DrefGold, la 'Kanaglia' della trap: "Faccio rime ma senza rabbia"
Ernesto Assante
Nel team di Sfera Ebbasta per la cui etichetta ha pubblicato il suo primo album, a 21 anni è uno dei personaggi di punta della nuova scena musicale italiana. In tour dal 13 ottobre: "Il palco è il vero momento in cui ti trovi con il pubblico che ti sostiene"
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Si chiama Elia Specolizzi, ma i ragazzi lo conoscono, e lo amano, come DrefGold. Ventuno anni, un album di grande successo alle spalle intitolato Kanagliaprodotto da Daves the Kid, DrefGold fa parte della squadra di Sfera Ebbasta, per la cui etichetta ha pubblicato l'album. È uno dei personaggi più in vista della nuova scena, non solo per le sue collaborazioni con Capo Plaza (Tesla) e con Sfera (Sciroppo), ma soprattutto per il suo lavoro solista e sta per iniziare un lungo tour italiano che parte sabato 13 ottobre da Orio al Serio, e andrà avanti diversi mesi, attraversando l'Italia letteralmente da un capo all'altro, concludendosi il 2 febbraio a Milano.
Nato in Salento ma cresciuto a Bologna, ha iniziato a pubblicare i suoi primi video su YouTube nel 2011, quando è diventato DrefGold: "All'inizio scrivevo sui muri, facevo graffiti, avevo una mia tag ma era simile a un'altra, quindi decisi di cambiarla, mantenendo la D e aggiungendo Ref. Molti mesi dopo iniziai a scrivere rime e allora pensai di aggiungere qualcosa, l'idea di Gold mi piaceva e la usai per il primo testo. Da quello non l'ho cambiato più". Il salto verso il grande pubblico è arrivato quando entra a far parte del team di Sfera e Charlie Charles e per la loro Billion Headz Music Group realizza Kanaglia, che lo porta ai vertici delle classifiche. A 21 anni DrefGold è una delle star della nuova musica italiana, in bilico tra generi e suoni diversi: "Forse troverei riduttivo dire semplicemente che sono un rapper", dice, "quello che facciamo è decisamente più ampio. Forse la definizione più naturale potrebbe essere quella di cantante. Senza un'etichetta di genere, perché un musicista è musicista comunque, sia che faccia rap o trap, pop o rock, è sempre musica. E non ha senso nemmeno dire che è musica commerciale, perché è la gente a decidere se lo è ed è il cantante a trasformare una canzone in una cosa bella".
Chi è che ti ha portato sulla strada della musica?
"Posso dire la strada della musica me l'hanno mostrata gli amici più grandi di me. Già da piccolo avevo ammirazione per i più grandi, cercavo di imitare quelli di terza media quando ero in prima, e loro ascoltavano tantissimo rap. E poi c'era mio cugino che stava a Milano, fondamentale per conoscere tantissimo altro rap. Tutti questi ascolti mi hanno spinto a provarci, mi sono detto 'forse lo posso fare anche io'. Ho imparato con la pratica, non studiando, come quando vai a scuola: o disegni e ti piace farlo da prima o a scuola non imparerai mai. Il fatto di ascoltare tanto rap e l'ammirazione per i ragazzi più grandi di me mi hanno spinto. Chissà, avessero ascoltato metal forse sarei diventato metallaro".
Quindi sono state le parole o la musica il motore principale?
"Sicuramente le parole, sono forti nel bene e nel male, non le senti normalmente in tv e radio, raccontano cose vere in maniera nuova. Ma da subito mi ha coinvolto la musicalità delle parole, la forza della melodia, anche nel rap vecchia scuola. Una musicalità che può non essere una bella melodia, non rispetta per forza i canoni, ma ha una forza basata magari sulla metrica, più serrata, e sul classico ritmo in quattro quarti. Diciamo quindi che è un insieme, parole e musica: tutti ci possiamo esprimere a parole, ma quando ci riesce di farlo sulla musica, quando riusciamo a fare emozionare qualcuno o addirittura riesci a fare cose originali, la sensazione è fantastica". A differenza di molti tuoi colleghi non sembra che tu sia sempre arrabbiato.
"Diciamo che scrivo sempre per ragioni diverse, quindi anche per me è una valvola di sfogo, come per molti che ascoltano. Ma ci tengo a dire che anche se la mia è sempre musica allegra, dentro c'è sempre qualcosa in più. Io sostanzialmente sono un ragazzo normale, ho i miei problemi e le mie incazzature, ma a livello musicale, devo dire la verità, non riesco a ascoltare tanta musica cattiva, che ha un messaggio negativo. Mi piacciono le belle melodie e quando vado a mettere quello che penso e scrivo non voglio essere contro qualcosa. In quello che scrivo non dico nulla che possa pesare a qualcuno realmente, musica che crea male o dispiacere, canzoni anche emotive o tristi, ma nulla carico di rimorso o di rabbia".
C'è un pezzo che ti rappresenta meglio?
"Il pezzo che credo mi racconti meglio è Kanaglia, sono io, rispecchia il mio umore e il mio suono, anche nel titolo. Il pezzo più emotivo è Piccolo Dref, ha delle liriche astratte ma quando la provo spesso mi emoziono e mi viene da piangere, non so neanche perché".
È un momento molto fortunato per la nuova musica italiana, con grande successo e attenzione da parte del pubblico. Perché?
"La scena è molto cambiata e sta cambiando ancora, perché tutti noi di questa nuova scuola iniziamo a percepire che non siamo più legati solo al rap e ai suoi contenuti, possiamo fare cose diverse, trasmettere ogni tipo di messaggio con ogni tipo di beat. Prendi le tracce di Sfera Ebbasta, non hanno nulla da invidiare al pop italiano. Abbiamo una connotazione forte musicalmente, e tanto del pop mainstream sembra invece di averla già sentito tante volte. Credo che sia questo che piace ai ragazzi".
E adesso si torna dal vivo.
"Si, non vedo l'ora di tornare sul palco, lo spettacolo dal vivo è il vero momento in cui ti trovi con il pubblico che ti sostiene. È gente che ha scelto di pagare un biglietto per venire a vedere e ascoltare te, non è come ascoltare musica gratis su Spotify craccato o su YouTube. Quello che accade è che mi prende benissimo, sul palco salto fino all'ultimo, tiro la gente in mezzo, sono coinvolto al cento per cento. È come il momento della partita per un calciatore, sei in scena e la gente reagisce a quello che fai, canta le tue canzoni, oppure non lo fa e tu ti sorprendi, ma è bellissimo lo stesso perché hai una relazione vera con tutti".
Le date del tour
19/10 Tavagnasco (To), Tavarock
20/10 Tavernerio (Co), K Klass
27/10 Calcinaia (Pi), Boccaccio Club
31/10 Rimini, Altromondo Studios
31/10 Corinaldo (An), Lanterna Azzurra
09/11 Roma, Circolo degli Illuminati
10/11 Poggiorusco (Mn), Priscilla Discoteque
17/11 Trofarello (To), Millionaire Club
24/11 Bassano del Grappa (Vi), Liv
01/12 Manerba del Garda (Bs), Red Clubbing
07/12 Firenze, Viper Theatre
08/12 Treviso, Supersonic
22/12 Genola (Cn), Deja Vu
22/12 Torino, Wow Club
05/01 Catania, Ecs Dogana
19/01 Nonantola (Mo), Vox Club
26/01 Bologna, Kinder Garden
02/02 Milano, Magazzini Generali