Venezia – Il Leone d’oro della ottantatreesima edizione della Mostra del cinema di Venezia va a Woman unknown, il film della regista danese di papà egiziano May el-Toukhy, un film potente che racconta la guerra sul corpo delle donne. Anche la protagonista, l’attrice Mathilde Arcel, è stata premiata con la Coppa Volpi, cosa piuttosto inusuale. Un riconoscimento a Naza, film israeliano che denuncia l'eliminazione sistematica di civili a Gaza che ha ottenuto la standing ovation in sala e Dau del regista russo dissidente Ilya Khrzhanovsky. Che ha dedicato il premio all’Ucraina e alla pace. Premiato John Malkovich impegnato sul set. Riccardo Scamarcio premiato nella sezione Orizzonti, è l’unico film italiano ad aver ottenuto un riconoscimento.
Il Leone d’oro va a “Woman unknown” di May el-Toukhy che dedica il premio alla figlia: “Usa la tua voce per le persone che sono state messe a tacere”
Il massimo premio, il Leone d’oro, va a Woman unknown. L’unica regista in concorso – prima dell’arrivo in seconda battuta del documentario Naza firmato a quattro mani - May el-Toukhy danese (di papà egiziano) cresciuta tra Herlev e il Cairo firma un film storico che dialoga con l’oggi. Protagonista Marie che sta per sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora come domestica e bambinaia. Per lei, il matrimonio significa diventare la signora della casa, ma c’è un segreto che potrebbe mandare tutto in frantumi: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco. Ora, nell’anarchia del dopoguerra, mentre quotidianamente donne vengono rapate, dileggiate e offerte alla pubblica piazza quel passato torna a presentarle il conto. E Marie è pronta a tutto pur di difendere la vita che si è conquistata, trasformandosi da vittima in carnefice. La interpreta l’attrice danese Mathilde Arcel, 30 anni e una gavetta nelle serie tv del suo paese che ha vinto anche la Coppa Volpi per il ruolo di Marie. La regista dal palco: “Fare questo film è stato molto difficile sia finanziariamente che emotivamente. Mi ha fatto andare avanti per illuminare le storie di tante donne. Voglio dedicare il premio a mia figlia adolescente: la compassione, la comunità e il coraggio per finire quello che noi e altre generazioni hanno iniziato. Usa la tua voce per parlare per le persone che sono state abbandonate e messe a tacere”.
Il Gran premio della Giuria a “Possible love” di Lee Chang-dong
Va a Possible Love di Lee Chang-dong il Gran Premio della Giuria di Venezia 83. Possible love del regista coreano Lee Chang-Dong amato dai festival europei – a Cannes ha vinto il premio alla sceneggiatura per Poetry nel 2010 e a Venezia il Leone d’argento nel 2002 per Oasis – è la storia di due coppie sposate – da una parte un lavoratore che è stato licenziato e la sua compagna, dall’altra una regista di documentari e suo marito – le cui strade si incrociano durante la realizzazione di un documentario, portandoli a confrontarsi con vite diverse e desideri inespressi.
Leone d’argento a “Dau”. Il regista russo lo dedica agli ucraini “che lottano per pace e libertà”
Il regista Ilya Khrzhanovsky ha vinto il Leone d'Argento per la migliore regia alla 83a Mostra del Cinema di Venezia per il film Dau. “Grazie di aver dato a questo film una casa – ha detto il regista che ha rinunciato alla cittadinanza russa quando il suo paese ha invaso l’Ucraina – Un viaggio durato vent'anni, non tutti credevano l'avrei finito, io sapevo che ce l'avrei fatto. Grazie per l'opportunità di averlo mostrato qui. Più di duemila persone hanno lavorato a questo film molti sono ucraini. Voglio dedicare il film che stanno combattendo terribile guerra per la libertà, pace. Voglio dedicare il premio a una persona che è qui, mia madre, nata in Ucraina appena prima dell'arrivo dei nazisti, e a mio padre che sono i coautori di questo film”.
Premio speciale della giuria a Naza. I registi: “Tutti gli israeliani devono vederlo”
Il premio speciale della giuria a Naza. Il potente film dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor girato di notte sui tetti di Tel Aviv. Il documentario di 80 minuti – il film più breve e più sconvolgente dei 21 in concorso – è il frutto di un lavoro di inchiesta dei filmaker in collaborazione con il Guardian con l’obiettivo di svelare i meccanismi dietro le calcolate uccisioni di massa di civili palestinesi a Gaza da parte di Israele, ovvero Naza termine militare che indica le vittime collaterali. Mentre la vita di tutti i giorni scorre dietro le finestre dei grattacieli della città israeliana, 24 ufficiali dell’IDF che sotto anonimato – chi perché pentiti del proprio operato e chi convinti di aver fatto il proprio dovere – hanno accettato di raccontare cosa accade nel quartier generale di Tel Aviv da cui partivano i bombardamenti sui palazzi di Gaza. Un premio che arriva a un anno dal Leone d’argento (e il mancato Leone d’oro) per La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, la regista tunisina quest’anno in giuria che si è alzata per abbracciare i registi. Tutta la sala si è alzata ad applaudire il film. I registi dal palco hanno detto: "I politici israeliani stanno attaccando questo film, contestandolo senza nemmeno averlo visto. E si sta facendo di tutto per non guardare la realtà". Ma per Yuval Abrahamla la verità è un'altra: "La realtà è che da quando è iniziato questo festival, solo in questi dieci giorni, Israele ha ucciso almeno sei bambini palestinesi a Gaza". E ha aggiunto: "Gli ufficiali dell'intelligence israeliana con cui abbiamo parlato ci hanno detto che questo massacro è sistemico. Non è un incidente, ma un piano premeditato. Tutti gli israeliani devono vederlo”.
La miglior sceneggiatura è quella di “Un bon petit soldat” di Brizè
ll Premio per la migliore sceneggiatura va a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce per il film Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé. Il cinema del regista francese si riconosce da due elementi: Vincent Lindon, quasi sempre protagonista per lui, e il tema con cui continua a distanza di anni a dialogare in modo sempre originale e provocatorio: il lavoro (sua la trilogia La legge del mercato, In guerra e Un altro mondo). Un bon petit soldat ha invece per protagonista Carla, interpretata da Alba Rohrwacher, una dirigente brillante e interamente votata al lavoro ma dietro un’apparenza impeccabile nasconde una profonda insicurezza. È riuscita a costruirsi una carriera di successo, a scapito del tempo trascorso con il suo bambino, e della pressione che inevitabilmente trasmette al figlio. Quando ottiene un nuovo incarico con maggiore responsabilità si trova a dover prendere delle decisioni difficili che mettono in crisi i suoi valori.
Coppa volpi maschile a John Malkovich (bloccato sul set)
John Malkovich ha vinto il premio per la miglior interpretazione maschile. Ha inviato un videomessaggio: “Sono lusingato di essere stato premiato con un riconoscimento che è stato assegnato a grandi attori. Sto girando un altro film, mi sarebbe piaciuto molto essere lì con voi”. Il regista britannico di origine irlandese Martin McDonagh (Gli spiriti dell’isola e Tre manifesti a Ebbing Missouri) firma Wild horse nine ambientato poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, gli agenti della CIA Chris e Lee vengono inviati da Santiago all’Isola di Pasqua dal loro capo, MJ. Malkovich, 72 anni, titoli di culto come Le relazioni pericolose, Essere John Malkovich, Nel centro del mirino e L'impero del sole e due candidature agli Oscar ma nessuna statuetta, in conferenza stampa si è schermito rispetto alla possibile nomination: “Ho avuto una carriera molto lunga e collaborazioni con attori e autori fantastici ma non mi sento in competizione con nessuno. Per me la cosa più bella è che il film riceva attenzioni. Per quel che riguarda il mio futuro non ho intenzioni di scrivere un libro di memorie e non ho piani per la pensione. Credo che saranno gli altri a decidere quando sarà il momento per ritirarmi”.
La Coppa Volpi a Mathilde Arcel, protagonista di “Woman unknown”
L’attrice danese Mathilde Arcel, 30 anni e una gavetta nelle serie tv del suo paese ha vinto la Coppa Volpi per la miglior attrice. È la protagonista di Woman unknown, un film storico che dialoga con l’oggi. Protagonista Marie che sta per sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora come domestica e bambinaia. Per lei, il matrimonio significa diventare la signora della casa, ma c’è un segreto che potrebbe mandare tutto in frantumi: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco. In lacrime l'attrice sul palco ha toccato la Coppa e dice: "Fa anche rumore". “Grazie non me lo aspettavo per niente e significa molto. La appoggio un attimo perché è pesantissima. Questo è il mio primo ruolo da protagonista ed è la prima volta che ricevo un premio e partecipo a un festival internazionale. Mi sento fortunata di essere qui con voi. Mi darei un pizzicotto per capire se è un sogno”. Ha ringraziato la regista “per non aver accettato compromessi” e ha dedicato il premio a migliaia di donne in giro per il mondo che hanno vissuto esperienze come quelle che abbiamo cercato di raccontare nel nostro film.
Il premio Marcello Mastroianni alla giovane attrice di Cédric Kahn, Malou Khebizi
Il premio Marcello Mastroianni è stato assegnato a Malou Khebizi la ventitreenne attrice di Marsiglia che interpreta Lucia una diciassettenne che torna nel reparto psichiatrico per adolescenti di un ospedale nel potente film di Cédric Kahn 15/18 – A place to heal. Il regista di Roberto Succo e Il caso Goldman, 60 anni, costruisce insieme alla sua co-sceneggiatrice Kahina Le Querrec un affresco di una generazione alle prese con traumi profondi ma anche un’incontenibile energia. Un film importante che ci interroga sul nostro ruolo di adulti e sulle nostre responsabilità nei confronti dei ragazzi. “Dedico il premio ai miei fratelli e sorelle, coloro con cui ho girato questo film. Parla della mia generazione che fa fatica e ha paura del futuro ma il film ci insegna che il gruppo è la risposta”.
Il Leone del futuro a La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu
Il Leone del futuro (miglior opera prima) va a La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu. Che aveva già ricevuto il Premio Speciale della Giuria Orizzonti. A ottant’anni, Josette vive sola a Yaoundé, in Camerun. I suoi figli sono tutti partiti per l’Occidente. Vorrebbe che costruissero delle case nel loro Paese d’origine, nel tentativo di riportarli un giorno vicino a sé. Ma il legame inatteso che nasce con Sarah, una giovane donna del quartiere, mette in discussione tutto ciò attorno a cui ha costruito la sua esistenza: la famiglia, le responsabilità e le speranze che ancora la animano. Il regista si è ispirato alla figura di sua madre i cui figli sono tutti partiti all’estero. “Spero che i politici vedano il film perché anche in periodo di guerra ci sono persone che non possono partire e lasciare il proprio paese. Questo lo dedico a mia madre. Era malata di tumore e alla fine delle riprese è mancata ma non ha voluto che tagliassimo nessuna delle scene, ora è qui con me in spirito”.
Il premio degli spettatori al film romeno “Eu contez”
Il premio degli spettatori Armani Beauty è andato Eu contez della regista romena Alina Serban. Racconta la storia di Rebeca, una giovane rom, che rischia di dover lasciare l’orfanotrofio mentre aspetta che il padre esca di prigione. Sospesa tra speranza e minaccia, è costretta a confrontarsi con la propria identità e a imparare a cavarsela da sola. “Grazie per avermi accolto, io faccio parte della comunità rom e ne sono orgogliosa, ci sono nata – ha detto la regista – La parola rom significa umano, siamo la minoranza etnica più grande di Europa e la più discriminata. Questo film spiega cosa significa essere una ragazza della comunità rom voglio dedicare il premio e gli anni di lavoro ai giovani che vivono senza le condizioni di base, come ho fatto io sperando che un giorno possano andare al liceo come gli altri. Speravamo che non ci togliessero l'elettricità mentre vedevamo film nella nostra piccola casa. Grazie a Venezia di avermi dato la possibilità di far sentire la mia voce”.
Michielin canta Bjork sul palco della Sala grande
Con la voce di Francesca Michielin, che reinterpreta un classico di Bjork It's Oh So Quiet, è partita la seconda parte della cerimonia di chiusura della ottantatreesima Mostra del cinema di Venezia. Che precede l’assegnazione dei premi del concorso di Venezia 83.
Orizzonti – Il miglior film è “Detour par Diane”. Premiati film sul femminicidio e sull’uccisione di un ragazzo da parte della polizia
Il miglior film di Orizzonti è Detour par Diane di Ann Sirot, Raphaël Balboni. "Dedicato a chi sostiene il fardello per gli stupri non denunciati" hanno detto i registi. Mentre il Premio Speciale della Giuria Orizzonti è andato a La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu. Che dal palco ha detto: “Il Camerun dal mese di gennaio ha avuto 140 donne uccise dai loro mariti e solo la settimana scorsa una al giorno. Così invece di parlare ho deciso di tacere”. Il premio per la miglior regia è andato a Jacqueline Lentzou per Mia mera sti zoi tis tzo: kefalaio Faidra (A day in the life of Jo). “È così difficile oggi fare un film con cuore aperto e onesto. Il cinema è la forma d'arte più incredibile che può creare un cambiamento e creare una coscienza – ha detto la regista tra le lacrime – Nel 2008 ad Atene un agente di polizia ha ucciso un quindicenne senza motivo. Vorrei cogliere questa occasione per dire che dobbiamo proteggere i nostri ragazzi perché sono il nostro futuro”.
Orizzonti, miglior attore è Riccardo Scamarcio: “Dedico il premio a tutti i papà, anche al mio”
Il miglior attore della sezione Orizzonti è Riccardo Scamarcio per I figli della scimmia. L’attore e produttore ha detto: “È un onore per me essere qui, ringrazio la Biennale e tutti quelli che hanno creduto in questo progetto. A partire dal mio regista questo ragazzo che ha fatto un film incredibile, tutta la troupe, e i miei colleghi attori e poi voglio dedicare questo premio a tutti i papà del mondo e al mio. In ultimo condivido questo premio con un giovane attore al suo debutto con Andrea Aggio. Abbiamo vinto! Anche io voglio unirmi al saluto di Jeremy Thomas, grande uomo di cinema, uomo libero”. Il film, opera prima, racconta le difficoltà di un padre nel misurarsi con i propri limiti nel gestire le difficoltà del figlio disabile, interpretato da Andrea Aggio.
Orizzonti miglior attrice è Lalah Marzban: “Dedico il premio alle donne dell’Iran”
Il premio per la miglior interpretazione femminile è andata a Lalah Marzban per il film iraniano Moragheb. "Vorrei dedicare il premio alle donne del mio paese che stanno pagando a caro prezzo i sogni e il loro coraggio. Credo che un giorno i nostri sogni si avvereranno per il mio paese e noi tutta".
Orizzonti premia “I figli della scimmia” il film di Riccardo Scamarcio, protagonista e produttore
Nella sezione Orizzonti la giuria guidata da Valerie Donzelli il Premio nella sezione Orizzonti per la migliore sceneggiatura alla 83/a Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia va a Tommaso Landucci e Damiano Femfert per il film I Figli della Scimmia di Tommaso Landucci (Italia). il premio al cortometraggio è andato alla regista di Quelques instants de Bonheur (qualche momento di felicità) Shaden Safieddine Tazi. La storia di una fuga da Beirut mentre Israele bombarda il Libano
Premio al miglior restauro a “La lunga notte del ‘43” di Florestano Vancini, dato da 24 studenti di cinema
Il premio per il miglior film restaurato scelto dalla giuria di 24 studenti di cinema e guidati da Daniele Vicari. Devo ringraziare la bellissima giuria che mi hanno stupito dal primo e ultimo giorno per profondità critica e sorpreso con la loro decisione quasi unanime rispetto a un film che avevamo tutti dimenticato La lunga notte del '43 di Florestano Vancini "per la straordinaria capacità di dialogare col nostro tempo".
Al via la serata, il primo premio è per i film in VR
Greta Scarano e Nicolas Maupas nuovamente a condurre la serata danno il via alla serata. Il primo premio assegnato è quello di Venice Immersive che va a Empire at sea di Peter Flaherty. “Avrei pensato di diventare un medico o un avvocato e invece eccomi con un Leone” ha detto il regista. Un premio speciale della giuria per Out of ashes di Rory Mitchell e Nonny De la Pena. Gran Premio Venice Immersive a The Pidgeon ring di Yuqi Zhang, Shixin Tao.
Riccardo Scamarcio e il regista de “I figli della scimmia”
Dopo il regista russo Ilya Khrzhanovsky ecco un volto nostrano. Riccardo Scamarcio e il regista de I figli della scimmia, l’esordiente Tommaso Landucci.
Altri arrivi: i registi di “Naza” e la regista di “Woman unknown”
Sfilano sul tappeto rosso altri protagonisti della serata dei premi. Dopo i registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, autori di Naza, ecco la regista danese (di papà egiziano) May el-Toukhy che ha portato in concorso il potente film Woman unknown. Che racconta la storia di una donna danese nell’immediato dopoguerra che si trova a dover nascondere una sua relazione con un soldato tedesco durante l’occupazione a rischio della vita.
La giuria dell’opera prima guidata dalla regista italiana Carolina Cavalli
Akinola Davies Jr., Carolina Cavalli e Ted Hope sono i giurati che scelgono il miglior debutto. Saranno loro ad assegnare il premio Leone del futuro.
Avvistamenti: Stéphane Brizé e la giovane attrice francese Malou Khebizi
Tra i primi avvistamenti sul tappeto rosso di artisti che possono ambire a qualche premio ecco due francesi: sono il regista Stéphane Brizé di Un bon petit soldat con protagonista Alba Rohrwacher e la giovane Malou Khebizi che è nel nutrito cast di giovani del film di Cédric Kahn 15/18 – A place to heal.
Al via il tappeto rosso: dopo Maupas e Scarano, la giurata Barbara Ronchi
Al via il tappeto rosso della serata finale sulle note di Giovani Wannabe dei Pinguini tattici nucleari. Dopo i conduttori Nicolas Maupas e Greta Scarano la prima a sfilare è Barbara Ronchi, giurata in Orizzonti.
Morto il produttore Jeremy Thomas, il cordoglio della Biennale
La Mostra del cinema di Venezia esprime cordoglio per la morte del produttore Jeremy Thomas, cinquant’anni di carriera che hanno fatto la storia come il film da nove Oscar L’ultimo imperatore. Tra i suoi ultimi ruoli da produttore Bucking Fastard di Werner Herzog, in concorso a Venezia 83 che oggi si conclude, dove è anche apparso nel documentario di Luca Guadagnino Joie de Vivre dedicato al cinema, all'arte e alla vita di Bernardo Bertolucci. Con Jeremy Thomas, oltre a Bertolucci e Herzog, hanno lavorato registi quali Stephen Frears, Matteo Garrone, Terry Gilliam, Jim Jarmusch, Richard Linklater, Ken Loach, Karel Reisz, Jerzy Skolimowski e Wim Wenders.
I Premi Pasinetti a Bechis, Giannini, Scalera e “La ragazza con la Leica”
A poche ore dalla cerimonia di premiazione ufficiale ancora dei riconoscimenti collaterali. Il Premio Francesco Pasinetti 2026 per il cinema italiano alla Mostra ha premiato Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis e al suo protagonista Adriano Giannini, nel ruolo di un medico che deve tornare in Argentina a testimoniare contro i generali che durante la dittatura hanno imprigionato e torturato dissidenti e mandato a morire i desaparecidos, Vanessa Scalera migliore attrice protagonista per Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis. Mentre il premio speciale è andato al film di Alina Marazzi La ragazza con la Leica “per un racconto che valorizza l’uso dell’archivio nella memoria di una pagina di grande giornalismo”.
Greta Scarano e Nicolas Maupas conducono, canta Francesca Michielin
Cerimonia di chiusura della ottantatreesima edizione della Mostra del cinema di Venezia, condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas, con la proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi, con avvio alle 19 e in diretta dalle 20 su Rai 3 (in streaming anche su RaiPlay). Francesca Michielin sarà protagonista di un momento musicale, canterà in apertura della serata It's Oh So Quiet, uno dei brani più conosciuti di Björk.