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MUSICA

La musica riaccende Parigi, dagli Stiff Little Fingers agli Scorpions, i concerti ripartono

"I terroristi mi hanno impedito molte volte di vedere i live e quei misfatti mi hanno rubato un pezzo importante della vita": così Jake Burns, leader degli irlandesi Stiff Little Fingers, riporta la musica a Parigi dopo gli attentati. Migliaia di club riaprono le porte: dagli Scorpions ai Sunn O))) fino a Johnny Hallyday, il ritmo della Ville Lunmière è più forte che mai

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"Grazie mille per essere venuti. È un piacere immenso essere a Parigi questa sera. Stiamo solo per dare vita a un normale concerto. Ci sembra questa la cosa da fare: spero siate d'accordo". E poi sempre rivolti al pubblico che gremiva la sala: "Tutti i cuori del mondo sono sintonizzati con i vostri". Con queste parole, col lutto al braccio e col pezzo Nobody's Hero, Jake Burns, leader degli Stiff Little Fingers, ieri sera ha riportato la musica a Parigi. È stata la prima band a farlo dopo gli attentati. Prove tecniche di un ritorno alla normalità ad appena quattro giorni da quella carneficina generazionale che è andata in scena al Bataclan. "Il rock è immondo. Col terrore, noi spegneremo i vostri concerti" era stato il messaggio, scritto col kalashnikov, dell'Isis. Ma questo obiettivo può considerarsi miseramente fallito. I concerti dal vivo tornano nei locali della capitale francese. Gli Stiff Little Fingers, glorie del punk-rock irlandese, hanno riportato la grande musica live nei mille e uno locali parigini, pieni di storia, identità, dignità. Ritmo e consapevolezza. Un po' come, nel loro piccolo, gli "Stiff", che si sono esibiti al Back of the Mill, dalle parti del Moulin Rouge: "Siamo cresciuti a Belfast, sotto le bombe dell'Ira: conosciamo bene l'inferno che state attraversando. Quando ero ragazzino, i terroristi mi hanno impedito tante volte di assistere a un concerto annullato per i disordini. E quei misfatti mi hanno rubato un pezzo importante della vita. Ne ho sofferto molto - ha dichiarato Burns, alla ribalta dalla fine degli anni settanta. Ho quindi cercato di mettermi nei panni dei parigini contemporanei, magari nostri fan; e abbiamo onorato il nostro impegno".
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Uno straordinario esempio contagioso, il loro, visto che proprio da oggi numerosi club della Ville Lumière torneranno a servire musica dal vivo e che il numero dei concerti confermati supera di gran lunga la lista di quelli cancellati o rinviati. Posti notissimi a tutti gli appassionati di pop e jazz e rock, indie o mainstream, nativi o di passaggio nella città di Serge Gainsbourg; luoghi spesso molto simili a Le Bataclan. Che rialzerà presto a sua volta le serrande, c'è da scommetterci. Il suono luminoso della vita contro il silenzio sordo e accecante del terrore.

E così a "La Maroquinerie", sala concerti sita tra Belleville e il cimitero di Père-Lachaise, è confermato il concerto di stasera di Chelsea Wolfe, nuova vestale del cantautorato americano venato di atmosfere dark ed electro; così come non salterà, lunedì sera, il live dei Built to Spill, venerabile band "alternative" dell'Idaho, amante di un suono chitarristico arrembante ma non avaro di melodie. "Siamo particolarmente provati dagli eventi che hanno colpito il Bataclan, anche per la vicinanza e l'amicizia che ci lega. E a questo dramma collettivo si è aggiunta la scomparsa di Thomas Duperron, il nostro responsabile della comunicazione. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia, a tutte le vittime e ai loro cari", c'è scritto sulla pagina Facebook del locale. Ma la musica non deve finire. È giusto che vada avanti.

A Bercy (XII arrondissement), nell'Accorshotels Arena, martedì 24 si esibiranno regolarmente, come previsto prima del 13 novembre, i tedeschi Scorpions, tra le rockband più amate di sempre, forti di un pubblico globale ante-litteram, con sei milioni e mezzo di followers su Facebook. "Noi non abbiamo paura di suonare a Parigi", ha affermato nelle ultime ore il complesso. E sempre l'Accorshotels ospiterà, dal 27 al 29, mister Johnny Hallyday, mito della chanson rock con più di cento milioni di dischi venduti.

Confermati anche gli appuntamenti musicali in programma da stasera al 28 novembre al Théâtre des Bouffes du Nord (sul boulevard de La Chapelle, vicino alla Gare du Nord) per il Worldstock Festival, una ricca kermesse panoramica sulla world musica coeva: dal jazz al folk, dal tropical funk al flamenco. E pure il Trianon, teatro e sala concerti di riferimento del XVIII arrondissement, manterrà fede ai concerti fissati: si faranno il live di giovedì sera dei francesi Boulevard des Airs, molto apprezzati in patria con la loro miscela di chanson, rock, reggae e fanfare, e quello di lunedì prossimo degli inglesi Cinematic Orchestra, tra i più profondi innovatori dell'elettronica (e del nu-jazz) degli ultimi quindici anni.

Non si scompone nemmeno il management del sempre favoloso Olympia, che sopravvisse all'occupazione tedesca della seconda guerra mondiale: annullato sì il live degli Shoes di questa sera, ma sono stati confermati tutti gli altri concerti (gli electro-swing Caravan Palace venerdì sera; il cantante francese Christophe Willem, lanciato da un talent, sabato e domenica). Non varieranno le programmazioni dell'Espace Carpeaux (tra l'altro non distante dalla banlieu-polveriera dell'islamismo radicale Saint-Denis...), a cominciare dall'act-live di Hugh Coltman dei Nouvelle Vague domani sera; e del Point Ephemere, zona Canal Saint-Martin, a partire da stasera (di scena stasera, si fa per dire visto che a Parigi i concerti cominciano di solito alle sette e mezza della sera, Protomartyr, Ringo Deathtarr e Shake Shake Bolino). "Non rinunceremo al nostro spirito di convivialità e divertimento, anche se adotteremo tutti i controlli e le precauzioni del caso", scrivono i gestori del club.

Anche un altro storico locale come La Fleche d'Or, nel centro-est, non si snatura, e ricomincia. Domani sera suoneranno infatti i Cotton Belly, tra blues e folk rock, che presenteranno il loro nuovo album; venerdì gli Zebrahead, band californiana rapcore-punk; sabato, dal Regno Unito, gli Swervedriver, psichedelici e shoegaze. L'Isis non ferma nemmeno il Red Bull Music Academy: da venerdì si riparte, e lunedì sera al Palais de Tokio (XVI arrondissement) arriveranno come programmato gli americani Sunn O))), stelle polari del genere drone/doom metal.

"Senza la musica la vita sarebbe un errore", sostiene il celebre aforisma. E anche un orrore, ai tempi dell'Isis. Immaginiamo un mondo insonorizzato, chiuso in se stesso e in una bolla di sconfinata paura. E osserviamo la reazione immediata del popolo francese, che riapre senza timore le sue sale concerti, i suoi cento Bataclan. Senza la Francia della musica il mondo sarebbe un errore.