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MUSICA

'Harry Potter e la Pietra Filosofale', la magia vibra in un'orchestra di 84 elementi

Al cinema 'Harry Potter e la Pietra Filosofale' debuttava quindici anni fa. Ieri è arrivato sul palco dell'Auditorium Conciliazione di Roma per la prima di tre date, dove le musiche del film sono state suonate dal vivo dall'Orchestra Italiana del Cinema

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Sui titoli di coda l’orchestra resta sola per l’Hedwig’s Theme, il brano dedicato alla civetta bianca di Harry Potter, e allora l’incantesimo tra musica e immagini si rompe: guidati dal direttore californiano Justin Freer, gli 84 maestri dell’Orchestra italiana del Cinema conquistano finalmente la scena, il pubblico resta ad ascoltarli, solo una manciata di spettatori si alza e lascia la platea, esattamente come avrebbe fatto se si fosse trattato soltanto di un film.  
Ma il cine-concerto di Harry Potter e la Pietra Filosofale (al debutto nazionale ieri sera, 2 dicembre, all’Auditorium della Conciliazione di Roma, e in replica stasera 3 e domani 4 dicembre, già tutto esaurito, per tornare poi a Milano tra febbraio e aprile) non è soltanto un film: è piuttosto un’esperienza multisensoriale in cui la parte acustica viene esaltata dalla potenza e dalla precisione del suono prodotto dalla splendida colonna sonora scritta dal cinque volte premio Oscar John Williams, suonata dal vivo mentre sullo schermo si segue il film, proiettato per intero, con l’ausilio di opportuni sottotitoli, decisivi nelle parti più dinamiche e percussive. Come nella scena iniziale delle Lettere da Hogwarts, in cui la casa degli zii 'babbani' di Harry viene sconvolta da un vortice di lettere, sottolineato dalla velocità dei violini, o nella scena della partita di scacchi, tra fiati potenti e timpani tambureggianti.

Roma, Harry Potter all'auditorium: la magia dietro il cine-concerto

 
Non è solo un film, anche se il film cattura maggiormente l’attenzione, e ogni  tanto ci si ricorda della presenza dell’orchestra e si viene rapiti dalla precisione dei movimenti degli orchestrali. Non è solo un film, come sanno bene i due ragazzi e le due ragazze venuti appositamente a Roma da Sorrento, più o meno coetanei di Daniel Radcliffe che quando si calò nei panni di Harry aveva dodici anni e oggi ne ha 27: "Sono andato a vedere il primo Harry Potter che avevo la stessa età di Harry Potter nel film, sono cresciuto con lui, ho visto tutti i film e prima dei film ho letto tutti i libri di J. K. Rowling", racconta Marco che lavora in una sala cinematografica. "La Pietra Filosofale mi potrebbe anche capitare di rivederla nel cinema in cui lavoro, a Roma sono venuto per ascoltare le musiche: sia io sia i miei amici saremmo venuti anche solo a sentire un concerto con le musiche del film".
 
All’ingresso del teatro andrebbe caldamente suggerito di non portare all’interno confezioni di patatine o popcorn, come si usa abitualmente al cinema: il rumore delle buste di plastica e lo sgranocchiare continuo non si addicono al pizzicato dei violini, dell’arpa e dei violoncelli. Si rischia di perdere la magia della musica e delle immagini che si fondono per dar vita ad un’esperienza davvero unica. Come nella scena dell’incantesimo dell’arpa, che nel film suona da sola e sul palco viene suonata all’unisono (meriterebbe di essere posizionata su un piedistallo, vista la difficoltà a trovarla tra gli altri ottanta maestri). In America la serie dei Cine-Concerts è già un successo, continuerà per tutta la saga di Potter. In Italia debutta soltanto ora ma promette un grande sviluppo.