'Sole, cuore, amore', nelle periferie di Vicari ogni retorica è bandita
Paolo D'Agostini
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
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Spesso le dichiarazioni preventive di un regista non servono a valutare la sua opera. Sono al meglio interessanti come intenzioni, al peggio sono solo mani avanti. Al contrario quanto dice Daniele Vicari, con la sua scontrosa ruvidezza sempre così umana, corrisponde al risultato di Sole cuore amore. E’ un film semplice, dice, come i versi della canzone, ma a fortissimo contrasto con le paurose difficoltà di quell’enorme e crescente massa di persone di cui i personaggi sono un campione, sperse nella vastità anonima di una periferia metropolitana.
'Sole, cuore, amore' di Daniele Vicari. Il trailer
Isabella Ragonese è moglie di un disoccupato (Francesco Montanari) che cura amorevole i quattro figli mentre lei si sbatte senza tregua a raggiungere il remoto bar dove non risparmia neanche sui sorrisi per una paga e condizioni medievali (ma lo stesso padrone, Francesco Acquaroli, è rozzo e volgare più perché stressato dai conti che per cattiveria).
Ragonese e Grieco: "Quando l'amicizia è sorellanza"
E nei rari momenti di respiro si confida con un’amica che fa tutt’altra vita. Il crescendo del dramma, con il suo irragionevole epilogo, dà i brividi. Dice un’altra cosa vera il regista. Che rappresentare l’ordinaria quotidianità senza ricorrere a “sparatorie, tossicodipendenze, violenze e degrado rischia di apparire insignificante”. Ed è qui che, davanti al toccante esito, si misura la sua sensibilità nell’aver trovato la “giusta distanza”. Musiche di Stefano di Battista.
Vicari: "Con 'Sole cuore amore' racconto la quotidianità di migliaia di persone"
SOLE CUORE AMORE
Regia di Daniele Vicari
Con Isabella Ragonese, Francesco Montanari, Eva Grieco, Francesco Acquaroli
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