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MUSICA

Morto Jalal Mansur Nuriddin dei Last Poets, precursori dell'hip hop

Soprannominato "Godfather of rap", con il suo gruppo diede voce alla disperazione della comunità nera prima dell'era hip hop

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Aveva infiammato la scena newyorkese negli anni 60 al punto di meritarsi il soprannome di "Godfather of rap". Jalal Mansur Nuriddin, uno dei fondatori di The Last Poets, collettivo di poeti e musicisti newyorchesi che hanno ispirato il rap più politicizzato e socialmente coinvolto, è morto a 74 anni in seguito ad un tumore a New York.


Il gruppo nacque il 19 maggio del 1969, data molto significativa, perchè giorno del compleanno di Malcolm X, ispiratore dell'ideologia della band. Il nome del gruppo è dovuto ad un poema del poeta sudafricano Willie Kgositsile. Con il nome di Lightnin' Rod, dopo l'abbandono del gruppo, Nuriddin aveva inciso nel 1973 Hustlers Convention, un album in cui si fondevano funk, jazz e versi (all'interno figurano contributi di Tina Turner, Bernard Purdie, Billy Preston, Kool and the Gang). Nuriddin si appropriò poi del nome The Last Poets e ha lavorato anche con Jimi Hendrix e Buddy Miles. In seguito è stato un protagonista della scena hip-pop radicale di New York.

Insieme ai suoi Last Poets, legati al nazionalismo black, ha dato voce alla disperazione della comunità afroamericana con performance spesso improvvisate in strada con brani recitati. In seguito la band virò su uno stile definito jazzoetry, che fece scuola per moltissimi artisti saliti alla ribalta nei decenni successivi, da Gil Scott-Heron a Grandmaster Flash fino a Run Dmc, Public Enemy e Nwa.