Spettacoli

Lana Del Rey, un Country club chiamato America

La cantautrice californiana pubblica il suo settimo album intitolato 'Chemtrails Over The Country Club', tra ironie sulle scie chimiche e accuse di razzismo respinte al mittente
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La ispirano le grandi cantanti afroamericane, a cominciare da Billie Holiday che ha voluto ricordare nella copertina di Let Me Love You Like a Woman, il primo singolo di questo suo nuovo lavoro intitolato Chemtrails Over the Country Club, in uscita oggi. E se nessuno l’ha finora criticata per le scie chimiche del titolo, utilizzate però qui in chiave ironica e poetica anche se inevitabilmente collegate anche in America alle teorie complottiste, Lana Del Rey si è dovuta invece difendere dall’accusa di essere poco inclusiva, addirittura razzista, perché nella copertina del suo settimo album ha voluto una foto con un gruppo di amiche in cui il bianco è il colore prevalente, e non solo per gli abiti vintage e per le lunghe collane di perle.

Il fatto è che la cantautrice californiana è l’ultima diva bianca in un mondo ormai dominato da colleghe afroamericane, e questo è evidentemente sufficiente per attirarle le attenzioni e le critiche molto spesso esagerate degli hater sui social. “Fate uno zoom, aguzzate bene lo sguardo: quelle sono le mie amiche nella vita reale e ce ne sono di tutti i colori”, si è difesa Del Rey in un lungo post su Instagram, “vengono da ogni parte del mondo e hanno figli con persone di tutte le razze. Del resto nessuno di noi può dirsi di un’unica razza. Ho tanti problemi ma tra questi non c’è il razzismo”, ha concluso Del Rey seccata dalla polemica.

Le atmosfere sognanti delle nuove canzoni ricordano quelle dei brani del suo precedente album, l’acclamato Norman Fucking Rockwell! uscito due anni fa e come questo prodotto da Jack Antonoff. Anzi, se possibile le nuove canzoni sono ancora più sognanti, come l’album dimostra sin dalle prime battute del brano che lo apre, in cui Lana Del Rey utilizza un falsetto a tratti addirittura esagerato. Nei nuovi testi dimostra una consapevolezza maggiore, a cominciare proprio da questo brano iniziale, White Dress, in cui partendo dal ricordo di un vestito bianco riflette sulla sua vita nel music business, incontrato per la prima volta quando aveva 19 anni (oggi ne ha 35).

Nel video che accompagna la title-track, il sogno americano si trasforma in un incubo ma è soprattutto nei due brani che chiudono il disco che Lana Del Rey dimostra un cambio di passo notevole, soprattutto nell’interpretazione in cui mette in mostra forza e carattere. Succede in Dance Till We Die, in cui annuncia di voler "fare una cover di Joni", e soprattutto in For free, che è la cover di Joni Mitchell che ha appena annunciato e che realizza insieme alle doppie voci offerte da altre due giovani cantautrici americane, Weyes Blood e Zella Day. Una di quelle melodie insieme classiche e contemporanee che le consentono di misurarsi con una delle sue maggiori fonti di ispirazione. Chemtrails Over The Country Club è un album di armonie lasciate in filigrana oppure incise con forza, un album di chiaroscuri che segna un'ulteriore maturazione della cantautrice californiana.