Litfiba, 'Re del silenzio', il brano da '17 Re'
Piero Pelù: “Rimangono tante cose, chiaramente. Così come di ogni altro disco dei Litfiba, degli anni Ottanta e dei successivi. Noi siamo una band di lungo corso e quindi abbiamo la fortuna di poter legare come con un filo rosso qualsiasi cosa del nostro passato e del nostro presente”.
Renzulli, molte classifiche retrospettive indicano 17 Re come il vostro miglior lavoro.
Ghigo Renzulli: “Io non lo penso assolutamente. Se queste domanda me l’aveste fatta in quel periodo avrei steso un velo pietoso velo (non so quanto, ma quel disco vendette poco o niente). Magari la gente se ne è accorta dopo 20 anni, del suo valore. Penso che tutto dipenda dal gusto musicale delle persone. Se mi parlate di musica anni Ottanta e quindi del periodo new wave, sicuramente è il nostro disco migliore di quel periodo, anche se io continuo a preferirne un altro: Litfiba 3. Ognuno ha il suo gusto. Se parliamo di gusti più rock, allora scelgo Terremoto. È semplicemente una questione personale, non si può generalizzare in questo modo”.
Litfiba, 30 anni di '17 Re', il disco fondamentale della new wave italiana
Uscì nel dicembre 1986 l'album più mitizzato dagli estimatori della band e quello che più ha influenzato la nascente scena new wave italiana: '17 re', il terzo album dei Litfiba, venne pubblicato dalla I.R.A. Records ed è parte, con il precedente 'Desaparecido' (1985) e il successivo 'Litfiba 3' (1988), della cosiddetta 'trilogia del potere'. Il gruppo era allora composto da Piero Pelù alla voce, Antonio Aiazzi alle tastiere, Ghigo Renzulli alla chitarra, Gianni Maroccolo al basso e altri strumenti e Ringo De Palma alle percussioni, con la produzione di Francesco Magnelli
P. P.: “Il disco è stato un 'legante'. Non è un caso che si ponga tra Desaparecido, l’album più new wave, dal punto di vista artistico e musicale, e Litfiba 3, la porta che si è aperta verso i nostri anni 90 e verso la virata più rock. Dentro 17 Re c’è tutto: dalla psichedelica al punk, passando per la new wave, le canzoni più cantautorali e anche le ballate più melodiche. C’era dentro davvero tanto stile, soprattutto del periodo artistico che stavamo vivendo. Dal 1983 avevamo cominciato a girare in tour in Francia. Il fatto di suonare all’estero è stato davvero un valore aggiunto, avevamo la fortuna di suonare nei festival, soprattutto in quelli, dove ci potevamo confrontare con musicisti provenienti da tutta Europa e dal Mondo. Questo significa che tutte queste influenze sono confluite per la prima volta in un nostro album che abbiamo composto, tra l’altro, in un periodo relativamente molto breve. Componemmo la bellezza di molto più di quelle canzoni, 16, che poi finirono sulle quattro facciate del disco, ognuna con la propria ragione di esistere. Un’impresa artisticamente molto impegnativa anche dal punto di vista della scrittura dei testi”.
Ci saranno reissue con inediti e sorprese?
P. P.: “In realtà non sono previste grandi cose. Qualcosa c’è, ma non so come andrà a finire. Potrebbe anche essere che ci ritroveremo noi quattro vecchi Litfiba (oltre a Ghigo e Pelù anche Maroccolo e Aiazzi) in un ristorante a mangiare buon cibo e a parlare di musica. Chissà”.
Qual è il brano a cui siete più legati?
P. P.: “In un album dove ci sono 16 canzoni come Ferito, Oro nero, Resta, Apapaia, Ballata, Univers, Re del silenzio: c’è così tanta roba e tanta di quell’anima musicale e anche mia personale nei testi che faccio davvero molto fatica a sceglierne una e forse sarebbe anche ingiusto”.
G. R.: “Sono abbastanza d’accordo con Piero: ci sono tante belle canzoni che non è semplice. Quel disco era organizzato in facciate e ognuna di esse aveva un sua ragione di essere. Da chitarrista tendo a preferire la facciata più rock: quella che sul vinile inizia con Apapaia e termina con Ferito”.
E sempre a proposito dell'anniversario, i Litfiba a fine agosto hanno aperto un contest per selezionare 16 band da tutta Italia. Lo scopo era quello di incidere un album con le cover dei brani contenuti in "17 re". Queste le band che alla fine sono state selezionate: Züth - Metharia - Avorionero - Benzina - Pink Addiction - Il Sogno di Rubik - Railway - A Silent Noise - Ego - CleanHands - A4 Rock Band - Davide Pepe - GADJOS - Karbonica - La Bottega del Tempo a Vapore - Maieutica. Non è ancora precisata la data di pubblicazione del disco.