Il 9 ottobre scorso John Lennon avrebbe compiuto 80 anni. L'8 dicembre prossimo, invece, saranno 40 anni dal giorno in cui perse la vita a New York per mano di Mark Chapman, il fan squilibrato che gli sparò di fronte al Dakota Building dove Lennon viveva. Scompariva in questo modo drammatico che lasciò il mondo senza fiato una delle figure più importanti della musica e della cultura del ventesimo secolo, prima nei Beatles e poi in una carriera solista in cui musica e testimonianza politica divennero una cosa sola grazie a brani come Imagine e Working Class Hero.
A questa icona della musica pop è dedicata la serata di apertura della Milano Music Week 2020 lunedì 16 novembre con un concerto in diretta streaming, sulla piattaforma Live All, dal locale milanese Fabrique. Lo show si intitola Lennon 80 e vedrà la partecipazione tra gli altri di Arisa, Morgan, Cristiano Godano, Ketama 126 e Noemi che si esibiranno grazie alla musica suonata da una formazione allargata con membri degli Afterhours, dei Calibro 35 e dei Tiromancino. I proventi verranno devoluti al fondo "Sosteniamo la musica" per i lavoratori dello spettacolo. Noemi, che di Lennon canterà Woman, spiega così le sensazioni e i pensieri della vigilia.
Qual è l'importanza di questo evento Lennon 80?
"È un'iniziativa talmente bella a favore dei lavoratori dello spettacolo che valeva la pena di spostarsi a Milano, un piccolo viaggio per aiutare concretamente in un settore tanto danneggiato da questa pandemia. E Lennon in questo momento ci aiuta sicuramente a lanciare un messaggio di pace e di fratellanza".
Perché ha scelto di cantare proprio "Woman"?
"Perché mi ricorda alcuni precisi momenti della mia infanzia, me la facevano ascoltare i miei e specialmente mia mamma che era molto flower power. Fa insomma parte della mia vita ma soprattutto mi piace una frase nel testo, quella che dice: "woman, I know you understand the little child inside the man", mi piace perché rilancia il tema delle donne, un tema che resta centrale anche se la pandemia ha preso un po' il sopravvento. Afferma che le donne devono sempre mantenere un ruolo di guida, devono tenere a mente il bambino che c'è in ogni uomo e in ogni donna, un messaggio potente di collaborazione in un momento in cui ci siamo resi conto che facciamo tutti parte dello stesso mondo: la pandemia ci ha insegnato che se uno si ferma poi si fermano tutti gli altri".
Qual è invece la sua canzone preferita del periodo Beatles?
"Resta sempre Let it be, quasi un pezzo gospel, perché non siamo mai completamente soli neanche in una pandemia come questa, che è una vera guerra".
Cosa pensa dei concerti virtuali?
"Per adesso sono un buon palliativo, ma spero che si superino al più presto perché la musica è fatta di vicinanza e condivisione. Il mio primo concerto, Vasco Rossi allo stadio Olimpico, mi ha fatto crescere, vedere tutte quelle persone insieme che si emozionavano per le stesse canzoni è stato un momento di condivisione importante: lo stadio diventa un piccolo pianeta separato dal resto del mondo".
A cosa sta lavorando?
"Al mio nuovo album, che uscirà il prossimo anno. Parla molto di me, mi sono messa completamente a nudo. Tra gli autori hanno scritto per me la cantautrice Ginevra e Arashi: dopo grandi autori come Curreri e Vasco Rossi mi andava di incontrarmi con autori giovani, per un confronto nuovo e fresco. Mi sono voluta mettere in gioco".
Ha messo da parte un brano per il prossimo Festival di Sanremo?
"Ma no. Il fatto è che sono scaramantica".
A questa icona della musica pop è dedicata la serata di apertura della Milano Music Week 2020 lunedì 16 novembre con un concerto in diretta streaming, sulla piattaforma Live All, dal locale milanese Fabrique. Lo show si intitola Lennon 80 e vedrà la partecipazione tra gli altri di Arisa, Morgan, Cristiano Godano, Ketama 126 e Noemi che si esibiranno grazie alla musica suonata da una formazione allargata con membri degli Afterhours, dei Calibro 35 e dei Tiromancino. I proventi verranno devoluti al fondo "Sosteniamo la musica" per i lavoratori dello spettacolo. Noemi, che di Lennon canterà Woman, spiega così le sensazioni e i pensieri della vigilia.
Qual è l'importanza di questo evento Lennon 80?
"È un'iniziativa talmente bella a favore dei lavoratori dello spettacolo che valeva la pena di spostarsi a Milano, un piccolo viaggio per aiutare concretamente in un settore tanto danneggiato da questa pandemia. E Lennon in questo momento ci aiuta sicuramente a lanciare un messaggio di pace e di fratellanza".
Perché ha scelto di cantare proprio "Woman"?
"Perché mi ricorda alcuni precisi momenti della mia infanzia, me la facevano ascoltare i miei e specialmente mia mamma che era molto flower power. Fa insomma parte della mia vita ma soprattutto mi piace una frase nel testo, quella che dice: "woman, I know you understand the little child inside the man", mi piace perché rilancia il tema delle donne, un tema che resta centrale anche se la pandemia ha preso un po' il sopravvento. Afferma che le donne devono sempre mantenere un ruolo di guida, devono tenere a mente il bambino che c'è in ogni uomo e in ogni donna, un messaggio potente di collaborazione in un momento in cui ci siamo resi conto che facciamo tutti parte dello stesso mondo: la pandemia ci ha insegnato che se uno si ferma poi si fermano tutti gli altri".
Qual è invece la sua canzone preferita del periodo Beatles?
"Resta sempre Let it be, quasi un pezzo gospel, perché non siamo mai completamente soli neanche in una pandemia come questa, che è una vera guerra".
Cosa pensa dei concerti virtuali?
"Per adesso sono un buon palliativo, ma spero che si superino al più presto perché la musica è fatta di vicinanza e condivisione. Il mio primo concerto, Vasco Rossi allo stadio Olimpico, mi ha fatto crescere, vedere tutte quelle persone insieme che si emozionavano per le stesse canzoni è stato un momento di condivisione importante: lo stadio diventa un piccolo pianeta separato dal resto del mondo".
A cosa sta lavorando?
"Al mio nuovo album, che uscirà il prossimo anno. Parla molto di me, mi sono messa completamente a nudo. Tra gli autori hanno scritto per me la cantautrice Ginevra e Arashi: dopo grandi autori come Curreri e Vasco Rossi mi andava di incontrarmi con autori giovani, per un confronto nuovo e fresco. Mi sono voluta mettere in gioco".
Ha messo da parte un brano per il prossimo Festival di Sanremo?
"Ma no. Il fatto è che sono scaramantica".