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MUSICA

Bobo Rondelli, "A Famous Local Singer"
ecco il suo disco più internazionale

Il titolo autoironico dell'album, che esce il 4 giugno, preannuncia in realtà un originale progetto "brass&roll" realizzato con L'Orchestrino e prodotto dal guru Patrick Dillet con Mauro Refosco. Brani originali, vecchi hits dell'artista e cover d'autore. È il trionfo della livornesità umorale e inventiva
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Bobo Rondelli: talento, visceralità, introspezione, (auto)ironia grottesca, livornesità. Le sue armi più affilate sono queste, da sempre. Adesso il cantautore, attore e performer le rafforza  svuotando le tasche piene di storie malinconiche e poetiche e stringendo la sua “santa alleanza” artistica con la piccola e agile brass band l'Orchestrino. Il risultato di questo incontro folgorante è l’album A Famous Local Singer, in uscita il 4 giugno. È un disco energico e scanzonato dal respiro internazionale. Lo ha  prodotto il veterano Patrick Dillett (già al fianco di David Byrne, They Might Be Giants, Soul Coughing, Lounge Lizards, Bebel Gilberto, Notorious B. I. G., Mariah Carey, Queen Latifah, Brian Eno, produrrà pure il prossimo album di Angelique Kidjo) con  la collaborazione di Mauro Refosco (Atoms For Peace, David Byrne, Red Hot Chili Peppers).
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In A Famous Local Singer l'orchestrazione è il filo rosso tra i brani inediti, i cavalli di battaglia e le cover di vecchie canzoni ideate per far danzare corpi e anime. Un intelligente progetto brass&roll in cui Rondelli con la sua forza comunicativa incrocia il blues, lo swing, il jazz, i ritmi afrocubani, la canzone popolare italiana dal gusto rétro, i suoni di una marching band.
 
Bobo Rondelli, che si autodefinisce "viaggiatore di sogni", è un narratore viscerale. Mescola con formidabile personalità piccole storie di perdenti ambientate nella sua Livorno e storie universali , interpretandole tutte con il graffio d'autore e l'ironia disperata che lo distingue. Ma Rondelli è pure il Cantante dell'Amore, una "macchina di suoni vocali", l’irresistibile imitatore di voci e coinvolgente performer che fa ridere e commuovere allo stesso tempo.
Rondelli ha appena virato attorno alla boa dei cinquant’anni (li ha compiuti il 18 marzo scorso) e vanta un curriculum rispettabilissimo. Debutta col trio Les Bijoux, poi forma gli Ottavo Padiglione che riscuotono un discreto successo nazionale, soprattutto grazie ai suoi testi corrosivi, grotteschi, cinici, sempre e comunque appassionati: Ho picchiato la testa è il brano che meglio sintetizza la sana follia della band. Poi gli Ottavo si sciolgono e Bobo inizia la sua carriera solista nel 2001.
 
A suo nome pubblica Figli del nulla e Disperati intellettuali ubriaconi (prodotto e arrangiato da Stefano Bollani) che gli vale il Premio Ciampi per il miglior arrangiamento. Poi arriva un best of degli Ottavo Padiglione e le colonne sonore di film quali Sud Side Stori di Roberta Torre - di cui è anche il protagonista - e Andata e ritorno di Alessandro Paci. Nel 2009 torna con Per amor del cielo prodotto da Filippo Gatti, raffinato cantautore romano. Risale a quell’anno anche il road-movie L'uomo che aveva picchiato la testa che il regista Paolo Virzì dedica a Bobo, scegliendolo pure come protagonista. Sempre per il suo concittadino Virzì partecipa a La prima cosa bella del 2010. Tornato alla musica, due anni fa pubblica L'ora dell'ormai.
 
E ora, dopo l’uscita di A Famous Local Singer, via al tour con l’Orchestrino. Prime tappe il 7 giugno a Cascina (PI) e il 13 a S. Benedetto del Tronto (AP). Tutte le date e mille curiosità sull'originale progetto sono sulla pagina Facebook Bobo Rondelli e l'Orchestrino official.