Spettacoli

IN SALA

'La meccanica delle ombre', un uomo qualunque e la sua discesa nei sotterranei dello Stato

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

1 minuti di lettura
L’incubo dell’uomo qualunque stritolato da una macchinazione è spunto hitchcockiano ma l’opera prima di questo cineasta belga fa appello anche ad altre fonti di ispirazione, dai classici della New Hollywood anni 70 come La conversazione e I tre giorni del Condor al magistero di Le Carré, adattati al clima politico francese contemporaneo. Duval, il personaggio di Cluzet, è un oscuro impiegato che però ha i suoi scheletri nell’armadio. Ciò che, ritrovatosi disoccupato, lo consegna al lavoro di spionaggio (ascoltare e trascrivere intercettazioni telefoniche) offertogli da un misterioso personaggio. Mentre corre parallela la sua frequentazione di un gruppo di ex alcolisti dove incontra l’infermiera Alba Rohrwacher, il labirinto che lo imprigiona comprende un ministro, un candidato alla presidenza, un mediatore per la liberazione di ostaggi rapiti dai terroristi islamici, un avvocato, dei taccuini compromettenti, e varie anime dei servizi segreti. La ricercatezza non compensa del tutto un eccesso di freddezza.

LA MECCANICA DELLE OMBRE
Regia di Thomas Kruithof
Con François Cluzet, Denis Podalydès, Alba Rohrwacher
OOO