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CCCP, sempre Fedeli alla Linea, anche nelle ristampe

Un'edizione limitata dell'ep "Ortodossia" arriva in occasione del trentesimo anniversario dalla pubblicazione. La ristampa comprende, tra le altre cose, il 7" in vinile rosso. Contemporaneamente esce "Stati di agitazione - 30 anni di CCCP", un box con la discografia completa in vinile 180 grammi

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"Ci siamo chiamati CCCP perché eravamo di Reggio Emilia e da noi questo nome non era una cosa di forma ma di sostanza. Definirsi 'punk filosovietici forse ad alcuni poteva sembrare contraddittorio. E lo era. Ma a noi le contraddizioni piacevano". Ed evidentemente a Giovanni Lindo Ferretti, creatore della band insieme a Massimo Zamboni, piacciono ancora, visto che negli ultimi anni ama definirsi "montano italico cattolico romano". Da punk filosovietico a cattolico. Ma sempre punk. E in questo sicuramente "fedele alla linea".
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I CCCP nel frattempo non hanno mai smesso di essere amati da un pubblico trasversale, sia per età che per collocazione politica: "Mi è capitato spesso di trovare anche persone di destra che si sono definite fan dei CCCP", racconta Ferretti. Oggi sono passati 30 anni dalla loro prima pubblicazione, Ortodossia, un 45 giri in vinile rosso (ovviamente) che conteneva tre brani: Live in Pankow, Punk Islam e la amatissima Spara Jurij che paradossalmente e provocatoriamente Ferretti ogni tanto ritorna a proporre a sorpresa nei suoi concerti. Sia questo che gli altri sei album in vinile dei CCCP erano ormai introvabili e vengono tutti ripubblicati per l'occasione (con in più Live in Punkow mai pubblicato in vinile) in un box a tiratura limitata intitolato Stati di agitazione - 30 anni di CCCP.
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Come sono nati i CCCP lo racconta Massimo Zamboni, chitarrista "abrasivo" e alter ego di Ferretti: "Era il 1981, dopo aver letto un articolo dedicato a Berlino sulla rivista Frigidaire avevo deciso andarci in autostop: ci ho messo cinque giorni, è stato un viaggio delirante, passando per Colonia che era completamente fuori mano. Ho trovato una casa occupata dove stare, un lavoro da cameriere in una pizzeria italiana e mi mantenevo così. Una sera, in una discoteca, ero l'unico che ballava sulla pista perché avevano messo su Alabama Song dei Doors, un pezzo che in quel periodo era davvero terribilmente demodé. Improvvisamente sento qualcuno che mi batte sulla spalla, mi volto ed era una mia amica di Reggio che mi presenta un altro delle nostre parti 'che domani parte per la Tunisia'. Aveva una valigia in mano, aveva la febbre: era Giovanni Lindo Ferretti. Fu amore a prima vista. Gli dissi: "Vieni a casa mia. Non partì più. Qualche tempo dopo insieme fondammo i CCCP".

Con loro Annarella Giudici, la "benemerita soubrette" che, insieme all'"artista del popolo" Danilo Fatur, creava incredibili e folli performance sul palco: "Fatur era un pazzo", racconta Giovanni, "una sera è arrivato sul palco con una sua scultura mobile. In pratica era un falcetto legato a una ruota che girava. Io e Zamboni ci siamo guardati e abbiamo visto che era legato con qualcosa che sembrava non vedesse l'ora di rompersi e volare rasente le nostre gole. Un'altra volta è uscito con una trappola da lupi vera, aperta, e la esibiva al pubblico che non sapeva bene che cosa fosse: se qualcuno ci avesse messo la mano gliel'avrebbe mozzata all'istante. Tutti sono abituati a vedere delle finzioni negli spettacoli. Con i CCCP non funzionava così". Ecco perché ancora oggi moltissimi continuano ad amarli e sperano che possano rimettersi insieme. Almeno per un ultimo concerto.