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Remo Anzovino, dopo il tour arriva "Vivo": "Io, un pianista libero dai cliché"

Lunedì prossimo esce il progetto discografico del musicista, un cofanetto con il primo album live della sua carriera registrato lo scorso aprile all'Auditoium di Roma. "Per me il pianoforte è come il cantante di una band rock. E un concerto dev'essere una festa"

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ROMA - Lunedì prossimo esce "Vivo", nuovo progetto discografico di Remo Anzovino, uno speciale cofanetto con il primo album live della sua carriera registrato lo scorso aprile all'Auditorium Parco della Musica di Roma. "Vivo" è stato registrato assieme alla band che lo ha accompagnato in tour nei principali teatri italiani (Vincenzo Vasi al theremin, glockenspiel, basso, campionatore e voce; Alberto Milani alla chitarra elettrica e Marco Anzovino alle percussioni e chitarra acustica) e propone 14 brani tratti dai quattro album di studio del pianista. Ma anche due inediti: "Afrodite", che apre l'album e "No smile (Buster Keaton)", che Anzovino ha presentato in anteprima a Repubblica.it nell'appuntamento live del Music Corner.
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Anzovino, quest'album dal vivo segna un nuovo passaggio nell'evoluzione della sua musica.
"Sì, questo album segna un punto d'arrivo e al tempo stesso un punto di partenza. Perché oltre a fotografare di una serata magica all'Auditorium è la realizzazione di una cosa che avevo in mente da tempo. Ho sempre sentito di essere un pianista anticonvenzionale, cresciuto con il Great Complotto, con il punk, un movimento musicale che apparentemente è lontano dalla classica figura del pianista, quindi quello che ho cercato di fare è stato costruire una band e mettere attorno al piano dei suoni nuovi e originali. Volevo liberarmi da quella che è la figura molto consueta del pianista solo e concentrato, la grande emozione è stata quella di esprimere un'idea liberatoria del pianoforte, che diventa come il cantante di una band rock, in un concerto che è assolutamente una festa, che si accende sera dopo sera e dove la musica cambia sera dopo sera. E per questo credo sia anche un punto di partenza per quello che farò dopo".

Come è nato il progetto dell'album?
"Ascoltando le registrazioni ci siamo resi conto che la scaletta conteneva un po' tutto il mio percorso musicale, e che gli inediti aprivano la porta verso altro. "Afrodite", per piano solo, che apre il disco e racconta la sensazione che si ha quando si incontra la grande bellezza, quella che ha la capacità di fermare il mondo attorno a te. E poi il pezzo dedicato a Buster Keaton, che ha avuto il suo battesimo pubblico proprio al Music Corner dove l'ho eseguito per la prima volta in pubblico. E' un brano dedicato a un grande artista che faceva ridere senza ridere, che in scena non faceva niente per combattere equivoci e imprevisti, semplicemente li viveva parte della vita".

E da questo è nato il video?
"Sì, questo ha fatto nascere l'idea del video, con i musicisti al posto degli attori, per dire che come Buster scivolava e ruzzolava e restando impassibile si rialzava sempre, nella vita ci capita di ruzzolare per gli imprevisti e l'idea di alzarsi sempre in piedi e cominciare a ridere delle situazioni è una grande lezione".

Allora il futuro non è più come pianista solista, ma con la band?
"Il futuro sarà fatto di tante cose, ma di sicuro una di queste sarà assolutamente con la band. Anche da solo ho sempre fatto dischi pieni di colori, non ho mai fatto volutamente un vero piano solo, ma oggi penso che questa band sia una fortissima band e investirò molto sulla scrittura pensando al suono di questo gruppo. È un intuizione originale che piace molto al pubblico, avere una band con un pianista al posto del cantante, una band in grado di trasformare la musica in qualcosa di ancora più vivo. Vorrei che la mia musica continuasse ad avere un'attitudine rock, moderna, dove i concerti non siano fonte di meditazione ma un'esperienza da vivere insieme al pubblico".

Il prossimo appuntamento con Remo Anzovino, dal "Vivo", è fissato sabato 7 dicembre 2013 alle 18 al Palazzo delle Esposizioni di Roma con il concerto per ricordare il grande Lelio Luttazzi, in occasione della mostra "Lelio Swing - 50 anni di storia italiana".