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Torna in sala 'La corazzata Potemkin', la più leggendaria di sempre

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Il più leggendario di tutti i film di sempre. Prima al Bolshoi il 21 dicembre 1925 (ma da noi molto più tardi) per il ventennale della rivoluzione del 1905. Opera seconda del ventisettenne S.M. Ejzenstejn. Di propaganda, come era stato Sciopero e sarebbe stato Ottobre, ma anche uno scioccante esempio di come le teorie del regista (il “montaggio delle attrazioni”) abbiano prodotto immagini immortali ed emozioni potentissime. L’episodio storico è l’ammutinamento dell’equipaggio di una nave da guerra della marina zarista nel porto di Odessa. Secondo i canoni della tragedia classica raccontato in cinque atti (totale poco più di un’ora). La carne marcia che provoca la rivolta. Il marinaio Vakulinchuk che paga con la vita l’aver incitato i compagni all’insubordinazione.

'La corazzata Potemkin' torna in sala restaurato - La scena della scalinata


Il rifiuto del plotone di esecuzione ad aprire il fuoco. La folla che accorre a rendere omaggio ai caduti. La scalinata, gli stivali dei cosacchi la discendono sparando, i dettagli del ragazzo senza gambe, del bambino sparato e degli occhi di sua madre, gli occhialini frantumati dell’anziana donna, la carrozzina che scivola giù. Il leone di pietra nelle tre posizioni: dormiente, risvegliato, rampante. La flotta dello zar inviata a reprimere fraternizza con gli ammutinati. La “rossa bandiera della libertà” – che per la prima volta vediamo rossa grazie al restauro – issata sul pennone più alto della corazzata.