Che cosa avranno da dirsi Samurai Jay e il presidente della Repubblica Mattarella lo scopriremo il 13, quando i cantanti che gareggeranno al festival di Sanremo saranno ricevuti al Quirinale. In realtà, battute a parte, è un'immagine bellissima, perché avrebbero veramente tanto da dirsi e da imparare l'uno all'altro, detto con tutto il dovuto rispetto per il Presidente: Samurai Jay potrebbe attingere a un universo di valori e il nostro amato Presidente apprendere qualcosa su come i giovani esercitano il loro diritto di espressione in musica.
Ma la questione è un’altra, e potremmo dire che dopotutto: “eppur si muove”, dopo decenni di disinteresse da parte delle istituzioni, sembra che finalmente qualcosa succeda. A differenza del …
Che cosa avranno da dirsi Samurai Jay e il presidente della Repubblica Mattarella lo scopriremo il 13, quando i cantanti che gareggeranno al festival di Sanremo saranno ricevuti al Quirinale. In realtà, battute a parte, è un'immagine bellissima, perché avrebbero veramente tanto da dirsi e da imparare l'uno all'altro, detto con tutto il dovuto rispetto per il Presidente: Samurai Jay potrebbe attingere a un universo di valori e il nostro amato Presidente apprendere qualcosa su come i giovani esercitano il loro diritto di espressione in musica.
Ma la questione è un’altra, e potremmo dire che dopotutto: “eppur si muove”, dopo decenni di disinteresse da parte delle istituzioni, sembra che finalmente qualcosa succeda. A differenza del cinema, del teatro, dei libri, chissà perché la musica popolare non è mai stata considerata, anzi è stata bellamente ignorata, per quel vecchio luogo comune per cui la musica è “leggera” e quindi va per conto suo, ci pensa da sola, ma non è affatto così ed è bello che le istituzioni comincino a rendersene conto.
Abbiamo tutti sorriso di piacere, in questi giorni, immaginando Jovanotti insignito dell’onorificenza di Commendatore e anche questo incontro con i protagonisti del Festival che non si era mai verificato in 75 anni di storia è un segno di rispetto e di considerazione. Perché quello che i governanti del nostro Paese non hanno mai considerato è quanto la musica popolare sia un patrimonio enorme del nostro Paese, ma anche una risorsa, una possibilità di lavoro, di sviluppo e perfino di promozione all'estero se venisse fatta con criterio. Così come recitava la motivazione per il riconoscimento di Cavaliere proposto poco tempo fa a Diodato, “per aver considerato l’arte come un efficace strumento di integrazione”. Ecco, perché la musica è questo, o meglio è anche questo, perfino quando va al Colle direttamente dal palco del teatro Ariston.