Rino Gaetano, otto canzoni che è impossibile non cantare
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteQuella che vi proponiamo è una playlist che ha un titolo: “La più prevedibile playlist su Rino Gaetano”, dieci canzoni che già conoscete e che probabilmente già sono nelle vostre playlist. Si, vi riproponiamo l’ovvio, il già sentito, tutto quello che c’è di più consumato e ascoltato nel repertorio di Rino Gaetano, perché se c’è un’artista che non ha bisogno di essere “ricordato” è proprio lui. Non nel senso che non lo meriti in termini assoluti, anzi, ma che non ne ha bisogno perché le sue canzoni, la sua musica e le sue parole, sono sempre con noi. Anzi, le generazioni più giovani, soprattutto i ragazzi nati dopo la scomparsa di Gaetano, conoscono e cantano Gaetano come se fosse contemporaneo, non come qualcosa che hanno ascoltato da genitori e adulti, ma qualcosa che gli appartiene. Quindi le otto canzoni che troverete elencate sono quelle che avrebbe s…
Quella che vi proponiamo è una playlist che ha un titolo: “La più prevedibile playlist su Rino Gaetano”, dieci canzoni che già conoscete e che probabilmente già sono nelle vostre playlist. Si, vi riproponiamo l’ovvio, il già sentito, tutto quello che c’è di più consumato e ascoltato nel repertorio di Rino Gaetano, perché se c’è un’artista che non ha bisogno di essere “ricordato” è proprio lui. Non nel senso che non lo meriti in termini assoluti, anzi, ma che non ne ha bisogno perché le sue canzoni, la sua musica e le sue parole, sono sempre con noi. Anzi, le generazioni più giovani, soprattutto i ragazzi nati dopo la scomparsa di Gaetano, conoscono e cantano Gaetano come se fosse contemporaneo, non come qualcosa che hanno ascoltato da genitori e adulti, ma qualcosa che gli appartiene. Quindi le otto canzoni che troverete elencate sono quelle che avrebbe scelto chiunque, quelle delle quali è impossibile fare a meno, quelle che tutti conosciamo e che cantiamo più volentieri.
1 – Ma il cielo è sempre più blu
Gli italiani l’hanno cantata volentieri dai loro balconi durante il primo lockdown. E un motivo c’è: è la canzone dell’Italia intera, nel bene e nel male. Nel lungo elenco che Gaetano fa ci siamo tutti, per un verso o per un altro, tutti quanti e tutti insieme, pronti ad essere noi stessi, ma tutti sotto lo stesso cielo. E’ una canzone disperata e speranzosa al tempo stesso, che ci racconta e ci dipinge, ma al tempo stesso ci cancella per riscriverci, per reinventarci ogni volta. E’ una lista che potrebbe essere aggiornata costantemente ma non ha bisogno di aggiornamenti, perché la canzone è perfetta.
2 – Gianna
La canzone del successo assoluto, quella che lo ha portato a Sanremo e che tutti, bambini e vecchietti, cantarono all’indomani della sua esibizione sul palco della Città dei Fiori. E ancora oggi, surreale e fantastica, irregolare secondo ogni punto di vista, impossibile da catalogare ancora oggi in cui tutto viene “normalizzato” rapidamente. Il che è un bel successo.
3 – Mio fratello è figlio unico
Ecco un altro esempio di canzone “impegnata” secondo Rino Gaetano. Siamo nel 1976 e con questo brano il cantautore celebra quelli che vedono, guardano, ascoltano, pensano. Figli “unici” perché non si illudono, perché non cadono preda dei messaggi pubblicitari, perché pensano con la propria testa. E restano “ultimi”, derisi, derubati, derisi, frustrati, senza futuro e senza sogni, in un mondo che va da tutt’altra parte. Canzone bellissima, intensa, drammatica e poetica, una delle più belle canzoni italiane di sempre.
4 – E Berta filava
C’è un motivo per cui questa canzone ha avuto successo? Apparentemente no. Non ha un testo vero e proprio, a dire il vero, rime, assonanze e immagini divertenti e singolari si susseguono senza un vero perché, non c’è un meccanismo di strofa/ritornello, non c’è un centro. Eppure tutto si tiene insieme mirabilmente, nella più post-moderna delle canzoni italiane del periodo, magistralmente superficiale, apparente, inafferrabile. Ma se si vuole, un senso ce l’ha, delle interpretazioni sono possibili, ognuno trovi liberamente la propria. E si diverta a cantarla ancora.
5 – Aida
La storia italiana, cantata in una canzone bellissima, che tiene insieme la rabbia e l’amore per un Paese, il nostro, che tutti vorremmo migliore e che tutti amiamo ancora. La storia italiana, in poche strofe, immagini forti e precise, per ricordare chi siamo stati e quello che siamo ancora.
6 – E sfiorivano le viole
Due canzoni in una, tanto per dire che il comporre per Rino Gaetano non aveva una regola precisa e che le cose potevano essere fatte in modi diversi, anche contemporaneamente. Così abbiamo una canzone d’amore, di rimpianto, d’attesa, e un bignami di storia, incompleto e stracciato, che ricorda Bismarck, Mameli e La Fayette, senza un motivo preciso, se non quello di “ingannare il tempo”, durante l’eterna attesa raccontata dalla canzone. Con un tocco di insensata genialità.
7 – Nuntereggaepiù
Una fotografia istantanea del 1978. Nessun’altra canzone italiana è come questa, perfettamente incastrata nell’attualità dell’epoca, con tutta la drammaticità e l’ironia del caso. List song, come quasi tutte quelle del repertorio di Gaetano, maestro assoluto del genere, perché la pura e semplice elencazione è più che sufficiente a “dare l’idea”, a manifestare una critica, anzi per essere precisi un sostenuto dissenso. Il tutto sulla “lieta” atmosfera del reggae, con l’apparente leggerezza del ritmo caraibico e dell’arrangiamento festoso, perché nella lista, a ben guardare, c’è pure Guccini.
8 – A mano a mano
Pensoso, sentimentale, serio. Una canzone diversa dalle altre, in cui Gaetano si abbassa la maschera, non si nasconde, si lascia andare al sentimento, alla passione, all’amore e mette in scena una “speranza” che, a ben guardare, nelle altre canzoni praticamente non c’è mai.