Concerto primo maggio, il fotoracconto
Piazza affollata, pioggia come da tradizione e sul palco si susseguono i musicisti del concerto del primo maggio. Il tradizionale appuntamento a piazza San Giovanni a Roma anche quest'anno è condotto da Ambra Angiolini e Lodo Guenzi che lo hanno inaugurato sotto il trittico di "lavoro, diritti, Europa". Tra i più attesi Noel Gallagher, i Subsonica, Achille Lauro e Manuel Agnelli
Noel Gallagher porta in alto il tasso di rock della serata dopo un pomeriggio segnato dalla nuova musica indipendente italiana, suona Fort Knox, Holy Mountain, poi l'ipnotica e psichedelica It's a beautiful world. Quindi fa tremare il cuore di tutti i fan degli Oasis con l'immortale Wonderwall e con Stop crying your heart out, scelta quanto mai azzeccata per l'occasione visto che invita ad andare avanti nonostante le asprezze della vita. E chiude con un omaggio ai Beatles, suoi idoli dichiarati, con All you need is love cantata in coro da tutta la piazza. Trionfo e pelle d'oca.
Tocca poi a Carl Brave di raccogliere il testimone dopo l'uscita dell'ex Oasis e non è certo un'operazione semplice. Ma il cantautore romano può contare su un largo seguito e su una band rodata dal tour negli auditorium che ha visto il tutto esaurito quasi ovunque. Con una manciata di brani tra i quali le hit Fotografia e Camel blu, e nonostante qualche indecisione nella voce, Carl Brave riesce nell’impresa. Poi Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo
omaggiano i Nirvana con You know you're right per ricordare anche come la scomparsa di Kurt Cobain 25 anni fa significò la fine del sogno di un cambiamento. Quindi propone una versione acustica chitarra e violino di Non è per sempre molto efficace e chiude con un omaggio a Lou Reed con Perfect day.
“Siamo in un acquario, vi ringraziamo tantissimo per esserci, ragazzi” aveva detto Ambra alla ripresa dopo il tg3 della sera. Ed in effetti in pochi avevano abbandonato a causa della pioggia, la piazza è rimasta gremita fino a tarda sera. “Siamo qui a ricordare i diritti, il lavoro, la nostra Europa”, dice ancora Ambra che ha scelto di indossare una maglia con la sigla dei tre sindacati confederali organizzatori dell'evento, quasi una risposta alla polemica dello scorso anno quando indossò un maglione griffato, e di Lodo Guenzi che sembra fargli il coro con una maglietta con su scritto "Meno rovesci, più diritti".
Ambra risponde alla polemica del 2018 del maglioncino griffato con quello dei sindacati
Lo scorso anno un maglioncino firmato da 325 euro aveva scatenato le polemiche social perché giudicato da molti non adatto a presentare il concerto del primo maggio, così Ambra Angiolini - dopo che aveva risposto alla polemica ribattendo che però i suoi slip costavano pochissimo, quest'anno ha scelto di indossare un pullover molto simile a quello dello scorso anno ma di tutt'altro segno. Colori sgargianti, anche perché sono quelli usati nelle piazze grandi e gremite di gente, ma con la sigla dei tre sindacati promotori del tradizionale concerto del Primo Maggio.
"Lo sgravio è mio e lo gestisco io", dice poi Ambra parafrasando un celebre slogan femminista e attacca la proposta di sgravi fiscali per l'assunzione di donne per il 2019 e il 2020. "Ma se ti assumo - chiede il suo compagno di conduzione Lodo Guenzi - ci guadagniamo tutti e due". "No, così com'è la proposta ci guadagni solo tu", replica Ambra.
Concertone, Ambra contro bonus assunzioni donne: ''Lo sgravio è mio e lo gestisco io''
Si è detto che il cast di quest'anno intreccia quello dell'ultimo festival di Sanremo, in alcuni casi c'è stata un'osmosi, Achille Lauro torna al Primo maggio dopo essere stato al Festival. Ma la dimostrazione che non si tratta solo di una fugace impressione arriva con l'esibizione di Daniele Silvestri quando per Argentovivo sul palco tornano Manuel Agnelli e Rancore, esattamente come avvenuto anche sul palco dell'Ariston. In generale una bella atmosfera di festa e collaborazioni, come quando con i Subsonica hanno cantato prima Willie Peyote per L'incubo e Daniele Silvestri per Liberi tutti. E come per Achille Lauro, che nella band coinvolge Federico Poggipollini alla chitarra (lo stesso di Ligabue), al basso Marco Castellani delle Vibrazioni e alla batteria Sergio Carnevale dei Bluvertigo. E per questo animale punk piovuto nella scena pop italiana, un pop il suo che ha frullato tutti i suoni più interessanti della musica di ieri e di oggi si può tornare a fare un paragone con Vasco, stavolta quello più rock. Canta tra l'altro Cadillac, 1969 e C'est la vie, poi dice un po' sbruffone "ce ne andiamo con un superclassico" prima di attaccare la sanremese Rolls Royce.
"Ma qui c'è la musica che adesso riempie le classifiche e i palasport, la nuova musica popolare italiana" aveva avvertito in apertura Lodo. "Affronteremo temi di ogni tipo oggi insieme a voi. Sono sicura che condividerete quasi tutto quello che verrà detto su questo palco. Però non cercate le risposte da questo palco ma le domande e aiutateci a trovare le soluzioni. Questo ci tenevo a precisarlo", gli aveva fatto eco Ambra. Sul palco per l’apertura molti dei gruppi che animeranno la giornata, quasi a rappresentare il mondo indie scelto dagli organizzatori come foto del successo attuale della musica indipendente. A cominciare dal pisano Motta che stupisce la piazza con Del tempo che passa e con La nostra ultima canzone e riceve da Dori Ghezzi il premio Siae, da Ghali e soprattutto da Gazzelle, esempio di un nuovo modo di essere cantautore oggi in Italia: "Abbiamo tutta la vita davanti, sì davanti a un bar. Mentre la vita ci mangia la pelle, fermatela" canta in Tutta la vita, linguaggio semplice e per immagini, la piazza canta in coro tutti i pezzi, Punk, Tutta la vita, Non sei tu, quasi una versione anni Duemila delle ballate più sognanti di Vasco.
I Negrita portano sul palco la storia del rock italiano, quello che ha sempre intercettato la grande melodia, come dimostrano Il gioco, Rotolando verso Sud e Gioia infinita, ma la giornata del Concertone ha segnato la grande novità della musica indie nei gusti del pubblico giovane: tra i gruppi ascoltati nel pomeriggio i Pinguini Tattici Nucleari, Lemandorle, gli Ex Otago, Eugenio in via di Gioia, fotografati proprio all'inizio del concertone nel girotondo mentre la band dei Pinguini esegue un omaggio a Franco Battiato suonando Centro di gravità permanente. "Salutiamo chi si è speso per questo palco e non solo, l'immenso Franco Battiato" urla Ambra, (ironicamente qualcuno più tardi gli mostrerà un cartello con su scritto di urlare di meno). Si prosegue con un omaggio al direttore di palco storico del Primo maggio, Toni Soddu, scomparso dopo l’edizione dello scorso anno. E con la consegna del Premio alla band emergente 2019 del Contest 1MNext, ovvero i Tristi. Poi sul palco sale Fulminacci e ironia della sorte cominciare a piovere forte.
Dopo Eman e Lemandorle sul palco sale Izi, "una delle voci più interessanti della trap" lo presenta Lodo e lui dal palco ringrazia Fabrizio De André di cui suona in chiave trap Dolcenera e al pubblico dice: "Divertitevi e non giudicate mai" E poi aggiunge: "Guardate la gente negli occhi, togliete 'sti telefonini". La figura di De André, a vent’anni dalla morte ricordato con un disco intitolato Faber Nostrum, cui hanno partecipato molti degli artisti del Concertone come La Municipàl, torna nel corso dello show raccontato anche dalla lunga diretta televisiva su Rai3 e su Rai Radio 2. In serata, in occasione della presentazione del premio Siae, sul palco salirà Dori Ghezzi compagna al fianco di Faber fino alla fine e alle 20 Micol si esibirà con l’arpa prima in una veloce citazione di Il pescatore e poi in una versione di Bella Ciao. Brano che verrà poi ripreso a fine serata anche da Ambra e fatto cantare da tutto il pubblico, "la vera band indipendente della serat". Anche Colapesce renderà omaggio a De André con un'efficace versione di Canzone dell'amore perduto.
Il concerto è continuato con l'esibizione dei leccesi La Municipàl, fratello e sorella, bellissima sopresa nel panorama della nuova musica italiana, che hanno proposto Major Tom, Finirà tutto quanto e George dal loro primo album. Ai La Municipàl, com'era successo lo scorso anno a Cosmo, hanno rubato parte della strumentazione.
Primo maggio, il pubblico del Concertone sfida la pioggia e riempie San Giovanni
Piazza piena nonostante la pioggia per il tradizionale Concertone del Primo Maggio organizzato da Cgil, Cisl e uil e condotto da Ambra Angiolini e Lodo Guenzi. Armati di ombrelli e k-way gli appassionati di musica non si sono fatti scoraggiare e hanno affollato San Giovanni per assistere allo show che terminerà a mezzanotte. Grande attesa per i big, da Noel Gallagher ai Subsonica passando per Achille Lauro e Manuel Agnelli. (foto CRISTIANO MINICHIELLO/AGF) La scaletta completa
Lodo a quel punto legge un lungo, tragico elenco di lavoratori che hanno perso la vita nell'ultimo anno, "Gianfranco Caracciolo, Davide Di Gioia, Fabio Baratella…", "ogni anno la stessa tragica lista, vorremmo non doverla leggere più" aggiunge Ambra, "il lavoro è un diritto ma la vita lo è ancora di più, e aggiungiamo allora alla lista tutti i lavoratori senza nome, grande vergogna che fa male anche da qui, a prescindere. E fosse anche solo uno il nome nella lista, sarebbe comunque il fallimento di tutti".