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Fedez e quel passo fuori dai Ferragnez

(ansa)

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La rinascita dell’artista più discusso dell’ultima edizione del Festival di Sanremo
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Come un Conte di Montecristo (il romanzo è tornato di moda) pronto, prima che a vendicarsi, a riscuotere, a recuperare crediti, Fedez al secolo Federico Lucia è tornato. La cripto-dedica di Bella stronza revisited è passata quasi in cavalleria rispetto all’ultimo verso-harakiri: «Ti ho dato tutte le ragioni per essere una bella stronza».

L’autocritica è servita, il mea culpa sulle confidenze a Corona pure; poi è arrivata la richiesta di archiviazione per il fattaccio dell’aggressione a Cristiano Iovino, e tutto ha cominciato – passata una prima, un po’ impacciata esibizione – ad andare per il meglio. Fino alla quarta posizione guadagnata con una canzone che non si può dire abbia convinto tutti ma nemmeno ha lasciato freddo nessuno: si coglieva netto il tentativo di auto-scorticarsi un po’ in pubblico, di rivelare – con quel tocco alla Eyes Wide Shut, letterale, occhi-aperti-chiusi, occhi spalancati – le sue turbolente e depressive stagioni, la pericolosa (e in parte coatta e stor…

Come un Conte di Montecristo (il romanzo è tornato di moda) pronto, prima che a vendicarsi, a riscuotere, a recuperare crediti, Fedez al secolo Federico Lucia è tornato. La cripto-dedica di Bella stronza revisited è passata quasi in cavalleria rispetto all’ultimo verso-harakiri: «Ti ho dato tutte le ragioni per essere una bella stronza».

L’autocritica è servita, il mea culpa sulle confidenze a Corona pure; poi è arrivata la richiesta di archiviazione per il fattaccio dell’aggressione a Cristiano Iovino, e tutto ha cominciato – passata una prima, un po’ impacciata esibizione – ad andare per il meglio. Fino alla quarta posizione guadagnata con una canzone che non si può dire abbia convinto tutti ma nemmeno ha lasciato freddo nessuno: si coglieva netto il tentativo di auto-scorticarsi un po’ in pubblico, di rivelare – con quel tocco alla Eyes Wide Shut, letterale, occhi-aperti-chiusi, occhi spalancati – le sue turbolente e depressive stagioni, la pericolosa (e in parte coatta e storta) confidenza con gli psicofarmaci, le paranoie con la p maiuscola, le ferite, il battito che accelera.

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Cantata bene, o comunque con intensità crescente, Battito è parsa il contravveleno a quelle due gocce amare che, nella canzone, sono cadute pure nel famoso bicchiere mezzo pieno. E forse più precisamente: un ritorno a sé stesso, o al mondo nei panni di sé stesso. Tolta la casacca di coprotagonista dei Ferragnez, stinti almeno un po’ gli amici discutibili alle sue spalle, tenuto quasi a bada il gossip, eccolo là: il nuovo vecchio Fedez. È riuscito, in un post di ieri, a dichiararsi perfino felice: «Felice che la musica abbia parlato, felice di aver sfogato tutti i miei demoni con quello che meglio so fare ma che forse da tempo non facevo con piena consapevolezza».

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Si è ripreso la musica; e i fan illustri e sconosciuti si stringono in un giubilo compiaciuto e affettuoso. In un festival in esubero di vincitori morali, Fedez è di sicuro nella lista. Quei demoni li ha sfogati in versi o comunque rabboniti per un po’ nell’applauso; difficile dire che li abbia vinti, ma questo riguarda lui. Intanto ha aggiunto un piccolo glorioso capitolo al libro di memorie che presto dovrebbe uscire, un capitolo scritto da solo e con piglio, con estrema concentrazione: come nel romanzo di Dumas il giovane avventuriero dato per disperso si riprende la scena e vanta la sua imprevista fortuna. Sta a lui non dilapidarla: nel frattempo, il bicchiere mezzo pieno sembra svelenito.

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E Fedez l’avventuriero il gaglioffo l’imprudente il seduttore il sedotto il primattore del baraccone manda avanti Federico e le sue angosce: quelle che, pure nello scintillio fake del matrimonio dorato e dato in pasto alla nostra fame di storie e storielle, ogni tanto lampeggiavano cupe cupissime. E lo rendevano amabile e spiazzante non per la vulnerabilità in sé («Siamo così fragili / ci feriamo anche sfiorandoci»), ma per come lasciava che gli scappasse di mano, contraddicendo la scena prima e quella dopo, le pose, il glamour, la panna montata. A Sanremo, per citare la sua hit nata in collaborazione con Orietta Berti e con Achille Lauro, Fedez ha risolto un bel problema. E va bene così. Non so se gliene restino mille: se non si distrae, qualcosa in meno.

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