La band salentina pubblica il decimo disco della sua carriera. Una riflessione su questi tempi di distanziamento sociale ma anche di violenze verbali attraverso i social
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Un album oltre la paura, dopo l’incidente che aveva costretto allo stop il loro chitarrista. Un album nato per reagire alla violenza dei social ma anche per accompagnarci nel tunnel che attraversiamo a causa del Covid, quindi anche ricco di pezzi che invitano alla leggerezza. E’ Contatto, il nuovo disco dei Negramaro che si apre con una serie di pezzi ricchi di elettronica con i quali il gruppo salentino invita tutti a ballare.
A cominciare proprio dal pezzo Devi solo ballare, scritto da Giuliano Sangiorgi per la figlia: “Un modo per dirle” spiega il cantante dei Negramaro, “che alle cose brutte ci pensiamo noi, voi pensate solo a ballare. Dobbiamo resistere per arrivare al contatto. Mia figlia deve amare e non avere diffidenza degli altri, spero che i bambini si dimenticheranno della mascherina, niente ha senso senza essere insieme”.
Secondo Sangiorgi, che si è occupato anche in questo decimo disco della scrittura dei testi, la scelta del titolo Contatto nasce dalla consapevolezza che “si tratta della parola del futuro, gli abbiamo fatto fare in questo anno un triplo salto vitale. In questo momento di paura contatto è la parola che tutti sogniamo e questo album è una culla di pace. E’ un lungo post da social, con il quale avremmo voluto rispondere a tutti”.
Tra i pezzi spicca Noi resteremo in piedi scritto da Sangiorgi dopo la fine della tournée del loro precedente disco Amore che torni, che aveva visto per la prima volta il ritorno sul palco di Emanuele Spedicato dopo l’ictus che lo aveva colpito, anche se nel giro di concerti il chitarrista venne poi sostituito dal fratello. “Tornai a casa dopo quella tournée esausto, avevo solo voglia di dedicarmi a mia figlia e invece sono stato male, ho avuto un crollo fisico”, racconta Sangiorgi. “Dopo un mese, ancora febbricitante, sono andato nel mio studio e ho scritto Noi resteremo in piedi, porca puttana. Anche un modo di rispondere a tutte le cattiverie che avevano scritto sui social su di noi, nascondendosi dietro a uno schermo”.
Il disco contiene anche degli omaggi agli eroi musicali che hanno segnato la formazione musicale della band. A cominciare da Lucio Dalla e dal maestro Ennio Morricone. Del primo viene ricordato il brano Anna e Marco con un riferimento nel testo di La terra di nessuno. L’arrangiamento d’archi del maestro Stefano Nanni per il brano Dalle mie parti, è stato eseguito al Forum di Roma dall’Orchestra Roma Sinfonietta, stesso luogo e stessa orchestra utilizzati per le sue incisioni da Ennio Morricone, e il brano si chiude con una suggestiva coda ispirata proprio allo stile del Maestro.