Spettacoli

MUSICA

Queens of the Stone Age, a giugno in Italia. Dean Fertita: "Ogni sera un concerto diverso"

La band di Josh Homme sarà a Bologna il 2 e a Roma il 3. E il tastierista-chitarrista, che milita anche nei Dead Weather di Jack White, è entusiasta: "Che meraviglia essere immersi totalmente nella musica con i tuoi compagni e con il pubblico. È questo che tiene vivo il rock"

2 minuti di lettura
Dean Fertita è una delle colonne portanti, oggi, dei Queens of the Stone Age. Ma è un musicista dalle molte anime. Ha suonato con Brendand Benson, con i Raconteurs, poi nel 2007 si è unito ai Queens come tastierista e allo stesso tempo continua a suonare la chitarra con i Dead Weather di Jack White e con gli Eagles of the Death Metal, senza contare che ha all'attivo anche una ricca carriera solista.

I Queens stanno per tornare a suonare in Italia: lunedì 2 giugno saranno a Bologna, protagonisti della quarta giornata del Festival Rock in Idro all'Arena Joe Strummer Parco Nord e martedì 3 sul palco di Rock in Roma, all'Ippodromo della Capannelle: due concerti molto attesi dai fan italiani, parte di un tour fortunato, che sta ottenendo ovunque grande successo. Un tour che, come sottolinea Dean Fertita, vede la band sempre più unita e in grado di dar fuoco alle polveri della creatività: "Fare dischi è bello, il lavoro in studio è decisamente interessante, però a me piace tanto tornare in concerto e suonare tutte le sere insieme ai miei compagni. Avere l'occasione di cambiare le cose ogni sera è davvero importante per me, suonare sempre le stesse canzoni alla stessa maniera sarebbe difficile e noioso, invece cambiare è affascinante, è molto divertente, senti la musica che scorre, che è viva, che non è un 'prodotto' fatto in serie".
[[ge:rep-locali:repubblica:86315364]]
Che genere di scaletta proporrete ai vostri fan?
"A dire il vero man mano che il tour va avanti la scaletta cambia, la si rinnova praticamente di concerto in concerto. All'inizio suonavamo molte delle canzoni dell'ultimo ...Like Clockwork, soprattutto perché con noi c'è Jon Theodore, il nuovo batterista, che si trovava ovviamente più a suo agio con i brani dell'album registrato con noi, ma strada facendo stiamo proponendo sempre più spesso anche materiali del passato. La verità è che ci divertiamo a ripercorrere tutto il percorso della band".

Lei ha detto più volte che i Queens hanno cambiato la sua vita.
"Sì, da quando sono Josh Homme e gli altri tutto è cambiato, ho trovato nuovi modi di esprimermi creativamente, ho imparato molte cose nuove su me stesso. E i ragazzi della band sono diventati anche i miei migliori amici".

È ancora vivo il rock?
"Beh, quando ero un ragazzino mi piaceva l'idea che il rock fosse pericoloso e ribelle. Forse è ancora così per i ragazzini, ma è anche vero che è molto cambiato e che, anche se ci sono numerose band di qualità, circola anche tanta immondizia. Andare in scena mi dà ancora la forte sensazione che il rock non conosca confini e limiti, mi piace salire sul palco e vedere la gente che reagisce alla musica, riesco ancora a sentire quelle emozioni che vivevo quando ero ragazzino".

Lei ha anche una carriera solista, con altre band. Una sola non le basta?
"Non è che i Queens non siano abbastanza, è che non ho mai fatto piani, che rispondo agli eventi nel momento in cui si prospettano. Il bello della vita è che le cose accadono quando non prevedi che accadano. I Queens of the Stone Age sono una parte del quadro, negli anni ho avuto altre avventure, dai Dead Weather ai dischi solisti, ma quello che è interessante nella mia prospettiva è che la band non mi metta alcuna pressione. Ed è vero anche per Josh e per gli altri".

Non è difficile coprire ruoli diversi?
"Con i Queens ho un ruolo più semplice, di supporto, suono le tastiere, mentre con i Dead Weather sono il primo chitarrista e suono molto di più. E questo mi fa sentire un musicista più completo".

Ed ora i concerti italiani: cosa si aspetta?
"Non abbiamo suonato spesso in Italia, un paese che mi è sempre piaciuto ,e sono contento che questa volta saremo in tour più a lungo. È bello essere totalmente immersi nella musica assieme al pubblico, ci sei tu, la band, la gente e tutti respiriamo musica insieme. Non c'è nulla di meglio al mondo". 
from left, Troy Van Leeuwen, Jon Theodore, Josh Homme, Michael Shuman and Dean Fertita

from left, Troy Van Leeuwen, Jon Theodore, Josh Homme, Michael Shuman and Dean Fertita from left, Troy Van Leeuwen, Jon Theodore, Josh Homme, Michael Shuman and Dean Fertita