Da dieci anni custodiscono il fuoco oscuro del rock. Da quando il coro di Wake Up, il loro singolo del 2005, ha invaso corpi e anime di milioni di persone. Un colpo di fulmine in note che ha portato gli Arcade Fire dalle periferie di Montréal, Canada, ai palchi di mezzo mondo. Non un semplice gruppo: ma un collettivo nato intorno a Win Butler, cantante, e a Regina Chassagne, sua moglie, polistrumentista.
Una brigata che in un decennio - oltre a vendere milioni di dischi - ha ottenuto gli endorsement del ghota del rock: Bowie, Bono Vox, Chris Martin. E il 23 e il 24 giugno gli Arcade Fire sono in Italia. Prima all'ippodromo delle Capannelle per il Rock in Roma. E poi al Castello Scaligero di Villafranca di Verona.
[[ge:rep-locali:repubblica:89901925]]
Ed ecco le dieci cose da sapere sul collettivo canadese.
Il rock come cura. L'avventura musicale degli Arcade Fire nasce da un periodo buio vissuto, all'inizio degli anni zero, da Butler e da sua moglie. In quegli anni, muoiono molti amici e parenti della coppia. E tutto il dolore viene incanalato nelle canzoni del primo album, Funeral. Tibri scuri, improvvise virate verso atmosfere orchestrali, il gusto del rock più elettrico e scarno. È il 2004 e grazie al loro primo album il collettivo canadese conquista da subito un posto d'onore nella curia del rock.
L'amore della critica. Scoppia sin da subito. Ed è di quelli che durano. Gli Arcade Fire rappresentano l'oggetto del desiderio della critica musicale. Dalle riviste iper-specializzate ai magazine online, passando per i media mainstream. Da Pitchfork a Billboard. E guai a metterne in dubbio i giudizi: si rischia la rissa virtuale. Anche perché i fan della prima ora del gruppo non vogliono sentire ragioni. Gli Arcade Fire sono, semplicemente, la migliore declinazione possibile del rock. Punto e basta.
[[ge:rep-locali:repubblica:89788819]]
Cavalieri del Duca Bianco. È il 9 settembre del 2005. A Londra è in corso il Fashion Rock. Chitarre, modelle, pajette. Ma l'impero del glamour scompare all'istante quando sul palco arrivano gli Arcade Fire con David Bowie, in una delle sue prime apparizioni pubbliche dopo i problemi di salute del 2003. Suonano Wake Up. E c'è solo da ascoltarla e da guardarla più volte. Emozione allo stato puro. Per quella che vale ne più ne meno che come un'investitura.
La vertigine. E dopo Bowie, arrivano gli U2, che durante il Vertigo Tour utilizzano proprio il coro di Wake Up per aprire le loro esibizioni. Un rapporto che si fa stabile, con Bono che appare nell'ultimo video della band, "Here Comes The Night Time". Nel 2005 gli Arcade Fire seguono la band di Dublino in molte date, ampliando così il loro pubblico potenziale. All'attenzione della critica musicale si affianca il passaparola. E il primo album dei canadesi scala le vette della classifiche discografiche dell'Europa e degli Stati Uniti.
L'impegno per Haiti. Regina Chassagne ha origini haitiane. E l'impegno per la sua terra d'origine ha sempre rappresentato il versante "solidale" dell'avventura degli Arcade Fire. La band nel corso degli anni promuove numerose raccolte di fondi. Milioni di dollari che dal rock arrivano direttamente alle popolazioni dell'isola caraibica.
La passione per i video. Si tratta sempre di piccoli capolavori. Basta guardare il videoclip di Reflektor, diretto da Anton Corbijn e prodotto da David Bowie e James Murphy. Nel 2010, il loro The Suburbs viene diretto da Spike Jonze. Che collabora con i canadesi anche per il YouTube Music Awards del 2013, quando gira la versione live di Afterlife unendo la musica degli Arcade Fire alle coreografie di Greta Gerwing.
[[ge:rep-locali:repubblica:89771128]]
In televisione. Sarà la forza evocatrice, saranno le melodie immediatamente riconoscibili e impossibili da dimenticare. Sta di fatto che la musica degli Arcade Fire è quasi perfetta per i palinsesti televisivi. In Italia la loro Rebellion è la sigla di Otto e Mezzo su La7. E nel 2011, No Cars Go ha accompagnato tutta la stagione di Quelli che il calcio su Rai Due.
Influenze metropolitane. Gli idoli musicali di Win Butler sono tutti anti-eroi metropolitani. Da Bob Dylan a Joe Strummer. E il cantante del collettivo canadese ha spesso spostato tutta la poetica del gruppo proprio sui temi della vita-in-periferia. Dagli esordi nella Casa del Popolo di Montréal al loro album The Suburbs del 2010: un concept dedicato alle periferie. Con la musica che diventa l'unica via d'uscita possibile. Basta ascoltare - e leggere - la meravigliosa Sprawl II, contenuta proprio nel disco del 2010.
Il rock è donna. Lo si è detto, devono molto a Wake Up. Quindi devono molto a Regina Chassagne, autrice della canzone.
Le cover. Non passa tour senza che gli Arcade Fire celebrino i loro padri musicali. La lista delle cover che hanno eseguito è lunghissima. Tra le altre: Maps degli Yeah Yeah Yeahs, Five Years di David Bowie, This Must Be The Place dei Talking Heads. E molte delle loro canzoni sono entrate in pianta stabile nei reportori di altri artisti. Basta pensare a Ocean of Noise suonata dai Calexico, My Body is a Cage da Peter Gabriel e Keep The Car Running eseguita dai Foo Fighters di Dave Grohl.
Una brigata che in un decennio - oltre a vendere milioni di dischi - ha ottenuto gli endorsement del ghota del rock: Bowie, Bono Vox, Chris Martin. E il 23 e il 24 giugno gli Arcade Fire sono in Italia. Prima all'ippodromo delle Capannelle per il Rock in Roma. E poi al Castello Scaligero di Villafranca di Verona.
[[ge:rep-locali:repubblica:89901925]]
Ed ecco le dieci cose da sapere sul collettivo canadese.
Il rock come cura. L'avventura musicale degli Arcade Fire nasce da un periodo buio vissuto, all'inizio degli anni zero, da Butler e da sua moglie. In quegli anni, muoiono molti amici e parenti della coppia. E tutto il dolore viene incanalato nelle canzoni del primo album, Funeral. Tibri scuri, improvvise virate verso atmosfere orchestrali, il gusto del rock più elettrico e scarno. È il 2004 e grazie al loro primo album il collettivo canadese conquista da subito un posto d'onore nella curia del rock.
L'amore della critica. Scoppia sin da subito. Ed è di quelli che durano. Gli Arcade Fire rappresentano l'oggetto del desiderio della critica musicale. Dalle riviste iper-specializzate ai magazine online, passando per i media mainstream. Da Pitchfork a Billboard. E guai a metterne in dubbio i giudizi: si rischia la rissa virtuale. Anche perché i fan della prima ora del gruppo non vogliono sentire ragioni. Gli Arcade Fire sono, semplicemente, la migliore declinazione possibile del rock. Punto e basta.
[[ge:rep-locali:repubblica:89788819]]
Cavalieri del Duca Bianco. È il 9 settembre del 2005. A Londra è in corso il Fashion Rock. Chitarre, modelle, pajette. Ma l'impero del glamour scompare all'istante quando sul palco arrivano gli Arcade Fire con David Bowie, in una delle sue prime apparizioni pubbliche dopo i problemi di salute del 2003. Suonano Wake Up. E c'è solo da ascoltarla e da guardarla più volte. Emozione allo stato puro. Per quella che vale ne più ne meno che come un'investitura.
La vertigine. E dopo Bowie, arrivano gli U2, che durante il Vertigo Tour utilizzano proprio il coro di Wake Up per aprire le loro esibizioni. Un rapporto che si fa stabile, con Bono che appare nell'ultimo video della band, "Here Comes The Night Time". Nel 2005 gli Arcade Fire seguono la band di Dublino in molte date, ampliando così il loro pubblico potenziale. All'attenzione della critica musicale si affianca il passaparola. E il primo album dei canadesi scala le vette della classifiche discografiche dell'Europa e degli Stati Uniti.
L'impegno per Haiti. Regina Chassagne ha origini haitiane. E l'impegno per la sua terra d'origine ha sempre rappresentato il versante "solidale" dell'avventura degli Arcade Fire. La band nel corso degli anni promuove numerose raccolte di fondi. Milioni di dollari che dal rock arrivano direttamente alle popolazioni dell'isola caraibica.
La passione per i video. Si tratta sempre di piccoli capolavori. Basta guardare il videoclip di Reflektor, diretto da Anton Corbijn e prodotto da David Bowie e James Murphy. Nel 2010, il loro The Suburbs viene diretto da Spike Jonze. Che collabora con i canadesi anche per il YouTube Music Awards del 2013, quando gira la versione live di Afterlife unendo la musica degli Arcade Fire alle coreografie di Greta Gerwing.
[[ge:rep-locali:repubblica:89771128]]
In televisione. Sarà la forza evocatrice, saranno le melodie immediatamente riconoscibili e impossibili da dimenticare. Sta di fatto che la musica degli Arcade Fire è quasi perfetta per i palinsesti televisivi. In Italia la loro Rebellion è la sigla di Otto e Mezzo su La7. E nel 2011, No Cars Go ha accompagnato tutta la stagione di Quelli che il calcio su Rai Due.
Influenze metropolitane. Gli idoli musicali di Win Butler sono tutti anti-eroi metropolitani. Da Bob Dylan a Joe Strummer. E il cantante del collettivo canadese ha spesso spostato tutta la poetica del gruppo proprio sui temi della vita-in-periferia. Dagli esordi nella Casa del Popolo di Montréal al loro album The Suburbs del 2010: un concept dedicato alle periferie. Con la musica che diventa l'unica via d'uscita possibile. Basta ascoltare - e leggere - la meravigliosa Sprawl II, contenuta proprio nel disco del 2010.
Il rock è donna. Lo si è detto, devono molto a Wake Up. Quindi devono molto a Regina Chassagne, autrice della canzone.
Le cover. Non passa tour senza che gli Arcade Fire celebrino i loro padri musicali. La lista delle cover che hanno eseguito è lunghissima. Tra le altre: Maps degli Yeah Yeah Yeahs, Five Years di David Bowie, This Must Be The Place dei Talking Heads. E molte delle loro canzoni sono entrate in pianta stabile nei reportori di altri artisti. Basta pensare a Ocean of Noise suonata dai Calexico, My Body is a Cage da Peter Gabriel e Keep The Car Running eseguita dai Foo Fighters di Dave Grohl.