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Jovanotti in cattedra all'università: "Voi potete cambiare questo Paese"

L'artista ha incontrato studenti di sei atenei milanesi insieme ai professori: il suo Jova Beach tour diventa oggetto di studio
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Come passa il tempo. Una trentina di anni fa Jovanotti all'università non c'era in pratica neanche entrato,"ho preso il treno del lavoro a 18 anni, quindi mi sono iscritto all'università ma poi non ho fatto mai un esame". Adesso diventa oggetto di studio da parte dei sei atenei milanesi assieme (Cattolica, Statale, Bicocca, Iulm Politecnico e Bocconi) assieme al suo Jova Beach, il tour che quest'estate - prima data il 6 luglio a Lignano Sabbiadoro - porterà i concerti sulle spiagge, trasformando ogni appuntamento in una giornata di festa. Un incontro con qualche centinaio di studenti nell'aula magna della Statale che si trasforma presto in una fenomenologia jovanottiana: i professori sono tutti probabilmente suoi fan e si lanciano in analisi dotte, ma anche un filino imbarazzanti, tanto sono elogiative.

Per dire, Marco Taisch, professore di Operations management del Politecnico, parla di "ingegneria, ciò che rende realizzabile una visione e ciò che permette alle sfide di essere colte e di essere superate. Quest'anno ricordiamo i cinquant'anni dallo sbarco dell'uomo sulla luna. Quello che è stato per secoli un sogno, con Kennedy diventa una visione. Penso al Jova Beach Party come alla Luna di Lorenzo. E sarà per voi come 15 sbarchi sulla luna. Non solo sfida artistica ma logistica e organizzativa. Ci vuole coraggio per assumersi il rischio di questa nuova visione". Mentre Paolo Galli, che insegna Ecologia della Bicocca, e dirige MaRhe, il centro di ricerca dell'università alle Maldive, ha dedicato a Jovanotti una specie di manta da lui scoperta, "ma anche un punto sulla cartina dei mari maldiviani per segnalare il Manta Jova Point, il punto dove le mante vanno a danzare".

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A proposito di ambiente, il cantante ha preso ogni precauzione per salvare quello delle zone in cui si terranno i concerti ("abbiamo agito assieme al Wwf, ho scelto sponsor che puntano al basso impatto ambientale, rimetteremo tutto a posto alla fine", ha giurato. E Valentina Perissinotto, coordinatrice del master in Green Management della Bocconi, ha sottolineato quanto il progetto sia virtuoso: "Un'idea semplice ed estremamente bella nella sua semplicità. Ogni tappa è diversa e ogni party sarà unico, ma c'è un fil rouge comune: il rispetto della natura stessa".

Ma si va anche sull'esistenziale Andrea Borghini, docente di Filosofia e Teoria dei linguaggi alla Statale, parla di "divertimento collettivo e organizzato. Il tour permetterà anche di di-vertere, cioè deviare, le regole sociali e le invisibili strutture sociali della nostra società. Così il divertimento potrà arrivare dove il piacere e lo svago non arrivano". E Fausto Colombo, della Cattolica annota: "Trasformare la spiaggia-confine con la musica significa riempirla di contenuti che trasformano il confine in un luogo di incontro e di scambio anziché in una barriera, e di questo c'è un grande bisogno oggi". Siamo nei dintorni se non del manifesto politico, quantomeno di una dottrina del pensiero filosofica. Il tutto per dei concerti che, per quanto innovativi, dei concerti restano, siamo lontani da Platone. E non a caso Francesco Massara, che insegna Marketing allo Iulm, mette in evidenza che "qui non c'è costruzione del personaggio, con Jovanotti siamo davanti ad altro. Basta analizzare i testi delle sue canzoni per accorgersi della sua spontaneità".