BUENOS AIRES - Nell'anno dei mondiali brasiliani di calcio nei quali l'Argentina si è messa in mostra arrivando in finale con la Germania, Buenos Aires ospita in questi giorni il suo "mundial" più amato: quello del tango con il festival Tango Buenos Aires Festival y Mundial, giunto alla dodicesima edizione. Ancora una volta la megalopoli vive un po' ovunque di quella che è la sua musica-simbolo, in particolare alla Usina del Arte, un nuovo spazio ristrutturato nel quartiere della Boca, sede dell'ex centrale della Compania Italo-Argentina de electricidad.
Quest'anno l'ormai affermato centro culturale dell'Usina è il fulcro della "movida tanguera": lì e in altri punti della Boca sono allestiti gli spazi dove il festival si snoda in tutte le sue forme, dalle competizioni alle sessioni di "milonga" (di "ballo"), oltre alle lezioni o ai negozi dove comprare tutto quanto riguarda il tango, scarpe in primo luogo.
Dal sapore un po' più turistici sono le cene-show in diversi locali della città. Più lontano, nel quartiere di Palermo, il tango e la "milonga" sono al centro delle lezioni impartite con grande rigore da rinomati maestri. Ci sono poi incontri e conferenze, nelle quali il tango pare interrogarsi sul suo futuro, che appare comunque radioso. Come avviene ormai da anni la musica di Buenos Aires continua a sedurre il mondo. A partecipare nelle gare "mundialista": ci sono per esempio 648 coppie di 41 paesi, dalle Filippine e l'Australia all'Egitto e al Kazakistan, oltre all'Italia e ad altri paesi europei.
Tra le novità di quest'anno spiccano diverse sezioni che fanno da vetrina al panorama odierno del tango: per esempio quella dei "Classici del futuro", con cui il festival punta a confermare la sua modernità e capacità di rinnovamento tramite cantanti, orchestre e musicisti. Ci sono poi altre categorie dal nome senz'altro originale, per esempio "Pampa trash", "Biro e tovaglioli" e "Tango garage".
Le finali delle due categorie ufficiali dell'evento ("Tango de pista" e "Tango escenario") sono in programma lunedì 25 e martedì 26 agosto: qualche giorno fa i biglietti (gratuiti) per le due giornate sono finiti in meno di quattro ore. Mentre attendevano il proprio turno, diverse coppie hanno ingannato l'attesa lanciandosi in qualche passo lungo un isolato della classica Avenida de Mayo, che ha fatto quindi da improvvisata pista di ballo.
Quest'anno l'ormai affermato centro culturale dell'Usina è il fulcro della "movida tanguera": lì e in altri punti della Boca sono allestiti gli spazi dove il festival si snoda in tutte le sue forme, dalle competizioni alle sessioni di "milonga" (di "ballo"), oltre alle lezioni o ai negozi dove comprare tutto quanto riguarda il tango, scarpe in primo luogo.
Dal sapore un po' più turistici sono le cene-show in diversi locali della città. Più lontano, nel quartiere di Palermo, il tango e la "milonga" sono al centro delle lezioni impartite con grande rigore da rinomati maestri. Ci sono poi incontri e conferenze, nelle quali il tango pare interrogarsi sul suo futuro, che appare comunque radioso. Come avviene ormai da anni la musica di Buenos Aires continua a sedurre il mondo. A partecipare nelle gare "mundialista": ci sono per esempio 648 coppie di 41 paesi, dalle Filippine e l'Australia all'Egitto e al Kazakistan, oltre all'Italia e ad altri paesi europei.
Tra le novità di quest'anno spiccano diverse sezioni che fanno da vetrina al panorama odierno del tango: per esempio quella dei "Classici del futuro", con cui il festival punta a confermare la sua modernità e capacità di rinnovamento tramite cantanti, orchestre e musicisti. Ci sono poi altre categorie dal nome senz'altro originale, per esempio "Pampa trash", "Biro e tovaglioli" e "Tango garage".
Le finali delle due categorie ufficiali dell'evento ("Tango de pista" e "Tango escenario") sono in programma lunedì 25 e martedì 26 agosto: qualche giorno fa i biglietti (gratuiti) per le due giornate sono finiti in meno di quattro ore. Mentre attendevano il proprio turno, diverse coppie hanno ingannato l'attesa lanciandosi in qualche passo lungo un isolato della classica Avenida de Mayo, che ha fatto quindi da improvvisata pista di ballo.