Spettacoli

L'INTERVISTA

Elisa: "La musica è passione, ma ora che sono mamma doppio la principessa Poppy"

Dopo l'album "On", la cantautrice riparte in tour l'11 novembre. E intanto dà voce al personaggio del cartoon Dreamworks "Trolls"

2 minuti di lettura
SONO passati vent'anni dal debutto con l’album in inglese Pipes&Flowers, quindici dalla vittoria al Festival di Sanremo con la sua prima canzone in italiano Luce (Tramonti a Nord Est). Oggi, a 38 anni, Elisa è una cantautrice dallo stile sempre più internazionale, come dimostra l’ultimo album On, in grado di riempire due palasport di fila sia a Roma sia a Milano (il tour partirà l’11 novembre da Firenze). In tutto questo la cantautrice di Monfalcone ha trovato anche il tempo per doppiare un personaggio del film di animazione Dreamworks Trolls, nei cinema dal 27 ottobre. «Doppiare un cartone era il mio sogno. Poppy è una principessa entusiasta, un’inguaribile ottimista. Diversa da me, che sono un po’ più altalenante e volubile. Adoro i cartoni animati, sono film incredibili, da Frozen al mio preferito, Wall-E». 

"Trolls" al cinema, Elisa presta la voce a Poppy


Sono passati 20 anni dal suo debutto, pensa mai alla strada fatta?
«Non me lo sarei mai aspettato. Sapevo però che per me la musica era una necessità e anche un modo per esprimermi. Il problema in quegli anni era trovare singoli forti, che piacessero al pubblico e alle radio, per fare il risultato e continuare così a suonare nei concerti, a fare quello che io chiamo il gioco, perché non l’ho mai considerato un lavoro. Oggi ho una vita diversissima: ho fatto due bambini, mi sono sposata. Allora la musica era il centro totale, unico e ossessivo della mia vita. È ancora una grande passione che bussa spesso, però succede che non sempre le posso aprire. Significherebbe non essere presente per i figli, cosa che non potrei mai».

La passione però resiste…
«È sempre super-forte, anche troppo, se non fosse così forte forse soffrirei un po’ meno quando magari devo tenerla a freno».

Il successo arrivò subito ma la popolarità la raggiunse solo con Luce, al Festival di Sanremo nel 2001.
«Tutto è cambiato di nuovo grazie a una canzone, la prima volta in cui il grande pubblico si è accorto della mia esistenza. Il tour che seguì era superaffollato ma pur sempre nei club, la dimensione che conoscevo già, quindi cambiò poco. Il primo tour nei palasport l’ho fatto nel 2004 con Pearl days, un altro album tutto in inglese». 
Elisa al Festiva di Sanremo 2011, edizione da lei vinta con il brano "Luce" 

Si è data una spiegazione per l’aumento così deciso del pubblico ai suoi live?
«Non ne ho la più pallida idea. Un po’ credo dipenda dal fatto che in questi anni i concerti sono diventati un’esperienza molto più importante per i ragazzi rispetto agli anni passati. Mentre i dischi hanno perso un po’ di appeal. E credo che sia giusto così, anch’io amo molto andare ai concerti».

L’esperienza di giurato a Amici può aver aggiunto qualcosa?
«Me lo sono chiesto anch’io. Ma all’ultima tournée prima della mia prima volta ad Amici, quella di L’anima vola due anni fa, c’erano tanti ventenni, ragazzi giovanissimi che un po’ faticavo a spiegarmi, anche perché succedeva prima dell’esperienza in tv e perché non era certo un album da ventenni». 

Webnotte, Elisa incanta: ''Wuthering Heights''


Rifarebbe l’esperienza di giurata ad Amici?
«Chissà, per ora mi concentro sul mio tour».