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'Le facce dell'amore' di Joni Mitchell in un box: "Sono una pittrice che scrive canzoni"

Per i 75 anni, compiuti il 7 novembre scorso, un box di 8 dischi, oltre a un libro con un racconto e i suoi quadri, celebrano la cantautrice canadese: "Le mie canzoni hanno un forte aspetto visuale, le parole creano scene, in caffè e bar, in spiagge illuminate dalla luna, in cucine, ospedali. Quello che ho fatto qui è stato scegliere alcune di quelle scene"
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Ci siamo abituati da tempo all’idea che gli album, quelli concepiti dagli artisti come un lavoro completo, con una sequenza di canzoni che portano da un inizio a una fine, si possano 'destrutturare', che ognuno di noi possa, attraverso le cassette prima molto più comodamente con il cd poi, e ora definitivamente con la musica digitale e il proliferare delle playlist, modificarli e ricostruirli a proprio piacimento. Già, ma allora perché non lasciare agli artisti stessi la possibilità di ricompilare la propria arte non per creare un’antologia ma per realizzare un’opera nuova?

Il box di 'Love Has Many Faces' 

È quello che ha fatto Joni Mitchell realizzando Love Has Many Faces, un meraviglioso cofanetto, otto lp iche sono stati pubblicati pochi giorni dopo il suo settantacinquesimo compleanno. "Sono una pittrice che scrive canzoni - ha scritto Mitchell presentando il cofanetto - le mie canzoni hanno un forte aspetto visuale, le parole creano scene, in caffè e bar, in piccole stanze grigie, in spiagge illuminate dalla luna, in cucine, ospedali e parchi giochi. Storie che si svolgono in veicoli, aeroplani, treni e automobili. Quello che ho fatto qui è stato scegliere alcune di quelle scene, come un regista di documentari, e mettendole in sequenza realizzare un lavoro completamente nuovo. È stato difficile distillare tutto quello che ho scritto sull’amore e sulla sua assenza, almeno quattro volte il materiale che ho scelto, e ridurlo in un disco per un balletto. Ho provato per un anno e mezzo e qualsiasi canzone scegliessi, qualsiasi sequenza creassi, tutto quello che avevo era una mera raccolta. Un disco solo non bastava. In questa dimensione, quattro album, i temi e le idee hanno avuto modo di svilupparsi, per integrazione e contrasto, interagendo l’una con l’altra in un modo completamente nuovo".


Love Has Many Faces è quindi composto da 53 canzoni tratte dai suoi album, che in questa nuova edizione in vinile sono inserite quattro album doppi, otto lp in vinile di cui quattro incisi su una sola facciata, edizione limitata e numerata di 5000 copie arricchita da un libro con un lungo racconto della cantautrice canadese e i testi di tutte le canzoni, accompagnati da suoi disegni. Joni Mitchell ha curato personalmente tutta l’edizione e il packaging. Ed è importante che si tratti di un’edizione in vinile, perché Joni Mitchell non pensa a questo lavoro come a qualcosa da ascoltare in fretta, magari facendo qualcos’altro, ma come a un’opera alla quale dedicare tempo e attenzione, un’opera in quattro atti che ha un suo percorso preciso: “Quella dei quartetti non è un’idea nuova in letteratura, ma per le menti abbreviate dei nostri giorni possono essere una sfida, io però consiglio anche chi non è preparato di intraprendere il viaggio comunque. Provate a notare come una canzone apre la porta naturalmente alla seguente, provate a notare la magnificenza delle partecipazioni musicali, provate a seguire lo scorrere delle idee o le prospettive contenute nella scrittura. Provate a vedere ‘il quadro nella vostra mente’”.

Il sottotitolo del cofanetto, A quartet, a ballet, waiting to be danced, spiega meglio il lavoro fatto dall’autrice, che ha immaginato una storia che potesse svilupparsi sulla scena anche attraverso la danza. La parte discografica ha visto la luce per la prima volta nel 2014, il balletto ancora no: “Questo cofanetto rinasce come una fenice dalle sue ceneri di due progetti andati male, un balletto e un cofanetto pensato in maniera sbagliata. Il balletto è un sogno che spero in qualche modo di riesumare”. Musicalmente si tratta di un lavoro straordinario, nel quale si possono incontrare alcuni dei più grandi musicisti di tutti i tempi, da Wayne Shorter a Jaco Pastorius, da David Crosby a Stephen Stills, da Herbie Hancock alla London Philarmonic, da James Taylor a Tom Petty, da Billy Preston a Robbie Robertson, solo per citarne alcuni, tutti impegnati in alcune delle più belle canzoni scritte da Joni Mitchell in cinquanta anni di incredibile avventura artistica.


Il suo ultimo album di inediti è del 2007, Shine e non ne ascolteremo mai altri: nel 2015 un aneurisma l’ha profondamente debilitata, soprattutto vocalmente, ha solo da poco ricominciato a camminare. Ma questo non le ha impedito di essere, seduta e silenziosa ma sorridente, sul palco del Dorothy Chandler Pavillion di Los Angeles lo scorso 7 novembre per essere festeggiata da un folto gruppo di grandi artisti per il suo settantacinquesimo compleanno, in una delle sue rarissime apparizioni. Registrazioni che fanno parte di un album, Joni 75 - A birthday celebration, che uscirà l'8 marzo. Del resto, lo spiega bene nelle note del cofanetto, i nostri giorni non sono quelli in cui la grande cantante e autrice si sente a suo agio: "Sono totalmente fuori sincrono con questi tempi tragici. Fino a quando spingeremo insieme verso l’eccellenza io collaborerò. Ma se mi spingete verso la mediocrità, che vende molto bene, io combatterò come Bette Davis, che disse Chiunque si mette tra me e la mia arte è il mio nemico".