Sulla Croisette stavolta sfilano i meno noti
di Alberto CrespiCannes – Oggi comincia, per la 78esima volta, il festival cinematografico più importante del mondo e la cosa più bella che possiamo dire, alla nostra 42esima partecipazione, è che non ne sappiamo nulla. O quasi. Ed è una sensazione piacevolissima. Cannes ha avuto, per anni, un difetto: era il festival dei soliti noti. Ci sono cineasti che hanno la partecipazione in concorso a Cannes iscritta nel dna. Alcuni sono italiani: Moretti, Sorrentino, Garrone.
Quest’anno i soliti noti sono pochissimi. Anzi, si potrebbe arrivare a dire che gli unici sono i fratelli belgi Luc e Jean-Pierre Dardenne, che con Jeunes mères corrono per la terza Palma in carriera: a Cannes, dal 1999 in poi, hanno vinto l’enormità di nove premi con otto film diversi, e magari andran…
Cannes – Oggi comincia, per la 78esima volta, il festival cinematografico più importante del mondo e la cosa più bella che possiamo dire, alla nostra 42esima partecipazione, è che non ne sappiamo nulla. O quasi. Ed è una sensazione piacevolissima. Cannes ha avuto, per anni, un difetto: era il festival dei soliti noti. Ci sono cineasti che hanno la partecipazione in concorso a Cannes iscritta nel dna. Alcuni sono italiani: Moretti, Sorrentino, Garrone.
Quest’anno i soliti noti sono pochissimi. Anzi, si potrebbe arrivare a dire che gli unici sono i fratelli belgi Luc e Jean-Pierre Dardenne, che con Jeunes mères corrono per la terza Palma in carriera: a Cannes, dal 1999 in poi, hanno vinto l’enormità di nove premi con otto film diversi, e magari andranno in doppia cifra. Anche Wes Anderson è un habitué e anche la francese Julia Ducournau ha già una Palma nel curriculum. Per il resto ci sono molti nomi assai meno ovvi.
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Mario Martone “Fuori”]]
L’Italia concorre con Fuori di Mario Martone, cineasta e uomo di teatro che ha frequentato più spesso il Lido di Venezia che la Croisette. Come è noto, il film ricostruisce un doloroso episodio della vita di Goliarda Sapienza, scrittrice che in Francia è stata valorizzata e amata prima che in Italia; la interpreta Valeria Golino, che già con L’arte della gioia aveva incontrato l’opera di Sapienza. Fare ora pronostici sul destino di Fuori sarebbe quanto meno azzardato: lo attendono alcuni concorrenti formidabili e tanti outsider da vedere con grande curiosità.
Fra i nomi forti vanno segnalati almeno l’iraniano Jafar Panahi, che quando si tratta di Orsi, Palme e Leoni è sempre in agguato; l’americano Richard Linklater che paradossalmente gioca in casa, perché Nouvelle vague racconta la nascita del nuovo cinema francese attraverso la lavorazione di Fino all’ultimo respiro di Godard; il brasiliano Kleber Mendonça Filho con un thriller politico intitolato L’agente segreto; e l’altra americana Kelly Reichardt, una super indipendente che prima o poi sbancherà qualche festival (qui presenta Mastermind, su una rapina nell’America degli anni Settanta). E quale occasione migliore di un festival in cui tutte le giurie più importanti, a cominciare dal concorso, sono presiedute da donne?
Su tutti quanti veglierà Tom Cruise, che nell’ultimo (ultimo?) Mission impossibile salverà il pianeta e, forse, anche il festival di Cannes.