CANNES – Il Palmarés della giuria di Park Chan Wook ha stupito per i tanti ex aequo e per la volontà di distribuire i riconoscimenti su più titoli in un’edizione che aveva tanti film interessanti. Praticamente tutti i titoli premiati hanno già una distribuzione in Italia, ma non li vedremo prima dell’autunno. Della selezione ufficiale l’unico film già in sala – ma che ieri non ha ottenuto premi – è Amarga navidad di Pedro Almodóvar.
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Palma d'oro - FJORD di Cristian MUNGIU
Fjord del regista romeno Cristian Mungiu, già Palma d’oro nel 2007 per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni quindi entrato nel ristretto gruppo (da Ken Loach a Francis Ford Coppola ad aver vinto due volte) uscirà in Italia distribuito da BIM. Ispirato a una storia vera, il dramma giudiziario mette in luce le contraddizioni di una società che proclama la propria tolleranza, la Norvegia. Al centro della storia la vicenda della famiglia Gheorghiu, padre romeno e mamma norvegese, che si trasferiscono in un piccolo paese su un fiordo per avvicinarsi alla famiglia di lei. I Gheorghiu hanno cinque figli, due adolescenti, due bambini e un piccolo di pochi mesi. La comunità li accoglie bene, i ragazzi fanno amicizia con la vicina di casa, figlia del preside della scuola finché un giorno Elia Gheorghiu si presenta a scuola con lividi sul corpo, scatta l’allerta delle insegnanti e viene contattata un’assistente sociale. I genitori vengono accusati di maltrattamenti, i bambini portati in un diverse case famiglie, inizia un processo che lungo il film ribalterà più volte le certezze dello spettatore. Nel film l’attore americano emigrato a 8 anni dalla Romania, Sebastian Stan interpreta il padre, ancora una volta irriconoscibile dopo essere stato il giovane Trump di The Apprentice, mentre la mamma è Renate Reinsve (migliore attrice a Cannes per Sentimental Value).
Grand Prix - MINOTAURE - di Andreï ZVIAGUINTSEV
Minotaur del regista russo in esilio Andrej Zvyagintsev. Conosciuto dai cinefili per i film Leviathan e Loveless è tornato al festival dopo nove anni, in questo tempo è successo di tutto a livello personale e politico. Mentre Putin invadeva l’Ucraina il regista è entrato in coma, a seguito di una grave reazione al vaccino russo Sputnik V nel 2021, poi è rimasto per un anno su una sedia a rotelle. Definito una favola politica ambientata nella Russia del 2022 il film, che il regista ha girato in Lettonia per via della situazione politica, è un film denuncia. Protagonista è Gleb, affermato dirigente d'azienda, che si ritrova sotto assedio sia sul lavoro che in famiglia. Quando esplode “l’operazione speciale tra Russia e Ucraina” è costretto a rinunciare a parte dei suoi lavoratori richiamati al fronte, mentre anche la sua vita privata va in crisi. Gleb scopre che sua moglie lo tradisce con un giovane fotografo. Se Leviathan era un film sulle prepotenze della politica russa, questo Minotaur è una presa di coscienza ancora più netta contro il regime del presidente russo. Il film uscirà in Italia distribuito da BIM.
Prix de la Mise en Scène (ex-æquo) - Premio della regia a Javier CALVO & Javier AMBROSSI per LA BOLA NEGRA e Pawel PAWLIKOWSKI per FATHERLAND
Il premio alla miglior regia è stato diviso su due film: lo spagnolo La bola negra e il film del regista polacco Pawlikowski. La bola negra della coppia di registi spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi è un audace racconto queer che attraversa tre epoche: 1932, ’37 e il 2017. In Spagna i cineasti quarantenni che si sono fatti le ossa con la serialità vengono chiamati “los Javis”, sono stati anche una coppia sentimentale per 13 anni. Il film è tratto da un racconto incompiuto di Federico García Lorca che dà vita a un kolossal che spazia attraverso 85 anni di storia della Spagna. Tre uomini, le cui vite sono intimamente intrecciate alla figura storica del poeta e drammaturgo morto ucciso da uno squadrone delle forze nazionaliste, lottano per vivere apertamente la propria omosessualità. Sullo sfondo della guerra civile spagnola il film vuole rivendicare l’identità gay dell’autore per troppo tempo silenziata. Oltre al cast di giovani attori spagnoli - Miguel Bernardeau, Antonio de la Torre, Guitarricadelafuente - ci sono anche Penélope Cruz e Glenn Close. Cruz interpreta Nené una soubrette che canta e balla per i soldati mentre Glenn Close è un’ispanista americana che ha studiato tutta la vita Garcia Lorca. Negli Stati Uniti c’è stata un’asta e Netflix si è aggiudicata la distribuzione mentre in Italia il film era già stato acquistato prima della vittoria da Movies Inspired.
Fatherland, la clip del film in concorso a Cannes
Fatherland del regista polacco Paweł Pawlikowski (Ida, Cold War) racconta il viaggio dello scrittore Thomas Mann (Hanns Zischler) e di sua figlia Erika (Sandra Hüller) attraverso la Germania in macerie del 1949: da Francoforte, sotto l'influenza statunitense, fino a Weimar, controllata dai sovietici. Pawlikowski in 82 minuti in bianco e nero tratteggia le due facce della Germania, est e ovest già divisa prima della costruzione del muro. Mann incontra i figli di Wagner e rinfaccia loro le amicizie naziste del padre, pur rimanendo un estimatore della sua musica “che gli sopravviverà” pronostica, mentre a Weimar viene avvicinato da un uomo che denuncia le violenze dei russi e i campi dove vengono chiusi i dissidenti. Ma sullo sfondo della politica c’è anche la tragedia del suicidio del figlio Klaus. Un film storico che dialoga con l’oggi e con l’attualità della situazione europea schiacciata tra l’arroganza di Putin e quella di Trump. Il film è una produzione MUBI, OUR Films (una società Mediawan, Italia), Extreme Emotions (Polonia), Nine Hours (Germania) e Chapter 2 (una società Mediawan, Francia), in collaborazione con Circle One (Italia) e Apocalypso Pictures, con la partecipazione di Arte e Pathé.
Prix du scenario (premio della sceneggiatura) a Emmanuel MARRE per Un uomo del suo tempo
Notre salut di Emmanuel Marre racconta l’epoca del governo di Vichy nella Francia invasa dai nazisti attraverso la figura di suo bisnonno. Nel settembre del 1940 il sedicente scrittore e “stratega politico” Henri Marre arriva nella cittadina balneare mentre il regime autoritario si instaura. Senza soldi, lontano dalla sua famiglia e con in mano solo copie del suo manifesto autopubblicato Notre Salut (La nostra salvezza), questo travet è determinato ad assicurarsi quello che ritiene sia il posto che gli spetta nella nuova amministrazione. Con una fede ceca e incrollabile nel maresciallo Petain e affermando di voler contribuire a salvare la Francia dopo la sconfitta, Marre fa tutto il necessario per rendersi utile mentre tutto intorno a lui si stringe sempre di più il cappio del collaborazionismo con i tedeschi. In Italia esce con il titolo Un uomo del suo tempo, distribuito al cinema da I Wonder Pictures - Unipol Biografilm Collection.
Prix du Jury (Premio della giuria) - DAS GETRÄUMTE ABENTEUER (L'avventura sognata) di Valeska GRISEBACH
The dreamed adventure della regista tedesca Valeska Grisebach ha vinto L’avventura sognata. Al centro del film è un’archeologa che, a Svilengrad, una piccola città al confine tra Turchia e Bulgaria, accetta un accordo per aiutare una sua vecchia conoscenza cui gli è stata rubata l’auto. Veska lo porta con sé al sito di scavo dove lavora e mentre si ritrovano, viene attratta sempre più dal mondo oscuro da cui Said è emerso, un mondo di prepotenza e sopraffazione in una zona dove il contrabbando e lo sfruttamento dei migranti è al centro di violenze nei confronti degli anziani e degli ultimi.
Prix d'interprétation Féminine (premio per la miglior attrice) a Virginie EFIRA e Tao OKAMOTO in SOUDAIN di HAMAGUCHI Ryusuke
All of a sudden, del premio Oscar Hamaguchi Ryusuke (Drive My Car, Il male non esiste), con Virginie Efira e Okamoto Tao è una coproduzione tra Giappone e Francia, un dialogo tra due culture e due identità. Marie-Lou (Efira), direttrice di una casa di cura, si impegna per introdurre un'innovativa filosofia dell'assistenza, basata sull'ascolto e sul rispetto della dignità dei residenti. L'incontro con Mari, una regista teatrale giapponese, cambierà profondamente il suo modo di vedere il mondo e le due donne uniranno le forze per "rendere possibile l'impossibile". Il film, scritto dal regista con Léa Le Dimna, è ispirato all'epistolario reale tra Makiko Miyano e Maho Isono e fa riferimento al metodo "Humanitude", una filosofia di cura ideata in Francia che trasforma l'assistenza in un vero e proprio incontro tra persone. Il premio ex aequo alle attrici testimonia la sintonia di queste due interpretazioni nel film che arriverà in sala con Teodora Film e Tucker Film.
Prix d'interprétation Masculine (premio per il miglior attore) a Emmanuel MACCHIA e Valentin CAMPAGNE in COWARD di Lukas DHONT
Coward del regista belga Lukas Dhont (Girl) è un film storico ambientato durante la Prima guerra mondiale quando Pierre, un giovane soldato belga si trova sul campo di battaglia ad affrontare il nemico ma anche a raccogliere i cadaveri dei propri compagni e a condividere l’angoscia di un conflitto corpo a corpo. Il regista ha scritto il film attingendo ai diari privati dei soldati e facendosi ispirare da fotografie in bianco e nero di un gruppo di soldati improvvisati teatranti per sollevare l’umore delle truppe. Così Pierre incontra Francis, un giovane sarto con la passione del teatro, tra loro inizia una relazione che dà un po’ di speranza in un mondo circondato da violenza. Un racconto d’amore queer in un contesto di guerra che ha premiato i due giovani interpreti: Emmanuel Macchia che interpreta Pierre e Valentin Campagne che è Francis. Il film è distribuito da Mubi.