Spettacoli

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Fiorella Mannoia, una voce tra gli archi
"Che ritmo, i Solis String Quartet..."

La cantante si è esibita con il quartetto d'archi al Ravello Festival. E nei bis si è unito anche Peppe Servillo per "Te voglio bene assaje": "Adoro la canzone napoletana, rappresenta la nostra tradizione"

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RAVELLO (SA) - Fiorella Mannoia e Peppe Servillo, la coppia che non ti aspetti nell'estate italiana. Avviene tutto al Ravello Festival, dove per incanto, in una sera di suoni inediti, la cantante romana e l'ex voce degli Avion Travel si trovano a sorpresa a dividere lo stesso palco, il Belvedere di Villa Rufolo. Insieme intonano "Te voglio bene assaje" durante i bis del concerto della signora della canzone italiana e dei Solis String Quartet, tra i sorrisi di approvazione e gli "uhhh" del pubblico sorpreso. Senza presentazioni, accompagnato da un'introduzione del quartetto d'archi napoletano, Servillo intona i primi versi: "Pecché quanno me vide, te 'ngrife comm' a ggatto? Nennè che t'haggio fatto, ca nun me può vvede'?". La Mannoia lo segue e canta con lui il ritornello, prima di concludere il recital con una reinterpretazione di "Il cielo d'Irlanda". È il culmine di uno spettacolo in cui la Mannoia regala nuove versioni di "Cercami", "Amore", "Sally", "Ah che sarà", "I dubbi dell'amore", "Ho imparato a sognare" e "Quello che le donne non dicono", impreziosite dagli arrangiamenti dei Solis String Quartet. Un concerto unico che non sarà replicato quest'anno. La cantante ha altri impegni (sta lavorando in studio a un omaggio a Lucio Dalla) e pure il quartetto campano ha in cantiere progetti diversi.
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Prima del recital incontra i suoi fan e risponde alle loro domande esordendo così: "Sono incantata da questo luogo, non c'era mai venuta. Mai vista una roba così. Erano anni che ci rincorrevamo e Ravello ci ha dato l'opportunità per questa collaborazione. Un progetto da camera? Mica tanto. Loro hanno un ritmo che è difficile trovare in un quartetto d'archi. Diciamo che sono anche da ballo".

Come avete scelto le canzoni di questo concerto?
"Ho scelto i brani che normalmente canto, quelli più amati dalla gente. I Solis hanno arrangiato tutto in maniera così straordinaria e originale che tutte sarebbero andate bene. Non è facile sentire un arrangiamento così e forse sarà un'occasione unica".

Qual è la canzone che ama cantare di più?
"Come si dice: sono tutte figlie a me. Ma quando si lavora a un disco, a un nuovo progetto, la tua attenzione è tutta rivolta all'ultimo arrivato. Per questo, anche se 'Sud' è uscito un anno fa, mi ha entusiasmato, ha attirato tutta la mia attenzione. Certo che è molto difficile scegliere. Ci sono canzoni che canto da tanti anni e, onestamente, alcune volte pensi: 'Stasera mi tocca ricantarle'. Quando però vedo la gioia della gente che le aspettava e che applaude contenta, passa tutto. Quando vedi quell'entusiasmo le riami di nuovo".

Che rapporto ha con la canzone napoletana?
"Mi piace moltissimo, la adoro. Per me rappresenta la canzone italiana tradizionale. Non c'è niente da fare, se uno pensa alla musica delle nostre tradizioni si rivolge a quella napoletana. Ci sono maestri che hanno scritto brani intramontabili che mettono a fuoco quello che il Belpaese ha di più, l'amore per la melodia che non tutte le altre culture possiedono. Ho provato a cantare alcune canzoni in napoletano, comprese quelle di Pino Daniele, con estrema difficoltà, soprattutto per la pronuncia . L'ho studiata con molta attenzione, anche grazie a una mia amica napoletana che mi correggeva mentre cantavo. "Arteteca" me la ricordo... Mi ha tolto il sonno".

Continuerà la sua collaborazione con Ivano Fossati, malgrado il suo ritiro dalla scene?
"Ivano ha deciso di non esporsi più, ma continua a comporre. Ha scritto la musica per una canzone del mio ultimo album e gli ho mandato un testo per il prossimo disco che uscirà".

Quanto la rappresentano i brani che lei canta?
"Noi siamo quello che facciamo. Non posso cantare un testo che non mi rappresenta. Anche se quello che interpreto non è mio, lo devo sposare, ci devo credere; e allora ecco la mia attenzione alle parole e ai concetti che vengono espressi dalle canzoni. So che quando il testo è giusto la mia voce è a suo agio. Nella mia carriera ho seguito la mia voce, che mi ha portato quasi per mano. È lei che sceglie. Poi è normale che la vita passa, si prendono delle posizioni, le ribadisci, le esterni con le canzoni e i loro contenuti, anche sociali. Decidi di cantarle e poi... una parola tira l'altra, forse parlo troppo, tanto che qualcuno mi ha detto: Perché non ti candidi? ... (ride) ma non mi candiderò mai".