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Oscar 2026: Miglior film “Una battaglia dopo l’altra”. Attori: Michael B. Jordan e Jessie Buckley

Oscar 2026: Miglior film “Una battaglia dopo l’altra”. Attori: Michael B. Jordan e Jessie Buckley
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Cerimonia veloce, battute di O’Brien e Kimmel contro Trump, gli Epstein files e per la libertà di stampa. Momenti emozionanti con Barbra Streisand per Robert Redford e Billy Crystal per Rob Reiner
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Una battaglia dopo l’altra, la commedia d’azione politica di Paul Thomas Anderson trionfa agli Oscar. La cerimonia condotta da Conan O’Brien è stata snella e misurata. Battute sue e di Jimmy Kimmel con frecciate contro gli Epstein files, Trump (la mancata nomination del doc Melania) e la mancanza di libertà di parola (“la CBS come la Corea del Nord”). Misure di sicurezza alte per la situazione internazionale, e proteste contro la polizia anti immigrazione. Il più politico è stato Javier Bardem: “No alla guerra illegale e Palestina libera”.

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Punti chiave

Michael B. Jordan cita Will Smith tra coloro che lo hanno preceduto, ma è bandito dall’Academy

Michael B. Jordan ha vinto il primo Oscar della sua carriera, portandosi a casa la statuetta come miglior attore protagonista per la sua interpretazione dei fratelli gemelli Smoke e Stack nell'horror anti razzista I peccatori di Ryan Coogler. Con questa vittoria, diventa il sesto uomo afroamericano a trionfare nella categoria Miglior attore protagonista. "Sono qui grazie a coloro che mi hanno preceduto", ha detto Jordan nell'accettare la statuetta, citando Sidney Poitier, Denzel Washington, Jamie Foxx, Forest Whitaker e Will Smith, ancora bandito dagli Academy Award in seguito allo schiaffo dato a Chris Rock durante la cerimonia degli Oscar 2022. A Smith è stato imposto un divieto di 10 anni a partecipare a qualsiasi evento organizzato dall'Academy. Jordan ha citato anche l'attrice Halle Berry, la prima e unica donna afroamericana a vincere l'Oscar come migliore attrice protagonista per Monster’s ball. L'attore visibilmente incredulo si essere finito "tra questi giganti" e ringrazia la platea e il pubblico "per avermi sostenuto durante la mia carriera", conclude.

L’Oscar al miglior film: “Una battaglia dopo l’altra”

Réunion tra Nicole Kidman e Ewan McGregor a 25 anni da Moulin Rouge che si ritrovano a cantare All you need is love. E annunciano l’Oscar al miglior film: Una battaglia dopo l’altra. Tutto il cast del film di Paul Thomas Anderson sul palco per prendersi la standing ovation e il regista che chiude la cerimonia con: “Ora dobbiamo prenderci un Martini”. Il film esce trionfatore di questa novantottesima edizione, specchio di un’America polarizzata. Il regista ha detto che ha fatto il film per i propri figli, per chiedere scusa del casino che lascerà loro ma che crede nella loro capacità di fare meglio.

Oscar miglior attrice: Jessie Buckley. Una dedica “allo splendido caos che è il cuore di una madre”

Mickey Madison, vincitrice dello scorso anno con Anora, ha consegnato l’Oscar come miglior attrice a Jessie Buckley per il suo ruolo in Hamnet. L’attrice irlandese ha detto: “Grazie moltissime, è una cosa pazzesca. Grazie alla donna con cui ho lavorato, mi hai veramente ispirato (riferendosi alla regista Chloe Zhao). Grazie alla mia famiglia, mezza Irlanda è qui stasera, grazie ad avermi insegnato e non farmi sconfiggere dalle difficoltà”. Un pensiero poi va alla sua bambina di 8 mesi “che ora starà sognando il latte”. “Oggi è la festa della mamma nel Regno Unito quindi vorrei dedicare questo premio allo splendido caos che è il cuore di una madre”.

Oscar miglior attore: Michael B. Jordan

Adrien Brody, vincitore dello scorso anno, ha assegnato l’Oscar per il miglior attore a Michael B. Jordan. Prima nomination e prima vittoria per il protagonista di Sinners. Standing ovation per l’attore. “Dio è buono – ha commentato Jordan con la statuetta in mano, poi si è rivolto alla madre in platea: “Eh mamma come va? Papà dove sei? È venuto dal Ghana apposta per questa serata. Grazie Ryan Coogler sono onorato di chiamarti amico, grazie per lo spazio che mi hai dato e a tutto il cast”.

Oscar alla regia: Paul Thomas Anderson

Zendaya e Robert Pattinson hanno assegnato l’Oscar alla regia. Che è andato a Paul Thomas Anderson, seconda statuetta per lui stasera. Il regista ha detto: “Grazie veramente, è un’emozione vera. Si lavora duro per arrivare qui. Voglio ringraziare i miei colleghi non potrei chiedere di far parte di una classe migliore. Hai sempre dei dubbi nel cuore, lo merito oppure no? Ma il piacere c’è. Sono qui perché le persone mi hanno dato fiducia, è il bello del cinema... fare il lavoro insieme”.

Oscar per la miglior canzone: “Golden”

Lionel Richie ha premiato con l’Oscar Golden la canzone di Kpop demon hunters. È la prima volta che una canzone coreana vince il premio. “Questo premio assegnato alla resilienza non al successo”.

Miglior film internazionale: “Sentimental value”

Javier Bardem e Pryanka Chopra sul palco per assegnare gli Oscar al miglior film straniero. Bardem prima di nominare i cinque titoli dice: “No alla guerra e Palestina libera”. L’Oscar è andato a Sentimental value di Joachim Trier. Il film ha nove nomination. “Mi sento rappresentante del cinema mondiale – ha detto il regista norvegese – e i film di questa categoria rappresentano crisi del presente e del passato. James Baldwin ci ha fatto ricordare che tutti gli adulti sono responsabili di tutti i bambini, non votate politici che non ne tengano conto”.

“Golden” eseguita dal vivo

Il brano del cartoon Kpop demon hunters eseguita dal vivo con una coreografia che incorniciato la performance delle tre cantante kpop.

Oscar per la fotografia: “Sinners”

Demi Moore ha consegnato l’Oscar per la miglior fotografia alla direttrice della fotografia Atumn Durald Arkapaw di Sinners – I peccatori “Ogni volta che io dico grazie a Ryan lui replica no grazie a te. È così che si fanno buoni film” ha detto la cineasta. Che poi ha chiesto a tutte le donne in sala di alzarsi in piedi “senza di voi non sarei qui”. È la prima volta che una donna vince l’Oscar per la fotografia, la cineasta è di origine filippina.

Oscar al montaggio: “Una battaglia dopo l’altra”

Con l’Oscar al montaggio, vinto da Andy Jurgensen, il film di Paul Thomas Anderson arriva a quattro statuette. Il montatore ha dedicato il premio alla zia direttrice della fotografia che ha lavorato per vent’anni all’Academy: “Non sarei qui se non mi avesse fatto vedere tanti film”.

Oscar per il miglior sonoro: “F1”

Le cinque comiche hanno anche premiato il miglior sonoro. Che è andato a F1 il film sulla Formula Uno con Javier Bardem e Brad Pitt. Gli artisti premiati sono: Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo e Juan Peralta.

Réunion di “Le amiche della sposa” per premiare la colonna sonora: “Sinners”

A 15 anni de Le amiche della sposa una réunion delle cinque attrici protagoniste: Kristen Wiig, Maya Rudolph, Rose Byrne, Ellie Kemper, Melissa McCarthy. Che sul palco consegnano l’Oscar alla miglior colonna sonora a Sinners e a Ludwig Goransson (è il suo terzo Oscar).

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Miglior cortometraggio doc: “All the empty rooms” e Miglior doc: “Mr nobody against Putin”

Jimmy Kimmel sale sul palco per premiare il miglior corto documentario e dice: “Alcuni paesi al mondo non hanno la libertà di parola. Io non ho la libertà di dire quali, limitiamoci alla Corea del Nord e alla CBS” scherza con chiaro riferimento a Trump e alla sospensione di qualche mese fa del suo programma. L’Oscar è stato vinto da All the Empty Rooms, un corto che denuncia le sparatorie nelle scuole. “Jackie è più di un titolo di giornale. È la nostra luce e la nostra vita. La violenza armata è ora la prima causa di morte tra bambini e adolescenti. Crediamo che, se il mondo potesse vedere le loro stanze vuote, saremmo un'America diversa – ha detto dal palco Gloria Cazares - la cui figlia Jackie è stata uccisa nella sparatoria alla scuola di Uvalde nel 2022.

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Il documentario vincitore è Mr nobody against Putin. “Il nostro film parla di come si perde il proprio paese, si perde attraverso mille piccoli gesti di complicità. Se il governo uccide le persone nelle nostre città, se prende il controllo dei media” ha detto David Borenstein, co-regista del film. L’altro co-regista Pavel Talankin, russo oggi in esilio in Europa, ha ritirato il premio insieme a Borenstein: "Invece delle stelle cadenti, cadono bombe e droni. In nome del nostro futuro, in nome di tutti i nostri figli, fermate subito tutte queste guerre" Il film racconta l’indottrinamento che subiscono gli scolari russi per essere trasformati in perfetti patrioti e futuri soldati,

Oscar per gli effetti visivi: Avatar: fuoco e cenere

L’Oscar per i migliori effetti visivi è stato assegnato a Avatar: fuoco e cenere. I creatori, Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett hanno detto: “Hanno collaborato più di 2200 persone agli effetti” e ricordato John Landau e ringraziato James Cameron.

Oscar per la miglior scenografia: “Frankenstein”

Pedro Pascal e Sigourney Weaver hanno consegnato l’Oscar per la miglior scenografia a Tamara Deverell e Shane Vieu per Frankenstein.

Barbra Streisand canta per l’amico Robert Redford “The way we were” e commuove la platea

Tra i cineasti che ci hanno lasciato quest’anno sono stati ricordati anche Claudia Cardinale, Catherine O’Hara, Giorgio Armani e Diane Keaton. Poi Robert Duvall, Val Kilmer e Robert Redford. Per ricordare l’attore, regista e creatore del Sundance festival sul palco è salita Barbra Streisand che ha detto: “Dopo aver letto la prima sceneggiatura di Come eravamo pensavo che solo un uomo potesse esserne il protagonista ed era Robert Redford ma lui lo ha rifiutato perché – sosteneva – il personaggio non aveva spina dorsale. Tanti rimaneggiamenti dopo, ha accettato. Ci siamo divertiti tanto assieme, era una classica storia d’amore ma anche una storia oscura di quando ci si spiava a vicenda e la fiducia reciproca era messa in crisi (il film parla del maccartismo, ndr). Robert parlava apertamente a sostengo dell’ambiente, della libertà di stampa, in sostegno dei giovani talenti, era attento e coraggioso. Mi piaceva chiamarlo il mio “cowboy intellettuale”. Mi manca più che mai, gli piaceva prendermi in giro… ma il modo in cui mi chiamava “Babs” mi faceva ridere. Al telefono parlavamo delle solite cose: politica, arte, il nostro amato Modigliani e prima di lasciarmi mi ha detto ‘ti voglio bene e te ne vorrò sempre’. E nell’ultimo biglietto che gli ho scritto gli ho risposto: ‘anche io te ne voglio’ e l’ho firmato: Babs”.

Billy Crystal racconta l’amico Bob Reiner: “Ci siamo divertiti”

Billy Crystal sul palco per ricordare l'amico Rob Reiner: “L'ho incontrato nel '75 e sul set mi disse sarebbe bello continuare a essere amici, così è stato. Rob era un grande narratore di storie”, E a quel punto parte un viaggio attraversoi suoi film Questi film dureranno per sempre ci fanno ridere, piangere, ci ricordano di essere migliori, più umani. Inarrestabile”. Ha ricordato anche la moglie Michelle Singer. “Rob e Michelle sono diventati la forza negli Stati Uniti della qualità e la loro perdita non è misurabile, quante volte Rob mi ha detto quanto fosse importante che il suo lavoro fosse apprezzato da voi. Ci siamo divertiti tanto insieme, amico mio”. A quel punto una tenda si è sollevata e un gruppo enorme di attori si è unito a lui: Meg Ryan, Demi Moore, John Cusack, Kathy Bates tra gli altri.

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L’Oscar per la miglior sceneggiatura originale a “Sinners”

L’Oscar per la miglior sceneggiatura a Ryan Coogler per Sinners. “Sono nervosissimo. Vengo dalla California, siamo logorroici. Un onore essere qui grazie ad aver pensato al nostro film uscito un anno fa. Grazie a tutto il cast e troupe, alzatevi in piedi, siete tutti vincitori. Ho i migliori genitori del mondo, grazie a chi mi ha dato fiducia e ai miei figli. Scusate se non sono sempre con voi. La memoria è quello di più caro che abbiamo”.

L’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale: “Una battaglia dopo l’altra”

L’Oscar per il miglior adattamento è stato assegnato a Una battaglia dopo l’altra. Paul Thomas Anderson alla sua quattordicesima nomination vince il suo primo Oscar. Applaudito dal cast e dalla moglie, il regista ha detto: “È un onore far parte di questa storia, grande ammirazione per Thomas Pynchon ogni scrittore sa che si ringrazia la propria famiglia, stare con uno scrittore e sceneggiatore... Maya. Ho scritto questo film per i miei figli, per chiedere scusa per il casino che abbiamo lasciato in questo mondo che stiamo consegnando loro. Ma anche per incoraggiarli...”. Maya è l’attrice Maya Rudolph, moglie del regista e madre dei suoi quattro figli.

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L’Oscar per il miglior attore non protagonista: Sean Penn ma lui non c’è

Kieran Kulkin, che lo ha vinto lo scorso anno, ha premiato il miglior attore non protagonista. L’Oscar è andato a Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra. “Non ha potuto o non ha voluto essere qui con noi per cui lo accetterò io per lui” ha detto Kulkin. Sean Penn ha vinto con il suo ruolo di colonnello senza scrupoli e regole nel film di Paul Thomas Anderson. Per l’attore è il terzo Oscar dopo Mystic River e Milk.

L’attore e regista sembra sia in viaggio in Europa diretto probabilmente in Ucraina. Lo hanno detto al New York Times persone a conoscenza dei progetti dell'attore.
Le fonti del Times non hanno saputo confermare l'itinerario dell'attore o quando, se effettivamente andrà in Ucraina, sarà la visita.

L’Oscar per il miglior corto live action è a pari merito: “The singers” e “Two people exchanging saliva”

Per l’Oscar per il miglior corto live action un pari merito. I cortometraggi premiati sono The singers e Two people exchanging saliva.

L’Oscar per il casting va a Cassandra Kulukundis per “Una battaglia dopo l’altra”

Per la prima volta nella storia degli Oscar ecco l'Oscar per il miglior casting. Sul palco Paul Mescal per Hamnet, Gwyneth Paltrow per Marty Supreme, Wagner Moura per L’agente segreto, Chase Infiniti per Una battaglia dopo l’altra e Delroy Lindo per Sinners. E l’Oscar viene assegnato a Una battaglia dopo l’altra e a Cassandra Kulukundis. “Grazie all’Academy per questa nuova categoria. Voglio dedicare il premio al mio cast, a quelli che non hanno visto il proprio nome sui titoli di coda e non sono mai venuti qui”.

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L’Oscar per il trucco e parrucco: “Frankenstein”

Anne Wintour che continua a chiamare Hathaway “Emily” come ne Il diavolo veste Prada annuncia l’Oscar per il trucco e parrucco che va, anche questo, a Frankenstein. I truccatori hanno ringraziato Jacob Elordi per le 11 ore di trucco a cui si è sottoposto e a Del Toro: “Il tuo sogno di riportare in vita Frankenstein è diventato il nostro”.

L’Oscar ai costumi: “Frankenstein”

Anna Wintour e Anne Hathaway sulle note di Vogue di Madonna premiano l’Oscar per i migliori costumi che va a Frankenstein con la costumista Kate Hawley. “Un privilegio essere qui per tutti quelli che cuciono, tessono, creano. Voglio condividere il premio con il mio regista Guillermo Del Toro, la mia famiglia e tutti quelli che ci hanno sopportato. Eternamente grata”.

Platea in piedi per “I lied to you” performance live per “Sinners”

Tutti in piedi per la performance musicale di I lied to you, la canzone di Sinners – I peccatori candidati agli Oscar. Musicisti e ballerini al Dolby Theater per un numero musicale riuscitissimo omaggio all’horror di Ryan Coogler.

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L’Oscar al miglior film d’animazione a “Kpop demon hunters”

Il miglior cartoon del 2025 è stato giudicato, come da previsioni, Kpop demon hunters, il film americano che racconta il pop coreano con la storia di tre cantanti che in realtà sono cacciatrici di demoni. La sceneggiatrice Maggie Kang: “Mi spiace che ci abbiamo voluto così tanto per fare questo film, le prossime generazioni potranno continuare. Questo premio è per la Corea”. L’Oscar per il miglior corto animato è andato a La ragazza che piangeva perle.

L’Oscar alla miglior attrice non protagonista a Amy Madigan

Zoe Saldana ha premiato la miglior attrice non protagonista. Prima sorpresa agli Oscar, la statuetta va a Amy Madigan per l’horror Weapons che ha accolto il premio con una gran risata: “Tutti mi chiedevano che succede sono 40 anni (la prima nomination era arrivata nel 1986), ecco la statuetta che fa la differenza. Ieri mentre mi depilavo le gambe sotto la doccia e pensavo a cosa dire. Non citare tutti i nomi che nessuno sa chi sono, ma ci sono persone che contano per me. Devo ringraziare lo sceneggiatore che ho preso per il colletto qualche volta, tante persone si sono prese cura di me perché ve ne rendete conto che sono un po’ fuori. Come mi tremano le gambe, Devo ringraziare mio marito, mia figlia e tutti i cani. Il mio amato Ed da sempre siamo insieme”. L’attrice, 75 anni, è sposata con Ed Harris.

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Conan O’Brien: “Un messaggio di ottimismo da 31 paesi diversi”

Dopo il monologo comico un momento più serio: “Tutti sanno che è un'epoca caotica in un momento come questo credo che gli Oscar siano particolarmente importanti. Sono rappresentati 31 paesi 6 continenti e ogni film è il prodotto del lavoro di tantissime persone che parlano lingue diverse. Celebriamo il cinema ma anche la collaborazione e la resilienza e la qualità più grande oggi: l'ottimismo. Celebriamo non perché tutto va bene ma perché lavoriamo e speriamo per il meglio”.

Conan O’Brien scherza con Chalamet e Sarandos: “La sicurezza è alta per attacchi da opera e balletto”

Entrando in scena con parrucca rossa e occhiali, il conduttore Conan O'Brien si è fatto largo in tutti i film candidati al miglior film agli Oscar di stasera.
Lo show va in scena al Dolby Theatre di los Angeles. O'Brien è entrato in scena inseguito da una masnada di bambini come in Weapons, uno dei dieci film candidati e con la parrucca di Amy Madigan. “Sono l'ultimo conduttore umano il prossimo anno ci sarà un robot con uno smoking, l'anno scorso è andato bene e Los Angeles ha preso fuoco per l'entusiasmo. La sicurezza è particolarmente rigida attacchi possibili sia dal mondo dell'opera che del balletto… peccato che non abbiano pensato al jazz (Timothée Chalamet inquadrato dalla regia). La serata sarà interessante è la prima volta che uno di Netflix sta in un teatro… (Ted Sarandos inquadrato) che strano non sono a casa sul divano stasera”. Un riferimento anche all’altra questione politica che ha animato il dibattito negli ultimi mesi. “Per la prima volta dal 2012 nessun candidato britannico, "però noi almeno arrestiamo i pedofili"... con chiaro riferimento ai file di Epstein.

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Javier Bardem: “No alla guerra illegale”

Javier Bardem sul tappeto rosso con sulla giacca un messaggio chiaro: “No alla guerra”. L’attore dice: “A 23 anni dalla guerra in Iraq no alla guerra illegale”. Bardem si è sempre speso contro l’invasione di Israele in Palestina e oggi è chiaramente contro quella di Usa e Israele contro Iran indossando anche una spilletta di supporto
alla Palestina. Bardem è uno dei “presenter” della cerimonia e consegnerà un premio.

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Falso poster di “Una Battaglia contro Trump” e i raid all'Iran

A una fermata dell'autobus vicino al Dolby Theatre un finto poster di Una Battaglia Dietro l'Altra è stato utilizzato in una protesta contro al guerra in Iran.
Al posto di Leonardo DiCaprio c'è Donald Trump e in un riquadro il premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un riferimento ai raid viene c'è poi un finto commento attribuito a Jeffrey Epstein che recita: "Una grande distrazione".

Al via il tappeto rosso: c’è la favorita Jessie Buckley con un abito omaggio a Grace Kelly

Sul tappeto rosso sfilano candidati, ospiti e presenter, ovvero quegli attori e registi che saliranno sul palco del Dolby Theater per premiare i colleghi. Tra le più attese l’attrice irlandese Jessie Buckley candidata per Hamnet di Chloe Zhao che è data per favorita all’Oscar per la miglior attrice protagonista. L’attrice ha scelto uno Chanel rosso e rosa creato appositamente per lei ma ispirato a un look indossato da Grace Kelly quando presentò gli Oscar 1956.

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Spillette e scritte proiettate sui muri: “Ice Out”

Le organizzazioni dietro alle spillette 'Ice Out' e 'Be Good', indossate da alcune celebrità durante la stagione dei premi per protestare contro le violenze degli agenti federali anti-immigrazione, hanno portato il loro messaggio anche nelle strade di Los Angeles alla vigilia degli Oscar, proiettando slogan sul Museo dell'Academy, sul Loews Hollywood Hotel e su altri edifici. Cineaste come la costumista polacca Malgosia Turzanska, candidata per il suo lavoro in Hamnet di Chloe Zhao e l’attrice Glennon Doyle hanno sfoggiato sul tappeto rosso spille e borsette con la scritta "Fuck ICE”.

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