Seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest, ospitata quest’anno Wiener Stadthalle di Vienna. Il programma della serata, commentata per l’Italia da Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, si esibiranno in gara i restanti 15 Paesi e fuori gara il Paese ospitante, l'Austria, e i due restanti Paesi dei Big Five (quest’anno Big Four vista la rinuncia della Spagna a causa della partecipazione di Israele) già qualificati di diritto per la finale, ovvero Francia e Regno Unito. La prima nazione a salire sul palco è la Bulgaria.
La serata si apre con un numero affidato ai conduttori Victoria Swarovski e Michael Ostrowski sulle note del brano Wasted Love, con il quale il controtenore viennese JJ aveva vinto l’edizione 2025 a Basilea, in Svizzera. Lo stesso artista sarà protagonista durante l’interval act, la finestra di televoto dove presenterà il suo nuovo singolo.
Le dieci qualificate per la finale
Queste le nazioni qualificate:
Bulgaria - Dara - Bangaranga
Ucraina - Leléka - Ridnym
Norvegia - Jonas Lovv - Ya Ya Ya
Australia - Delta Goodrem - Eclipse
Romania - Alexandra Căpitănescu - Choke Me
Malta - Aidan - Bella
Cipro - Antigoni - Jalla
Albania - Alis - Nân
Danimarca - Søren Torpegaard Lund - Før Vi Går Hjem
Repubblica Ceca - Daniel Žižka - Crossroads
Un valzer per tutti
I due conduttori chiedono a tutta l’arena di alzarsi in piedi per improvvisare un valzer in onore dell’Austria padrona di casa. Loro guidano le danze sul palco.
La Norvegia suona rock
Ci voleva la Norvegia portare un po’ di rock all’Eurovision. Jonas Lovv canta Ya Ya Ya circondato dalla band dal suono chitarroso. Lui sfoggia torso quasi nudo e tatuaggi d’ordinanza. Sotto il palco c’è grande euforia.
A Malta lo fanno classico
Con una intro alla James Bond, il cantante maltese Aidan preferisce la classicità per la sua Bella. Il look in pelle sbracciato, da cowboy del nuovo millennio, è meno sobrio.
Per l’Albania mamma è sempre mamma
La canzone albanese Nân è una dedica alla mamma, ma Alisa ha scelto un look da cavaliere medievale, con le ali della bandiera albanese sullo sfondo, la voce tenorile e la mamma che sale sul placo in abiti tradizionali per partecipare alla performance. Siamo oltre.
Per la Gran Bretagna la tecnologia è vintage
Più che britannici, i Look Mum No Computer sembrano una band teutonica. La performance di Eins, Zwei, dreisi muove in mezzo a tanti richiami di tecnologia vintage e la tutina rosa del cantante è perfettamente in linea con lo spirito della manifestazione
In Ucraina non si perde la speranza
I Leleka guidati dalla cantante Viktorija Leléka rappresentano l’Ucraina con Ridnym. Molta sobrietà, con una voce angelicata che va molto in alto e il musicista in abiti tradizionali. La canzone parla di rinascita.
Gli amanti dell’Australia
La storia di due amanti è al centro di Eclipse, brano della cantante australiana Delta Goodman. Il pianoforte dorato che accompagna il suo power pop e la piattaforma che la fa salire in mezzo a una pioggia color oro fa impazzire la platea.
Per la Danimarca lo show è in gabbia
Søren Torpegaard Lund è un cantante danese salito alla ribalta con il musical. Tutta la performance di Før Vi Går Hjem è giocata sulla presenza di una gabbia di vetroda cui l'’artista entra e esce cercando il contatto con il corpo di ballo.
Pezzi di vetro per la Lettonia
Ēnā è il brano scelto da Atvarasi per rappresentare la Lettonia. Un’esibizione molto sobria per raccontare una storia di depressione. La finta pioggia di pezzi di vetro caratterizza la performance.
L’Austria è mascherata
Cosmò può esibirsi in scioltezza, visto che l’Austria è già qualificata in quanto Paese vincitore in carica. Molta elettronica e maschere animalesche e metalliche caratterizzano Tanzschein.
Cipro corre in mezzo ai templi
Antigoni, da Cipro, si muove in mezzo ai templi dell’antica Grecia. Jalla può contare su una ricca coreografia caratterizzata da quattro ballerine. Il pensiero corre a Shakira.
Le tante corde della Svizzera
Veronica Fusaro è un’artista svizzera di origine italiana. La sua Alice è credibile e tutto sommato sobria e tutta la performance è giocata sulle corde.
Armenia a tempo di rumba
La Paloma rumba dell’armeno Simon nasce in ascensore, insieme a quattro danzatori. La sua giacca è piena post-it gialli, lo stile è dance con vene orientali. Il ballo diventa frenetico e lui resta in canotta trasperente.
In Francia è quasi opera
La cantante francese Monroe, con delle lunghissime treccine bionde e cinque ballerine alle spalle, canta Regarde! con uno stile a metà strada tra lo stile operistico e la drammaticità di Edith Piaf.
L’acuto della Repubblica Ceca
Per Daniel Žižka, solo sul palco in rappresentanza della Repubblica Ceca,la proposta di Crossroads è tutta un gioco di specchi. Il finale è un acuto spericolato.
Il Lussemburgo sceglie la natura
Eva Marija gareggia per Lussemburgo con Mother nature e, con un vestito color cipria e il violino, avvicina la platea a una visione naturalistica senza nemmeno esagerare.
In Romania piace la lirica
I bookmaker la danno quinta. La rumena Alexandra Căpitănescu, con Choke Me, incarna perfettamente lo spirito dell’Eurovision. Il canto con accenti lirici, i costumi apocalittici, i fili che la cingono in vita sono una rappresentazione plastica di questa rassegna.
La ballata dell’Azerbaigian
Dopo la scatenata performance bulgara, Jiva (Azerbaigian) propone Just go, una ballata tradizionale con pochi effetti speciali.
La Bulgaria apre la serata con “Bangaranga”
Bangaranga di Dara è il brano che apre questa seconda semifinale. La canzone è ispirata ai Kukeri, una tradizione bulgara per scacciare gli spiriti maligni, e interpretata da una delle popstar più amate del Paese