UNA MINIERA, senza fondo, questo sono i Beatles, considerando che la leggenda legata ai Fab Four è ben lontana dall'esaurirsi, o anche solo dal decadere. E così arrivano sul mercato 59 inediti, sì proprio 59, riuniti in un cofanetto intitolato The Beatles bootleg recordings 1963, e già disponibili su iTunes. La chiave per comprendere questa uscita, per così dire "apocrifa", visto che parliamo di pezzi live, take alternative di studio e altre curiosità, è nella data, il 1963. Per un complicato calcolo dovuto alle leggi internazionali sul copyright, i pezzi musicali sono protetti per 70 anni, a patto che siano stati già pubblicati, altrimenti sono "solo" cinquanta, dopodiché diventano di pubblico dominio, il che vuol dire che teoricamente chiunque può pubblicarli e utilizzarli senza chiedere il permesso a nessuno. Dunque questo materiale stava per scadere, e per prolungare la protezione per altri vent'anni, Universal e Apple hanno pensato di pubblicarli. Il che non vuol dire che sia un materiale imperdibile, ma certo sufficiente ad eccitare la fantasia dei fan più accaniti, i quali peraltro molto probabilmente conoscevano già una buona parte di questo materiale che negli anni è stato ampiamente saccheggiato da pubblicazioni illegali, i cosiddetti bootleg.
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Di che si tratta, dunque? In gran parte sono registrazioni alternative di brani ben noti: There's a place, Misery, From me to you, I saw her standing there, tanto per intenderci, i piccoli grandi gioielli della prima esplosione beatlesiana. Ma non mancano le curiosità. Nell'elenco spicca One after 909, che il grande pubblico conosce nella versione apparsa nell'ultimo album pubblicato dai Beatles nel 1970, ovvero Let it be, ma che risaliva come composizione proprio al 1963 e di cui esisteva una registrazione dell'epoca, mai pubblicata prima. Spiccano anche Bad to me e I'm in love, pezzi che furono registrati solo come demo, e poi incisi da altri gruppi. Altra consistente parte dal materiale è tratta da apparizioni live alla BBC. Molti pezzi sono arcinoti, come Roll over Beethoven o Love me do, ma anche qui non mancano le curiosità. Ci sono cover di altri autori che i Beatles usavano eseguire dal vivo ma che non hanno mai registrato. Ad esempio Too much monkey business di Chuck Berry, un pezzo che Dylan amava molto e che lo aveva ispirato per la sua Subterranean homesick blues, oppure la buffa Hippy hippy shake, o ancora Some other guy, scritta dalla coppia d'oro della canzone americana Leiber & Stoller.
L'impressione è comunque che siamo solo all'inizio di una lunga serie. Il meccanismo del copyright spingerà di sicuro la Apple a cercare di proteggere il più possibile il materiale, comunque preziosissimo, legato al marchio Beatles, e quindi a far uscire man mano che scadranno i cinquant'anni dalla registrazione i materiali ancora non pubblicati ufficialmente. E se così è, l'appuntamento è esattamente tra un anno con i materiali del 1964, e così via finché ci sarà qualcosa da proteggere.
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Di che si tratta, dunque? In gran parte sono registrazioni alternative di brani ben noti: There's a place, Misery, From me to you, I saw her standing there, tanto per intenderci, i piccoli grandi gioielli della prima esplosione beatlesiana. Ma non mancano le curiosità. Nell'elenco spicca One after 909, che il grande pubblico conosce nella versione apparsa nell'ultimo album pubblicato dai Beatles nel 1970, ovvero Let it be, ma che risaliva come composizione proprio al 1963 e di cui esisteva una registrazione dell'epoca, mai pubblicata prima. Spiccano anche Bad to me e I'm in love, pezzi che furono registrati solo come demo, e poi incisi da altri gruppi. Altra consistente parte dal materiale è tratta da apparizioni live alla BBC. Molti pezzi sono arcinoti, come Roll over Beethoven o Love me do, ma anche qui non mancano le curiosità. Ci sono cover di altri autori che i Beatles usavano eseguire dal vivo ma che non hanno mai registrato. Ad esempio Too much monkey business di Chuck Berry, un pezzo che Dylan amava molto e che lo aveva ispirato per la sua Subterranean homesick blues, oppure la buffa Hippy hippy shake, o ancora Some other guy, scritta dalla coppia d'oro della canzone americana Leiber & Stoller.
L'impressione è comunque che siamo solo all'inizio di una lunga serie. Il meccanismo del copyright spingerà di sicuro la Apple a cercare di proteggere il più possibile il materiale, comunque preziosissimo, legato al marchio Beatles, e quindi a far uscire man mano che scadranno i cinquant'anni dalla registrazione i materiali ancora non pubblicati ufficialmente. E se così è, l'appuntamento è esattamente tra un anno con i materiali del 1964, e così via finché ci sarà qualcosa da proteggere.