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James Blunt: "Non giro con il bodyguard,
non mi interessa essere riconosciuto"

Il cantautore di "You're Beautiful" torna con il quarto album "Moon Landing". "Mi sono messo il successo alle spalle, sono tornato a scrivere canzoni con l'attitudine degli esordi...". Il tour prevede una tappa a Milano (18 marzo) "ma spero che il mio promoter me ne trovi un'altra a Roma"

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MILANO - Poco meno di un anno fa il Daily Mail lo aveva dato per finito, pronto al ritiro, concentrato più sulla villa a Ibiza e sul suo nuovo yacht che sulla musica. E invece James Blunt il 22 ottobre ritorna con il suo quarto disco, Moon Landing, a dieci anni e a diciotto milioni di dischi venduti dall'inizio della sua ascesa con una canzone, You're Beautiful, che nel frattempo è diventata perfino uno dei brani più suonati ai matrimoni. "Ma quella del ritiro è una notizia completamente inventata" ride Blunt, occhiali da sole e giubbetto addosso. "Non so se lo sapete qui in Italia, ma il Daily Mail è un quotidiano notoriamente famoso per non dire la verità. Quando ho letto quell'articolo ero a Los Angeles a lavorare proprio su Moon Landing. La cosa buffa è che quella del ritiro non era l'unica cosa falsa in quel pezzo: la mia ragazza non è una modella, ma un avvocato, e il mio yacht in realtà è un semplice dodici metri".
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Sono passati quasi 14 anni dai tempi in cui il ragazzo del Wiltshire faceva il soldato per l'esercito inglese nel Kosovo, ma per quanto possa sembrare incredibile la sua attitudine è rimasta la stessa anche in musica: rimanere in ascolto, fiutare il pericolo e dire sempre e comunque la verità, lontano dalla vita da popstar che potrebbe fare con il suo patrimonio, calcolato in 246 milioni di dollari. "Ricordo che un giorno in Kosovo il mio comandante mi mandò in perlustrazione: dovevo entrare in territorio non sicuro e riferire quello che avevo visto", spiega concentrato Blunt."Ecco, lo stesso faccio quando devo scrivere una canzone: cerco di farmi ispirare dalle cose che vedo e sento, dalla vita reale, dal rapporto che ho con le persone che mi circondano. La mia condizione di star? Non mi interessa, non faccio questo mestiere per quel tipo di privilegio. Lo sapete perché la maggior parte dei cantanti gira con i bodyguard? Per essere riconosciuti, altrimenti non li noterebbe nessuno".

Nessuna posa da divo, molto sincero e concreto, Blunt, che durante l'intervista confessa anche di non amare particolarmente la propria voce, per registrare Moon Landing ha voluto tornare alla condizione iniziale di dieci anni fa quando, nel 2003, si chiamava ancora James Hillier Blount e firmò per una piccola etichetta americana: la Custard Records gestita da Linda Perry, ex 4 Non Blondes. "Ho cancellato tutto, resettato ogni cosa, il successo, le hit, You're beautiful. Ho deciso di ripartire da zero per scrivere queste undici canzoni. Rivolevo provare quelle sensazioni da indipendente, quando non ero nessuno e dovevo dimostrare il mio valore".

E infatti in Moon Landing ci sono molte buone canzoni scritte con attitudine da cantautore folk ("Amo molto Simon & Garfunkel, ma anche i Fleetwood Mac e David Bowie"), da Satellites a Blue on Blue fino a Miss America, ispirata alla parabola triste di Whitney Houston: "E non solo a lei" prosegue "è una canzone anche per Amy Winehouse, Lady Diana e per l'attenzione morbosa verso celebrità come loro. Dobbiamo capire che per ogni tabloid che abbiamo acquistato, per ogni clic che abbiamo fatto su un sito in cui si parlava di loro, un paparazzo veniva spedito dalla redazione a seguire queste persone. Abbiamo una responsabilità attiva in questi eventi, non dobbiamo dimenticarlo".

Dopo l'uscita del nuovo album, Blunt partirà per un tour mondiale che il 18 marzo transiterà anche per Milano, al Forum di Assago. "Per ora è la mia unica data qui da voi, ma ho chiesto al mio promoter di trovarmi una data a Roma. Il pubblico che ho trovato lì l'ultima volta che ci sono stato (marzo del 2011, nda) è stato incredibilmente caloroso: cantava talmente forte che non riuscivo nemmeno a sentire la mia voce".