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MUSICA

David Bowie, ecco gli ultimi tre inediti

Esce il doppio album "Lazarus" con le musiche dell'omonimo musical e con le registrazioni dei brani postumi scritti e interpretati dal Duca Bianco 

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David Bowie continua a far ascoltare la sua voce. Esce oggi Lazarus, il doppio album (disponibile anche in triplo lp) con le registrazioni originali del musical scritto da Bowie insieme al commediografo e sceneggiatore irlandese Enda Walsh che ha debuttato lo scorso dicembre a Broadway. Ma l’album contiene anche cinque brani interpretati da Bowie qualche mese prima di morire: tre inediti scritti appositamente per il musical e una nuova versione di Lazarus, già contenuto in Blackstar. L’album esce in vista dell’arrivo del musical Lazarus in Gran Bretagna, con il debutto previsto l’8 novembre al King Cross Theatre di Londra.
 
Oltre ai classici di Bowie interpretati dal cast del musical, il disco contiene anche le ultime tre incisioni in studio di David. Prodotte da Bowie e Tony Visconti e registrate con Donny McCaslin e il suo quartetto, la stessa formazione che ha suonato su Blackstar, l’album-testamento del Duca Bianco. Si tratta di No Plan, Killing a Little Time e When I met you, e di una versione di Lazarus, già contenuto Blackstar. Nell’album del musical, prodotto da Henry Hey, direttore musicale dello spettacolo e già collaboratore di Bowie per The Next Day, ci sono brani del repertorio di Bowie, da Changes a Absolute Beginners, da Life on Mars? a This is not America, fino a Heroes, interpretati dai protagonisti del musical accompagnati dalla band di 7 elementi che si esibiva nelle rappresentazioni newyorkesi del musical. L’album è stato inciso negli Avatar Studios di New York l’11 gennaio 2016, il giorno dopo la morte di Bowie. Il programma prevedeva che avrebbero lavorato solo un giorno alle registrazioni delle canzoni. Alcuni membri del cast avevano appreso la notizia della morte di Bowie nella tarda serata del giorno prima, altri lo seppero solo entrando in studio di registrazione: il disco cattura dunque anche le emozioni di quei momenti così drammatici. Nessuno del resto aveva avuto percezione della lunga battaglia che il Duca Bianco stava conducendo contro il cancro, nonostante si fossero incontrati varie volte con lui al Theatre Workshop di New York durante le prove del musical. Uno spettacolo che si propone come un sequel del film del 1976 L’uomo che cadde sulla terra. «Ci consolammo a vicenda nella cabina di regia dello studio di registrazione. Ognuno seguiva le interpretazioni dell’altro, ma io non restai a lungo, passai la l’intera mattinata in lacrime» ha ricordato Sophia Anne Caruso, la cantante quindicenne che in Lazarus interpreta il ruolo di un angelo.
 
Al mattino Bowie lavorava a Blackstar con la band del sassofonista Donny McCaslin, dopo le 4 del pomeriggio si dedicava a Lazarus con Henry Hey. Tra il Magic shop studio e e il New York Theatre Workshop c’è meno di un chilometro: «Non ci disse del progetto Lazarus fino quasi alla prima», ha spiegato McCaslin, «e la cosa più ironica è che Henry Hey è un mio amico. Dunque in quei giorni stavamo lavorando entrambi per Bowie ma nessuno dei due sapeva dell’altro». Dunque, oltre alle sette canzoni di Blackstar, Bowie registrò No plan, Killing a little time e When I met you con McCaslin e la sua band. Tutte e tre scritte appositamente per Lazarus senza che McCaslin e gli altri ne fossero al corrente. L’atmosfera dei brani inediti ricorda quella dell’album, il pezzo Lazarus è il trait d’union più evidente. Fa eccezione in parte When I met you che è il pezzo più rock tra i tre, un insistito battere sulla stesse tre note in cui Bowie ricorda l’incontro con un amico che gli ha «aperto gli occhi mentre ero in rovina, non potevo parlare, ero un morto che camminava, e adesso è di nuovo così».