CANNES - La rivelazione del Festival di Cannes si chiama Nadia Melliti. A ventitré anni e al suo primo film, si è aggiudicata il Prix da migliore attrice dell’edizione 78.
In La Petite Dernière , adattamento dell'omonimo romanzo di Fatima Daas pubblicato nel 2020, la regista e attrice Hafsia Herzi le ha affidato il ruolo di una figlia di immigrati algerini, cresciuta nella periferia parigina, in conflitto tra la sua omosessualità e la sua fede musulmana: "È un grande onore essere qui stasera. Provo un'emozione difficile da descrivere, ma incredibile. Grazie, Hafsia, per il tuo coraggio e la tua fiducia ", ha detto dopo aver ricevuto il premio dalle mani di Daniel Auteuil.
Studentessa di educazione fisica, tra le passione il basket, la boxe e il rap, sul palco con il premio in mano ha detto “mamma, spero che tu sia fiera di me”, e in quel momento viene in mente la scena più commovente del film, che riguarda proprio il rapporto con una madre.
Nadia Melliti è stata notata durante un casting sfrenato mentre camminava per le strade di Parigi, nel quartiere di Chatelet. "Quando ho letto il libro, mi sono subito identificata con la storia, perché mi ha toccato profondamente, nella sua. Ricerca di emancipazione, ma anche per il suo gruppo familiare, il background sociale", ha raccontato la giovane attrice: "Mia madre è un'immigrata e io sono di origine algerina. Ho anche delle sorelle. E anche attraverso i suoi studi, ho sperimentato questa emancipazione intellettuale."La regista ha raccontato, "ho visto Nadia nelle prime foto che ho selezionato, il suo sguardo mi ha davvero toccato. Ma ho dovuto continuare al ricerca, perché e dopotutto era ra solo una foto ".
Ma poi, ha spiegato la cineasta e attrice di Cous Cous, "il tempo passava, lei veniva a fare le prove. Durante le prove non consegno istruzioni, per lasciare che le persone improvvisino: la maggior parte di loro non ha mai recitato prima, e diamo loro un soggetto e una scena da interpretare. Quando Nadia è entrata nella stanza, ho capito subito che era lei". A Cannes, a giudicare non solo dal premio ma da quanto hanno scritto i critici, è nata una stella: prima di apparire davanti alla telecamera di Hafsia Herzi, il suo progetto era quello di insegnante di educazione fisica.
Ora il premio, che si aggiunge anche alla Queer Palm, assegnata a un film dedicato alla comunità LGBTQ+, è possibile che ci sia sia un cambio di rotta.