Spettacoli

IN SALA

"Suburra" è (solo) sapiente spettacolo

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Dal 5 al 12 novembre 2011. ”Apocalisse” della Suburra. Il nome della zona malfamata dell’antica Roma indica un luogo metaforico. L’immondezzaio dove si incontrano interessi illeciti e traffici criminali. Fritti tutti insieme: le dimissioni del Papa (che però vennero dopo) circondato da poco raccomandabili eminenze, gli ultimi giorni di un governo di centrodestra (Berlusconi cadde in quel periodo), il progetto speculativo che vuole trasformare Ostia in Las Vegas riunendo un deputato corrotto e vizioso (Favino), un potente gangster ex terrorista nero ed ex Banda della Magliana (Amendola), e il clan che domina il litorale capitolino (Borghi di Non essere cattivo). Ma alla mangiatoia vuole accedere la famiglia Anacleti, trasparente allusione ai Casamonica, poco accreditata dal gotha criminale della capitale. Nel tritacarne finiscono un miserabile faccendiere che procura ragazze ai potenti (Germano) e una delle ragazze. Fondata su un libro del giornalista Bonini e del magistrato De Cataldo già concepito per diventare film, l’impresa concentra molte delle non fastose risorse della nostra industria della narrazione audiovisiva.

Affidandosi alla stessa mano esperta di Stefano Sollima artefice dei precedenti capitoli del cammino: il formato seriale di Romanzo criminale e di Gomorra. Notturno, piovoso, sapientemente frammentato, l’impianto è potente (ma non sempre "accattivante" come promesso). Sull’intenzione di perseguire l’intrattenimento da parte del regista (e della produzione) la trasparenza è totale. Ma se attraverso la mediazione di sceneggiatori di rango come Petraglia e Rulli c’è anche l’ambizione di fornire un servizio civile o di denuncia, ammiccando agli sviluppi giudiziari del grande gioco romano, è come minimo velleitaria. E' solo spettacolo.

SUBURRA
Regia di Stefano Sollima. Con Elio Germano, Claudio Amendola, Pierfrancesco Favino, Alessandro Boschi, Greta Scarano

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