Enrico Nigiotti: “A Sanremo senza ansie. Il mio segreto? L’amicizia con Gianna Nannini”

Enrico Nigiotti @ Santeria Toscana 31, Milano
Enrico Nigiotti @ Santeria Toscana 31, Milano 

Il cantautore all’Ariston con “Ogni volta che non so volare”. Nella serata delle cover duetterà con Alfa in “En e Xanax” di Samuele Bersani

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Curiosità:Enrico Nigiotti è arrivato per la prima volta a Sanremo nel 2015, sezione Nuove Proposte. Tra i concorrenti della sua categoria c’era anche Serena Brancale. Corsi e ricorsi. Il cantante livornese torna ora al festival con Ogni volta che non so volare, brano firmato insieme a Pacifico, in attesa del nuovo album Maledetti innamorati, il sesto della sua carriera, in uscita il 13 marzo. Nella serata delle cover duetterà con Alfa: canteranno En e Xanax di Samuele Bersani, ma l’argomento è off limits.

La canzone che porterà in gara è stata scritta per il festival?

“In realtà l’avevo buttata giù anni fa, prima ancora di ottenere successo. L’avevo pensata di notte, ma avevo sempre l’impressione che mancasse qualcosa. Allora ho chiesto una mano a Pacifico, con cui avevo scritto la mia primissima canzone e che avevo perso di vista. Ma per fortuna abbiamo un’amica in comune, Gianna Nannini”.

Lei è passato attraverso l’esperienza di due talent, Amici e X Factor. Vede differenze con quelli attuali?

“Oggi c’è più consapevolezza, quando ho partecipato non c’erano i social, non c’era l’ossessione per i numeri. Che poi la verità sono i biglietti venduti per i tour, il resto è fittizio. Però i talent restano una bella vetrina e vedo ragazzi più preparati.Però per non perdersi è importante avere una squadra dietro”.

(ansa)

Ha collaborato con artisti di fama mondiale come Laura Pausini e Eros Ramazzotti. Siete ancora in contatto?

“Eros non lo sento da un po’, Laura fu meravigliosa prima del mio Sanremo del 2019, quando portai Nonno Hollywood. Mi scrisse un messaggio di auguri molto affettuoso. Però la mia vera amica è Gianna Nannini. Quando sono nati i miei gemelli mi mandò un pacco con dentro una serie di bavaglini con su scritti i giorni della settimana. Pensi che una volta non trovavo posto per la macchina a Milano: l’ho chiamata e mi ha fatto parcheggiare nel suo garage”.

A vederla sembra una persona molto semplice e schiva. Come vive la popolarità?

"Ogni volta che posso torno a Livorno, dove faccio davvero una vita rilassata. Nessuno mi ferma per strada, al massimo qualcuno mi saluta strillando dalla bicicletta. Tra l’altro giro davvero come uno straccione: d’estate porto solo le infradito”.

Prima del successo lei ha fatto mestieri diversi, lavori manuali che hanno poco a che fare con la musica. Ha mai avuto timore di non farcela?

“Non ho mai avuto pensieri negativi, il lavoro, qualunque lavoro, ti migliora sempre. Tante canzoni sono nate proprio mentre facevo altri mestieri, ero sempre proiettato sulla musica. Ho fatto la gavetta, e secondo me gavetta non significa solo suonare nei locali, ma è anche continuare a scrivere e suonare mentre stai facendo altro”.

Trova difficoltà a vivere in questo ambiente musicali che ruota su logiche molto differenti rispetto al passato?

"Oggi c’è la fortuna dello streaming, la musica può circolare anche senza particolari veicoli pubblicitari e questo è un bene. In realtà certi circolini non hanno neanche più potere. Forse l’indie è un mondo un po’ più saturo, ma in generale sono ottimista”.

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Ansia per il festival?

“Non ho ansie particolari, sono in tour e quindi sono allenatissimo, un po’ di emozione c’è ma non ho timori. Ho cominciato a vivere di musica tardi, adesso per me è tutto più semplice. Anche se in questo mondo non sai cosa potrà succedere”.

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