Eurovision 2026, le pagelle della seconda semifinale: bocciati Armenia e Uk, la Francia convince
dalla nostra inviata Silvia FumarolaVIENNA – Seconda semifinale dell’Eurovision song contest dalla Wiener Stadhalle di Vienna, ecco le nostre pagelle.
Dara (Bulgaria)
Con Bangaranga che tradotto significa “tumulto”, invita a tirare fuori tutta l’energia positiva, a perdere il controllo. Shorts di pelle nera, pelliccia che borda guanti e cinta, non si fermerebbe più – ripete non si quante volte Bangaranga - perché ci crede. Noi meno.
5
Jiva (Azerbaigian)
Una ballad pop su una storia finita per i tradimenti. Titolo Just go. Miniabito di cristalli rossi, neri e blu, trucco effetto lacrime di sangue, Jiva conquista il pubblico. L’invito al partner di andarse…
VIENNA – Seconda semifinale dell’Eurovision song contest dalla Wiener Stadhalle di Vienna, ecco le nostre pagelle.
Dara (Bulgaria)
Con Bangaranga che tradotto significa “tumulto”, invita a tirare fuori tutta l’energia positiva, a perdere il controllo. Shorts di pelle nera, pelliccia che borda guanti e cinta, non si fermerebbe più – ripete non si quante volte Bangaranga - perché ci crede. Noi meno.
5
Jiva (Azerbaigian)
Una ballad pop su una storia finita per i tradimenti. Titolo Just go. Miniabito di cristalli rossi, neri e blu, trucco effetto lacrime di sangue, Jiva conquista il pubblico. L’invito al partner di andarsene, per i più distratti, è rappresentato dall’arrivo di un giovanotto che viene respinto.
4
Alexandra Căpitănescu (Romania)
Vestita di pelle nera, legata ai chitarristi con corde luminose, la nostra eroina pseudo metal canta Choke me, ovvero “Soffocami” e dialoga con il suo amato rappresentato come un fantasma. Pubblico in estasi per l’effetto ghostbuster. Questione di gusti.
4
Eva Marija (Lussemburgo)
Bucolica, abito peplo color cipria, a piedi nudi, con Mother nature celebra la natura che ha tutte le risposte (“Guarda le foglie/Come tornano a crescere/E io guarisco/poi imparo ad amarmi di nuovo”), mentre volano farfalle luminose. Ha grazia, poi suona il violino come se fosse posseduta. La capiamo.
7
Daniel Žižka (Cechia)
Canta un bivio esistenziale, chiuso in una scatola che riflette la sua immagine; la canzone Crossroads è triste come la pioggia, ma lui insiste e invita a ascoltare la propria voce interiore. Per carità, giustissimo ascoltarla, ma è obbligatorio cantare?
4
Monroe (Francia)
Altro che Europa unita, la più giovane cantante del concorso, 17 anni, è come l’Onu. Figlia di genitori mormoni dello Utah, madre francese di origini congolesi, padre americano, mille treccine bionde, ha vinto un concorso lirico in Francia e con Regarde! sfoggia la sua voce da soprano. A tratti fa un po’ antifurto.
7 per il fiato
Simón (Armenia)
Giacca nera ricoperta di post-it gialli, l’aspirante Sandokan armeno canta Paloma rumba che nelle sue intenzioni sarebbe un inno alla ribellione. A un certo punto si spoglia e resta con una canotta trasparente effetto nude look. Ci vuole pazienza.
4
Veronica Fusaro (Svizzera)
Mancavano le spalline di Goldrake, rimediamo subito con la cantante che ha radici italiane (il papà è calabrese) e propone in inglese Alice. Riflette su un amore tossico, sulla violenza travestita da parole d’amore. In scena resta intrappolata nelle corde rosse, chiude seduta per terra.
6 con l’invito a rialzarsi, sempre
Antigoni (Cipro)
Un’imitazione di Shakira, senza la sua voce e la sua energia. Però la capellona Antigoni si scatena e invita a ballare con Jalla. Fuochi ovunque, si potrà fare Eurovision senza?, le ballerine si agitano inutilmente. E anche lei. Però ha il suo pubblico, pare.
5
Cosmó (Austria)
Il titolo, Tanzschein, vuol dire “permesso di ballo”. Quindi per ballare ci vuole un patentino, lui l’avrà preso? I ballerini indossano maschere metalliche. Leone, gorilla. Quelle di antilope e rinoceronte sono dotate di corna affilate, non finire infilzati è la vera sfida. Ma ne esce incolume.
5
Atvara (Lettonia)
Sobria nell’abito di cristalli nero e argento, molto lontana dai ritmi forsennati delle canzoni in gara, Liene Sturmane, in arte Atvara, con una ballad, Ēnā, porta il tema dell’abuso tra le mura domestiche. Dialoga con la sua ombra, lo specchio si infrange in mille pezzi.
7
Søren Torpegaard Lund (Danimarca)
Il ragazzo con il trucco perfetto e una discreta presenza scenica, spiega il senso della sua canzone «la storia di un ragazzo combattuto tra il passare la notte con un uomo con cui sa che non dovrebbe stare, o tornare a casa». Quindi Før vi går hjem (tradotto "Prima di andare a casa") è un po’ un dilemma.
6
Delta Goodrem (Australia)
E’ una delle favorite per la vittoria. Un metro e ottanta, bionda, sorriso da spot, non teme niente. L’abito dorato è abbinato al pianoforte d’oro glitterato, e per Eclipse a un certo punto viene sollevata su, di svariati metri. Tutti col naso all’insù, a Wonder woman piace vincere facile.
6
Leléka (Ucraina)
Un mix di pop e tradizione ucraina, è un inno alla speranza in mezzo alla distruzione e al cambiamento che vive l’Ucraina. Ridnym vuol dire “Ai propri cari”, e lei, Victoria Leleka, cantante e attrice, con il suo abito mille frange, si presenta come una guerriera.
6
Look Mum No Computer (Regno Unito)
La Gran Bretagna ha tanti artisti, sale sul palco Sam Battle, star di TikTok, che costruisce strumenti musicali con qualunque cosa. E’ vestito da metalmeccanico, ma la tuta è rosa. Eins, zwei, drei, è un fan della musica elettronica. Ma perché canta?
4
Alis (Albania)
Ha un’aria minacciosa Alis Kallaçi, che si presenta con occhiali da sole, forse (“per avere più carisma e sintomatico mistero” come canta Battiato) ma con Nân parla del distacco, di una madre che aspetta il ritorno dei figli. E la signora sale sul palco, perché la mamma è sempre la mamma.
5
Aidan (Malta)
E insomma non si sfugge, si soffre per amore, si spera che l’amato ritorni. Anche Aidan Cassar, completo di pelle nera, baffetti e braccia muscolose, non sfugge. Con Bella, melodia strappacuore, gioca a fare il romanticone ma noi non ci caschiamo.
5
Jonas Lovv (Norvegia)
Già ispira simpatia perché sembra che l’Ebu gli abbia chiesto di modificare la sua performance, giudicata troppo sexy. Mago, tatuato, con la sua tuta a losanghe nere, Jonas gioca a fare Freddie Mercury o forse Damiano David. Con Ya Ya Ya canta che è un animale e non ha self control. Ha l’aria di divertirsi un sacco.
6