Ghali, il post polemico sull’esibizione di Noa e Mira Awad a Sanremo: “Ditemi che è uno scherzo”

Ghali, il post polemico sull’esibizione di Noa e Mira Awad a Sanremo: “Ditemi che è uno scherzo”

Il cantante, usando i suoi canali social, fa riferimento alla performance delle due musiciste, l’israeliana Noa e la palestinese, con cittadinanza israeliana, Mira Awad, che insieme hanno cantato “Imagine”

1 minuti di lettura

Il suo volto, una foto delle gemelle inquietanti di Shining e poche parole “ditemi che è uno scherzo”. Con questo post Ghali ironizza sulla scelta, ieri sera, di far cantare insieme sul palco dell’Ariston le cantante Noa, israeliana, e Mira Awad, palestinese con cittadinanza israeliana, Imagine dopo il messaggio di pace del Papa.

“Per chi non avesse capito: israeliana e israeliana in nome della pace”

Nessun riferimento diretto al festival, ma chi lo segue sembra non avere dubbi a cosa si riferisce e l’immagine delle due gemelle di Kubrick si interpreta immediatamente come una critica alla scelta di proporre sul palco due artiste che vengono viste entrambe come espressione dello stato di Israele. E anche l’account che fa riferimento all’alieno Rich Colino che lo scorso anno era con lui a Sanremo gli dà ragione.

Subito dopo la pubblicazione del post del musicista moltissimi hanno commentato, tra cui luckybooy1234 che scrive: “Per chi non avesse capito. Noa israeliana, Mira Awad di origine palestinese, con cittadinanza israeliana, ha rappresentato Israele all’Eurovision del 2009. In pratica israeliana e israeliana cantano in nome della “pace”. Oppure c'è chi risponde direttamente a Ghali come peppino_impastato_cinisi: “Purtroppo non è uno scherzo. Solidarietà a tutto il popolo palestinese e a tutti i popoli oppressi della terra”.

Casa mia, i bombardamenti di Gaza e il caso politico di ‘Stop al genocidio’

Lo scorso anno Ghali aveva portato, tra le polemiche, il tema dei bombardamenti su Gaza sul palco dell’Ariston presentando la canzone Casa mia in cui il trapper parlava di “bombardamenti sugli ospedali per un pezzo di terra". Il suo appello poi durante la serata finale del festival in cui aveva chiesto “stop al genocidio” aveva sollevato un caso politico con interventi del presidente delle Comunità ebraiche Italiane e l’intervento della Rai. Un caso che ad un anno di distanza il musicista e i suoi follower evidentemente non hanno dimenticato. E infatti qualcuno scrive: “Credimi che nonostante tutto ci sono le persone che hanno dato più valore a te lo scorso anno quando hai urlato "stop al genocidio" in un canale nazionale”.

I commenti dei lettori