Javier Bardem a Cannes: “Mia madre mi ha insegnato a prendere posizione anche quando si ha paura”
dalla nostra inviata Arianna FinosCANNES – Il Festival di Cannes ha eletto Javier Bardem a divo assoluto di questa edizione. L’attore spagnolo sa coniugare glamour e impegno: bagno di folla e selfie interminabili, fare scherzoso da passerella, battute alla moglie “rivale” Penelope Cruz, enorme talento sul grande schermo – è già tra i favoriti per il premio come miglior attore per El ser querido, del regista spagnolo Rodrigo Sorogoyen – e prese di posizioni politiche forti.
E’ anche intervenuto sul tema della mascolinità tossica – nel film è un regista autoritario e prepotente – citando il numero di donne uccise ogni anno nella sua Spagna. "In media, due donne al mese vengono assassinate da ex mariti o ex fidanzati. È orribile. È incredibile che abbiamo quasi normalizzato questa cosa. Ma siamo impazziti? Stiamo uccidendo donne perché alcuni uomini pensano di possederle". E poi ha attaccato alcuni leader mondiali, incluso Trump, che secondo lui incarnano questo comportamento: "Questo problema riguarda anche Trump, P…
CANNES – Il Festival di Cannes ha eletto Javier Bardem a divo assoluto di questa edizione. L’attore spagnolo sa coniugare glamour e impegno: bagno di folla e selfie interminabili, fare scherzoso da passerella, battute alla moglie “rivale” Penelope Cruz, enorme talento sul grande schermo – è già tra i favoriti per il premio come miglior attore per El ser querido, del regista spagnolo Rodrigo Sorogoyen – e prese di posizioni politiche forti.
E’ anche intervenuto sul tema della mascolinità tossica – nel film è un regista autoritario e prepotente – citando il numero di donne uccise ogni anno nella sua Spagna. "In media, due donne al mese vengono assassinate da ex mariti o ex fidanzati. È orribile. È incredibile che abbiamo quasi normalizzato questa cosa. Ma siamo impazziti? Stiamo uccidendo donne perché alcuni uomini pensano di possederle". E poi ha attaccato alcuni leader mondiali, incluso Trump, che secondo lui incarnano questo comportamento: "Questo problema riguarda anche Trump, Putin e Netanyahu. Maschi alfa che dicono: “Il mio ca**o è più grande del tuo e ti bombarderò a sangue”. È un comportamento tossico maschile e dobbiamo denunciarlo. E ne stiamo parlando perché oggi ne siamo più consapevoli, per fortuna",
L’attore ha risposto a proposito delle conseguenze professionali per le sue prese di posizione su Palestina, democrazia dell’informazione e sul ruolo pubblico degli artisti. E così a chi gli chiede se teme ripercussioni lavorative per chi prende posizione pubblicamente – come nel caso di Susan Sarandon, che ha raccontato di lavorare molto meno a Hollywood dopo le sue dichiarazioni pro Palestina – risponde in modo netto: “Bisogna fare le cose anche con la paura. L’importante è potersi guardare allo specchio ed essere in pace con la propria etica. Per me è sempre stato così, perché mia madre mi ha insegnato questo. Non esiste un piano B, quindi le conseguenze arrivano e io me ne assumo la responsabilità”.
Poi aggiunge: “Qualcosa ho sentito anch’io, ma non posso confermarlo né fare nomi. Se avessi prove farei nomi e cognomi, perché parte del problema è denunciare chi punisce chi esprime liberamente la propria denuncia di un genocidio”.
L’attore spagnolo, però, sostiene che qualcosa stia cambiando nel clima culturale: “Sto ricevendo moltissime offerte negli Stati Uniti, in Europa, in Sudamerica, in Spagna. Questo mi fa pensare che la narrazione stia cambiando e che ci stiamo rendendo conto tutti, anche grazie a una generazione più giovane, che ciò che vediamo direttamente sui nostri telefoni è inammissibile e ingiustificabile”. E ancora: “Credo che quelli che compilano queste presunte liste nere finiranno per essere esposti e subiranno conseguenze a livello di pubblico e sociale. Ed è un grande cambiamento”.
Sul tema della Palestina Bardem è tornato più volte durante l’incontro, rispondendo alla domanda sulle tante prospettive diverse che si possono avere sulle cose: “Ci sono però fatti molto chiari. Un genocidio viene commesso. Questo è un fatto. Puoi essere contro oppure no. Ma con il tuo silenzio o con il tuo sostegno ti stai avvicinando a quel lato. Il potere che ho è quello che mi date voi. Non ho altro potere che parlare e condividere i miei pensieri. E credo che la mobilitazione cambi le situazioni”.
Interrogato sulla crisi della democrazia e del controllo dell’informazione, Bardem ha espresso forte preoccupazione: "Credo che stiamo capendo sempre di più il monopolio dell’informazione. È uno dei problemi che vediamo con la possibilità della fusione tra Paramount e Warner Bros. Chi controllerà tutto ciò che ascoltiamo e vediamo? Con la tecnologia, i social media, il consumo veloce, il messaggio corto e populista che seduce le nuove generazioni, tutto questo è ancora più evidente. Come padre sono preoccupato, perché è evidente che esiste una risonanza nella reazione dei giovani radicalizzati. In Spagna lo stiamo vivendo, come nel resto dei paesi europei e negli Stati Uniti. Oggi non esiste una vera democrazia dei media. È un luogo dove vieni punito per quello che dici e per dove lo dici. Come si risolve? Non lo so”.
Alla domanda sul rapporto tra cinema, dolore personale e possibilità di guarigione, Bardem risponde: “Continuo ad andare in terapia, ed è ciò che mi aiuta a capire quali sono le cose con cui devo lavorare, quelle che devo mostrare e condividere con meno paura. Forse il cinema mi permette di farlo in un modo costruttivo, in un modo che abbia senso anche per qualcuno oltre me stesso”.
E ancora: “La verità è che a volte ho avuto la fortuna di poter dire, attraverso i personaggi, cose che non avevo mai osato o voluto dire nella mia vita. È stato un bel regalo, una forma di sublimazione di qualcosa che era una ferita o un dolore. Ma soprattutto credo che il cinema non curi tanto chi lo fa quanto chi lo guarda. È uno specchio in cui ognuno si riflette attraverso la propria esperienza e il proprio momento della vita”.
Sull’empatia e sull’età aggiunge: “Sto imparando ogni giorno a essere più empatico verso gli altri esseri umani. Mi piace questa parola: esseri umani. Credo che invecchiando si capisca che non esiste una sola verità, ma molte verità”.Infine, parlando del momento del cinema spagnolo a Cannes – quattro film in tutto, tre nel concorso principale - e del rapporto con il festival che lo ha premiato per l’interpretazione maschile con Biutiful diAlejandro González Iñárritu, Bardem parla di orgoglio collettivo: “Vorrei soprattutto sottolineare la gratitudine che proviamo verso Thierry Frémaux e tutto il team di Cannes per aver aiutato il cinema spagnolo a essere presente qui con tre film. Questo parla molto della nostra industria e ci rende molto orgogliosi. Credo sia una risposta logica alla qualità tecnica e creativa che oggi esiste in Spagna: a livello cinematografico, narrativo, attoriale”.
Poi arriva la battuta finale sulla presenza sua e della moglie Penélope Cruz sulla Croisette: “Mia moglie è qui a Cannes anche lei, ma non parlo di lei perché siamo rivali – scherza - Ma poter essere qui insieme è meraviglioso”.