. Voto: 5
JJ, Wasted love – Austria
Favoritissimo insieme agli svedesi Kaj, gorgheggia in stile operistico. mentre si tiene in equilibrio su una barca in tempesta. Poi la musica sale insieme alle acque sempre più indomabili. Qui è perfetto, sul giradischi di casa molto meno. Voto: 5
Væb , Róa – Islanda
Giovani, carini e alle prese con una marcetta che un dj potrebbe programmare dopo Tutta l’Italia senza provocare ribaltamenti. La boy band che arriva dal freddo. Voto: 5.5
Tautumeitas, Bur man laimi – Lettonia
Una messa in scena fiabesca che richiama Il signore degli anelli per queste sei artiste che armonizzano con sicuro talento. La canzone, quasi tribale, resta un po’ oscura. Voto: 5
Claude, C'est la vie – Olanda
Un brano dance, senza grandi follie. Il clima un po’ sulle righe è presente, ma alla fine c’è più sobrietà del solito. Voto: 6
Erika Vikman, Ich Komme - Finlandia
Le sue quotazioni sono salite dopo la prima esibizione. Certo, tra look vistoso e performance scatenata, non passa inosservata. Quando vola su un microfono gigante l’Eurovision va in tilt. Voto: 5
Lucio Corsi, Volevo essere un duro – Italia
Gli stivali, le patatine per reggere gli spalloni, una canzone vera, moderna e piena di idee. Si trucca da marziano e qui lo è davvero. Meno male. Voto: 8
Justyna Steczkowska, Gaja – Polonia
Gli inserti folk mentre si cala dell’alto mandano in estasi la platea colorata. Justyna è solenne, quasi inquietante nella sua severità. Ascoltarla fuori di qui resta una sfida. Voto: 5
Abor & Tynna, Baller - Germania
Un brano sghembo che però non lascia una sensazione sgradevole. L’elettronica è usata senza la volontà di suscitare delirio e quel "la la la" stacca un po' dal clima forsennato della serata. Umanità teutonica. Voto: 6+
Klavdia, Asteromata - Grecia
Klavdia si muove tra le fiamme, gorgheggiando in un brano che resta sospeso tra classicità e ritmi contemporanei. La sensazione è quella di un déjà vu a suo modo elegante ma fin troppo tradizionale. Quando si dice “on fire”. Voto: 4.5
Parg, Survivor - Armenia
L’Eurovision nella sua massima espressione. Il protagonista a torso nudo in mezzo a un trionfo di luci e di tamburi battenti. Un inno. A cosa, di preciso, non è dato sapere. Vagamente inquietante. Voto: 4
Zoë Më, Voyage – Svizzera
Una canzone elegante, cantata in francese con tutta la suggestione che la lingua produce di suo. L’amour fou, con il pubblico di casa commosso. Elegante, e detto in questa arena ha del miracoloso. Voto: 7
Miriana Conte, Serving - Malta
Nel look e nell’incedere ricorda un po’ Lady Gaga, con abito vistoso, inserti folk e ballerine un po' discinte. Sulla voce spinge molto, anche se non oltrepassa mai i limiti. Meglio la prima sera. Voto: 5.5
Napa, Deslocado – Portogallo
I preferiti di Lucio Corsi e non è difficile capire perché. Resta una notevole differenza di carisma e di idee, ma alla sembrano migliorati e più a fuoco. Non nel look, ma alla fine conta poco. Voto: 6-
Sissal, Hallucination - Danimarca
Trai più amati dalla folla. Per l’Eurovision sono perfetti: un’immagine molto cool, una musica quasi techno, stacchetti un po’ urlati. Ballo infinito. Voto: 6
Kaj, Bara bada bastu – Svezia
La canzone è già virale e rischia di diventarlo anche il balletto davanti al fuoco. Un pezzo di cabaret contemporaneo che ironizza sulla mania delle saune e che continua a conquistare consensi: per i bookmaker sono i favoriti per distacco. Voto: 7.5
Louane, Maman - Francia
Vale quanto detto per la svizzera: c’è dramma, sentimento, l’atmosfera da Parigi d’inverno e la seduzione delle erre arrotate. La canzone è seduttiva e romantica, equilibrata. La voce non tradisce. Voto: 7
Gabry Ponte, Tutta l’Italia – San Marino
Di lui ormai si sa tutto, del suo tormentone sanremese anche. La platea risponde bene alla taranta in salsa dance. Sul palco fisarmonica e tamburello, Ponte dietro la console per ribadire il suo essere un dj. Tutta l’Italia, l’Europa chissà. Voto: 6
Shkodra Elektronike, Zjerm – Albania
Un mix di elettronica e tradizione albanese proposto con un gusto un po’ dark e un sound modernissimo. Per niente banali, con una storia davvero non comune (sono albanesi ma vivono in Italia). Profilo alto. Voto: 7+