Spettacoli

LA CRITICA

"Soltanto", il busker che sognava di essere Noel Gallagher

Matteo Terzi ha mollato un lavoro sicuro per girare il mondo con Cristina, la sua chitarra. "Skye" è il titolo del suo album di debutto

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Soltanto, Skye (Cremogen Music/Believe Digital)

Il personaggio. Bisogna partire da lui per capire il suo disco. Matteo Terzi, in arte “Soltanto”, a Milano è un artista di strada conosciutissimo. Suona in pieno centro, con Cristina (che è il nome della chitarra), tracolla firmata dal suo idolo Noel Gallagher, eseguendo cover di Oasis e Coldplay e canzoni di propria composizione. A distinguerlo da tanti altri c’è la sua storia di neo-laureato che molla un lavoro sicuro in ufficio per seguire la voglia di libertà: si mette a fare l’autostop su e giù per l’Europa, mantenendosi suonando e vendendo dischi autoprodotti, e accumula una serie di esperienze, di aneddoti e di conoscenze umane che sono spesso l’ispirazione per le sue canzoni. Da qualche anno alterna giri all’estero con concerti all’aperto nella sua città, dove ha fondato anche l’associazione degli artisti di strada.
La copertina dell'album "Skye" 
Il disco. Skye è il suo primo disco vero, cioè non autoprodotto. E nasce anche in questo caso da un viaggio, a Bruxelles: suonando nel centro della capitale belga viene notato da un produttore polacco, che decide di finanziargli un album. Il titolo è il nome di un’isoletta dell’arcipelago delle Ebridi interne, in Scozia, dove Soltanto si è ritrovato a passare lo scorso anno. «Qui, tra la brughiera, branchi di pecore e il nulla, mi sono sentito totalmente e irrevocabilmente libero», ha spiegato. Insomma, un inno alla voglia di libertà, fisica e soprattutto mentale.

Il suono. Non pensate però, per questa sua esaltazione dell’essere libero, a un menestrello alla Bob Dylan o a un rocker alla Neil Young. Un po’ più somiglia al suo idolo Noel Gallagher (la prima parte di Fermi il tempo ricorda assai The death of you and me). Ma Soltanto ha poco di rock e sceglie decisamente più il pop. Qui e lì si butta sull’amato brit, altrove preferisce anche quello languido e melodico alla Modà (Se chiudi gli occhi si vola). Però il suo vero punto di riferimento artistico è Cesare Cremonini, sia per la voce (seppure più in falsetto del bolognese) sia per il modo di scrivere, emozionale, fatto di immagini più che di discorsi e ragionamenti. La canzone Il musicista di via Mercanti è esemplare in questo senso. Di strada ne ha materialmente già fatta tanta, artisticamente il viaggio è a un buon punto, ma non gli mancano né la stoffa né l’entusiasmo. E anche l’ottima produzione del disco, molto professionale per un esordiente, incoraggia le speranze.