Ma cosa è successo al rock? È semplicemente invecchiato insieme ai suoi eroi più popolari - Rolling Stones su tutti, campioni di personalità e virtù imprenditoriali - o si è definitivamente trasformato in semplice arte della rappresentazione? Cover e tribute band proliferano in tutto il mondo, la maggior parte dei giovani rocker di talento è esplicitamente attratta dal passato remoto (gli anni Settanta, soprattutto), se ne infischia dell'attualità e baratta volentieri un futuro creativo incerto per la purezza delle radici. Il caso forse più emblematico è quello di The Musical Box, la formazione canadese di virtuosi che negli ultimi vent'anni, invece di scrivere canzoni originali, si è completamente dedicata alla riproposizione, peraltro filologicamente ineccepibile, del repertorio altrui. Nel caso loro, è trasparente sin dal marchio che Genesis è la band di riferimento, visto che The Musical Box è il titolo della magnifica suite che apriva Nursery Cryme, il terzo album di Gabriel e compagni, pubblicato nel 1971. E non è casuale che la canzone sia proprio quella, visto che The Musical Box si dedicano esclusivamente al ripescaggio di una stagione ben limitata nella storia dei Genesis, quella compresa tra il 1969 e il 1975, marchiata a fuoco dalla personalità inventiva del cantattore Gabriel, prima che la sua uscita consegnasse la leadership al non meno egocentrico - ma non altrettanto creativo - Phil Collins, abilissimo comunque nello sfruttamento intensivo del marchio Genesis. Fatto sta che oggi, 63enne, dopo una lunga carriera dentro e fuori dal gruppo, rientra nel club delle venti persone più ricche della musica britannica con una fortuna stimata in 115 milioni di sterline.
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MUSICA DEI GIOVANI O DELLA TERZA ETA'? The Musical Box tornano dal vivo in Italia il prossimo autunno con il tour Selling England by the Pound. Saranno protagonisti di tre concerti, tutti a novembre: all'Auditorium di Roma il 16, al Teatro Politeama Genovese di Genova il 18 e alla Obihall di Firenze il 19, riportando all'attualità domande che da tempo attraversano l'universo del rock. È ancora la musica dei giovani (come lo fu nella seconda metà del secolo scorso) o è diventata la musica della Terza Età? E ancora: se la tendenza è quella non più di inventare ma di riprodurre il già esistente - come fanno i Musical Box - non è più appropriato parlare (paradossalmente) di "nuova" musica classica? La tendenza sembra la stessa dell'Ottocento, quando il passaggio alla musica classica venne sancito dalla rappresentazione (e quindi dalla certificazione) delle opere più amate, eseguite esattamente com'erano stata scritte.
The Musical Box, da questo punto di vista, sono un'autentica garanzia. Hanno riportato alla luce tutti gli spettacoli dei Genesis del periodo d'oro e li eseguono in perfetti concerti-replica. Adesso, dopo i tour trionfali di The Lamb Lies Down on Broadway tocca a un altro show fastoso, quello di Selling England by the Pound, incentrato sul disco che decretò il successo internazionale dei Genesis - esplosi in Italia prima che in ogni altro Paese, compresa la loro Inghilterra - e che l'anno scorso ha celebrato il quarantesimo anniversario della data di pubblicazione. Selling England by the Pound, così come il precedente Foxtrot, raggiunse la cima della classifica di vendita italiana e consolidò il nostro paese come inespugnabile roccaforte della banda Gabriel. Il tour di supporto all'album fu un successo internazionale che culminò nel febbraio del 1974 in quattro date sold out nei palazzetti dello sport di Roma, Napoli, Torino e Reggio Emilia. Era una produzione mastodontica con frequenti cambi di costumi, scenografie, effetti speciali assolutamente inediti in quei primi anni 70, che oggi The Musical Box ricreano in una messa in scena inattaccabile per fedeltà rispetto al prologo del lontano 1973.
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LA CURA MANIACALE DEI DETTAGLI. Per riuscirci, The Musical Box hanno lavorato sui disegni e i bozzetti originali dello stesso Peter Gabriel, gli schizzi degli scenografi, i progetti dei tecnici coinvolti all'epoca. Hanno studiato attentamente il materiale video disponibile e centinaia di foto di scena analizzando costumi, fondali, luci, strumentazione. Tutto. I critici musicali che hanno scritto del tour non nutrono dubbi: lo show è assolutamente identico a quello che i Genesis portarono in giro per il Vecchio Continente tra il '73 e il '74. Tant è, gli stessi Peter Gabriel, Phil Collins, Steve Hackett, Tony Banks e Mike Rutherford, i cinque mattatori di quella stagione irripetibile, hanno dato il loro consenso all'operazione. E c'è di più: assistendo a uno show della band dei replicanti, Phil Collins ha rivelato che suonano meglio di quanto facessero i Genesis al tempo. E si racconta pure che Peter Gabriel avrebbe portato il figlio a vedere lo spettacolo per mostrargli cosa faceva il padre quand'era giovane...
E i Genesis autentici che fine hanno fatto? Nel marzo del 2010 sono stati ammessi alla Rock and Roll Hall of Fame proprio nella formazione a cinque Gabriel, Banks, Collins, Hackett e Rutherford e nulla, finora, ha dato adito alla speranza di una reunion. Ma nel giugno scorso, il colpo di scena: la BBC ha annunciato che quei Genesis, quelli della formazione più amata, si sono riuniti per la prima volta dal 1975 per un nuovo documentario sulle loro imprese il cui titolo (provvisorio) è Genesis: Together and Apart. Intanto, Steve Hackett viaggia felice con il suo Genesis Extended Tour 2014 che torna in Italia dal 25 al 28 luglio: il 25 è a Grugliasco (To), il 26 a Villafranca di Verona, il 27 a Cortona (ar) e il 28 a Pescara.
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MUSICA DEI GIOVANI O DELLA TERZA ETA'? The Musical Box tornano dal vivo in Italia il prossimo autunno con il tour Selling England by the Pound. Saranno protagonisti di tre concerti, tutti a novembre: all'Auditorium di Roma il 16, al Teatro Politeama Genovese di Genova il 18 e alla Obihall di Firenze il 19, riportando all'attualità domande che da tempo attraversano l'universo del rock. È ancora la musica dei giovani (come lo fu nella seconda metà del secolo scorso) o è diventata la musica della Terza Età? E ancora: se la tendenza è quella non più di inventare ma di riprodurre il già esistente - come fanno i Musical Box - non è più appropriato parlare (paradossalmente) di "nuova" musica classica? La tendenza sembra la stessa dell'Ottocento, quando il passaggio alla musica classica venne sancito dalla rappresentazione (e quindi dalla certificazione) delle opere più amate, eseguite esattamente com'erano stata scritte.
The Musical Box, da questo punto di vista, sono un'autentica garanzia. Hanno riportato alla luce tutti gli spettacoli dei Genesis del periodo d'oro e li eseguono in perfetti concerti-replica. Adesso, dopo i tour trionfali di The Lamb Lies Down on Broadway tocca a un altro show fastoso, quello di Selling England by the Pound, incentrato sul disco che decretò il successo internazionale dei Genesis - esplosi in Italia prima che in ogni altro Paese, compresa la loro Inghilterra - e che l'anno scorso ha celebrato il quarantesimo anniversario della data di pubblicazione. Selling England by the Pound, così come il precedente Foxtrot, raggiunse la cima della classifica di vendita italiana e consolidò il nostro paese come inespugnabile roccaforte della banda Gabriel. Il tour di supporto all'album fu un successo internazionale che culminò nel febbraio del 1974 in quattro date sold out nei palazzetti dello sport di Roma, Napoli, Torino e Reggio Emilia. Era una produzione mastodontica con frequenti cambi di costumi, scenografie, effetti speciali assolutamente inediti in quei primi anni 70, che oggi The Musical Box ricreano in una messa in scena inattaccabile per fedeltà rispetto al prologo del lontano 1973.
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LA CURA MANIACALE DEI DETTAGLI. Per riuscirci, The Musical Box hanno lavorato sui disegni e i bozzetti originali dello stesso Peter Gabriel, gli schizzi degli scenografi, i progetti dei tecnici coinvolti all'epoca. Hanno studiato attentamente il materiale video disponibile e centinaia di foto di scena analizzando costumi, fondali, luci, strumentazione. Tutto. I critici musicali che hanno scritto del tour non nutrono dubbi: lo show è assolutamente identico a quello che i Genesis portarono in giro per il Vecchio Continente tra il '73 e il '74. Tant è, gli stessi Peter Gabriel, Phil Collins, Steve Hackett, Tony Banks e Mike Rutherford, i cinque mattatori di quella stagione irripetibile, hanno dato il loro consenso all'operazione. E c'è di più: assistendo a uno show della band dei replicanti, Phil Collins ha rivelato che suonano meglio di quanto facessero i Genesis al tempo. E si racconta pure che Peter Gabriel avrebbe portato il figlio a vedere lo spettacolo per mostrargli cosa faceva il padre quand'era giovane...
E i Genesis autentici che fine hanno fatto? Nel marzo del 2010 sono stati ammessi alla Rock and Roll Hall of Fame proprio nella formazione a cinque Gabriel, Banks, Collins, Hackett e Rutherford e nulla, finora, ha dato adito alla speranza di una reunion. Ma nel giugno scorso, il colpo di scena: la BBC ha annunciato che quei Genesis, quelli della formazione più amata, si sono riuniti per la prima volta dal 1975 per un nuovo documentario sulle loro imprese il cui titolo (provvisorio) è Genesis: Together and Apart. Intanto, Steve Hackett viaggia felice con il suo Genesis Extended Tour 2014 che torna in Italia dal 25 al 28 luglio: il 25 è a Grugliasco (To), il 26 a Villafranca di Verona, il 27 a Cortona (ar) e il 28 a Pescara.