Global Citizen Live, un concerto storico per salvare il pianeta. I Maneskin conquistano Parigi
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteIl più grande concerto in mondovisione mai realizzato, Global Citizen Live, è in diretta da sabato 25 settembre alle 19, coinvolgendo centinaia di artisti, musicisti, attori, politici, capitani d'azienda, nella più grande manifestazione e raccolta fondi per combattere la crisi ambientale, la povertà e la pandemia. Ventiquattro ore di musica e parole visibili in tutto il mondo su YouTube, ma anche su decine di televisioni (in Italia Sky al canale 109 e Tv8), che hanno portato i Maneskin sul tetto del mondo.
I Maneskin conquistano Parigi
La band romana ha letteralmente conquistato Parigi con il breve set sul palco di Global Ciziten Live, davanti alla Tour Eiffel, fatto di rock, energia e sesso. Venti minuti di musica ad alto potenziale, con Damiano in grado di dominare il palco e il pubblico, Victoria con il basso a tracolla e il seno coperto solo da piccole strisce adesive, Thomas con la chitarra superamplificata e Ethan a pestare i t…
Il più grande concerto in mondovisione mai realizzato, Global Citizen Live, è in diretta da sabato 25 settembre alle 19, coinvolgendo centinaia di artisti, musicisti, attori, politici, capitani d'azienda, nella più grande manifestazione e raccolta fondi per combattere la crisi ambientale, la povertà e la pandemia. Ventiquattro ore di musica e parole visibili in tutto il mondo su YouTube, ma anche su decine di televisioni (in Italia Sky al canale 109 e Tv8), che hanno portato i Maneskin sul tetto del mondo.
I Maneskin conquistano Parigi
La band romana ha letteralmente conquistato Parigi con il breve set sul palco di Global Ciziten Live, davanti alla Tour Eiffel, fatto di rock, energia e sesso. Venti minuti di musica ad alto potenziale, con Damiano in grado di dominare il palco e il pubblico, Victoria con il basso a tracolla e il seno coperto solo da piccole strisce adesive, Thomas con la chitarra superamplificata e Ethan a pestare i tamburi con la sua solita potenza. Rock e poco altro, con il pubblico assolutamente conquistato dalla musica della band, dal suono elettrico e potentissimo, dalla presenza di Damiano, capace di vestire i panni della rockstar meglio e più di chiunque altro sia salito prima sul palco, permettendosi in mondovisione di cantare Zitti e buoni in italiano, chiudendo letteralmente in trionfo il loro set. Damiano controlla poco la voce ma al pubblico alla fine importa poco, i cellulari sono tutti accesi per riprendere lui e la banda, che alla prima, colossale, uscita internazionale, davanti al pubblico planetario della rete, riesce comunque non solo a fare bella figura ma anche a accreditarsi sulla scena rock internazionale.
Unire i cittadini del mondo
Il palco del Global Citizen 2021 è quello più importante di quest'anno, la prima grande manifestazione dal vivo da quando è iniziata la pandemia, il vero segno di ripresa della musica dal vivo. Politica e musica, attivismo e divertimento, impegno ed emozioni: il grande concerto globale iniziato da Parigi, ha l'obiettivo di cercare di unire i "cittadini del mondo" per combattere la povertà, per sostenere la battaglia contro il Covid, per mille altre fondamentali cause che Global Citizen sostiene e promuove, per "cambiare il mondo", come dicono gli artisti coinvolti e che tengono la scena di un evento che per molti versi è più grande di quello del 1985, lo storico Live Aid che vide la più importante mondovisione musicale del secolo scorso.
È uno spettacolo di musica e parole, musica di artisti tra i più grandi del mondo e parole di leader politici, personalità della cultura e dello spettacolo, e responsabili di aziende, uniti per dare ognuno il proprio contributo alla causa. Qualche anno fa sentire discorsi tra un'esibizione e l'altra avrebbe scatenato qualche protesta, fischi, rumore, da parte di quelli che, arrivati a vedere il concertone, aspettavano i loro artisti preferiti e consideravano gli interventi una "noia" o una fastidiosa interruzione. Il clima di Parigi, dove la kermesse è iniziata alle 19, è stato invece completamente diverso, gli speaker sono stati accolti con applausi, ascoltati con interesse, sostenuti dal pubblico. Anche perché molti di loro vengono non solo a dire le classiche frasi di rito, ma offrono contributi concreti, denaro, impegni, che hanno molto più peso delle canzoni, parole che, insomma, sono seguite da fatti.
Musica e battaglie sociali
Sono le canzoni che tengono tutto insieme, è la musica l'incredibile, perfetto, magico collante di un evento mai realizzato prima. Ventiquattro ore di diretta, sei continenti coinvolti, un centinaio di artisti di ogni parte del mondo: Global Citizen Live 2021 è pensato in maniera completamente diversa dal Live Aid del 1985, proprio perché a chiedere alla gente di partecipare, donando soldi per continuare alla vaccinazione globale contro il Covid, per combattere la povertà, per spingere i governanti che si riuniranno a Roma il 30 e 31 ottobre per il G20, o contro la violenza sulle donne o per molte altre battaglie che Global Citizen sostiene, non sono solo i cantanti, ma anche i responsabili di aziende come Cisco, Lego, Delta e moltissime altri che arrivano sul palco e dichiarano quanti soldi versano per le diverse cause, o la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che annuncia impegni concreti dell'Europa, o il nostro presidente del Consiglo Mario Draghi.
Dall'Amazzonia a Seul
La differenza culturalmente e politicamente più importante è che i palchi non sono solo nelle grandi città europee o americane, ma in sei continenti diversi, e gli artisti coinvolti sono davvero di tutto il mondo, africani, indiani, sudamericani, europei, statunitensi, tutti "cittadini globali", che suonano ognuno una musica diversa, pop, soul, afro, country, pop, rock, dance, senza preoccupazione di generi o di stili. Così Elton John rapisce il pubblico parigino con un set intenso è imbattibile, infilando una dopo l'altra Tiny dancer, Your song e Rocket man, mentre la mente vola lontanissimo quando la musica arriva dal cuore dell'Amazzonia, su una piattaforma messa nel bel mezzo del Rio delle Amazzoni, o poco dopo da un tetto di un palazzo nel centro di Buenos Aires. C'è musica dalla Corea del Sud, da Seul, per aprire la lunghissima manifestazione, con i Bts, le stelle pop più amate dalle giovanissime generazioni da un capo all'altro del pianeta.
La reunion dei Fugees
Il "warm up" del concerto vero e proprio è stato aperto, come abbiamo detto, dai Bts, registrati da Seul, ma già nei primi minuti c'è stato un piccolo evento, quello della reunion dei Fugees, dopo quindici anni. Il collegamento con l'Amazzonia è per l'esibizione di una band formata da musicisti delle popolazioni indigene del Brasile, il rappresentate dal Capo Mapu degli Huni Kuin, Aldeia Mutum degli Yawanawa, e Owera (Kunumi MC) dei Guaranì del Brasile, assieme al dj brasiliano Alok. Seguito da un primo assaggio della musica da Lagos, con la travolgente band di Femi Kuti, e da New York con la bravissima Lorde.
Elton John apre il palco di Parigi
A Parigi, davanti a migliaia di persone, apre Elton John, dopo di lui sul palco arrivano anche la bravissima Angelique Kidjo, la cantante Fatma Said, che accende i cuori con Imagine, ma poi a far saltare tutta la platea ci pensano i Black Eyed Peas, obiettivamente esplosivi e fortissimamente impegnati, come quando cantano la politicissima Where is the love. Perfetti soprattutto nel grandissimo finale del loro set, con le luci dei cellulari di tutto il pubblico accesso, mentre si leva il ritornello di I got a feeling, che si mescola a un "merci beaucoup" per ringraziare il pubblico.
Gli obiettivi e le richieste
Il concerto ha degli obiettivi precisi, racchiusi in una serie di richieste: ai Paesi più ricchi affinché mantengano la promessa di stanziare 100 milioni di dollari all'anno per soddisfare le esigenze in materia di ambiente e clima dei Paesi in via di sviluppo; ai cittadini americani, affinché sollecitino, presso i loro rappresentanti di governo, l'approvazione del più vasto disegno di legge sulla tutela dell'ambiente nella storia americana, al fine di mettere gli Stati Uniti in condizione di raggiungere l'obiettivo di ridurre le proprie emissioni di almeno il 50 per cento entro il 2030. Il Congresso prevede di votare il disegno di legge la settimana del 27 settembre; ai Paesi del G7 e ai miliardari del mondo, affinché mettano fine alla fame nel mondo stanziando almeno 6 miliardi per fornire urgentemente pasti ai 41 milioni di persone che rischiano di morire di fame; ai Paesi del G7 e all'Europa affinché mettano immediatamente a disposizione almeno un milione di dosi di vaccini per i Paesi più bisognosi, e appoggino la proposta del Sudafrica e dell'India di rinunciare alla proprietà intellettuale sulla produzione di vaccini contro il Covid-19 e altri dispositivi medici - già supportata da oltre 100 Paesi.
Vaccini per i Paesi più poveri
Le richieste diventano anche più precise dal palco quando Pryanka Chopra chiede a Moderna, Pfizer e le altre aziende produttrici dei vaccini anti Covid di mettere a disposizione dei Paesi del terzo mondo e più poveri i brevetti dei vaccini per poter permettere anche a chi non ha denaro di accedere alle cure. Gli attori coinvolti sono tanti, da Hugh Jackman a Rachel Brosnahan, ma anche i politici, sia quelli che salgono sul palco, come la sindaca di Parigi Anne Hidalgo e gli artisti, come il grande fotografo Yann Arthus-Bertrand, ma è la musica ad entusiasmare il pubblico, con Christine and The Queens, la più celebre star del pop francese dei nostri giorni, con un set semplice e intenso, chiuso da una bella versione di Freedom di George Michael, o con Doja Cat, tra le star più in vista della scena urban del momento. A Parigi non può mancare l'intervento di Emmanuel Macron, registrato, che annunciando il raddoppio dei vaccini donati al Terzo Mondo, ricorda che "se questo concerto è stato possibile a Parigi è perché abbiamo fatto tantissime vaccinazioni" (il concerto in Italia, va ricordato, non si svolge anche perché le nostre attuali restrizioni non consentono lo svolgimento di un evento come questo). Prima di arrivare al gran finale della prima parte del concerto, con un grandissimo Ed Sheeran, che con la sua loop station e la sua chitarra manda in visibilio la platea, che canta con lui in coro e illumina la scena con le luci degli smartphone.
Cindy Lauper e Paul Simon sul palco di New York
Pochi minuti prima della mezzanotte Parigi conclude il suo segmento in diretta e passa la linea a New York, dalla notte parigina si passa al pomeriggio del Central Park di New York, dove Billy Porter e Rachel Brosnhan sono sotto il sole con diverse migliaia di persone pronte a seguire le successive sei ore di diretta. Ad aprire, con qualche difficoltà, è Cindy Lauper, ma il pubblico si scatena volentieri con Girls just wanna have fun, e poi viene raggiunta da Jon Baptiste per una versione di True Colors. Ma la vera sorpresa è stata nel finale quando, completamente fuori programma, è arrivato sul palco il settantanovenne Paul Simon, che ha letteralmente stregato la platea cantando classici come The sound of silence e The boxer. Simon commuove un pubblico che in precedenza si era letteralmente scatenato quando al Central Park era arrivata Jennifer Lopez, con un set di grandissima energia e divertimento (introdotto dal sindaco di New York Bill De Blasio, ampiamente fischiato dal pubblico) al quale si sono aggiunti LL Cool J e Ja Rule.
Harry e Meghan accolti come rockstar
Ma la sette ore di concerto newyorkese avevano già visto la partecipazione di altre, clamorose, superstar, come Lizzo, la giovanissima e amatissima Billie Eilish, e i sempre perfetti Coldplay, da giovani stelle come Camila Cabello e Shawn Mendes, che si sono anche esibiti in un appassionato duetto, e moltissimi interventi di attivisti e politici, ma anche di personalità dello spettacolo e della società, i più applauditi dei quali sono stati il principe Harry e Meghan Markle, accolti come rockstar dal pubblico newyorkese: "Siamo qui per dire che i vaccini devono essere considerati un basilare diritto umano", ha detto Harry, "ogni singola persona merita uguale accesso ai vaccini. Il luogo in cui sei nato non deve dettare la tua possibilità di sopravvivere".
Andrea Bocelli dalla sua casa in Toscana
Il testimone poi passa a Los Angeles, con Adam Lambert, Chloe X Halle, Ozuna, The Lumineers, 5 Seconds of Summer, One Republic e soprattutto con il leggendario Stevie Wonder, ancora in grado di scaldare i cuori di chi ascolta con i suoi grandissimi successi del passato ma anche con un brano scritto per l’occasione. Subito dopo è la volta di Rio De Janeiro, musica brasiliana ad altissimo livello, con Alok, Criolo, Liniker, Mart’nalia, Tropikillaz e Mosquito. Quindi arriva Stormzy registrato a Londra, e Keith Urban da un suo concerto registrato, prima di passare all’Italia, dove, registrato al Teatro del Silenzio nella sua casa in Toscana, si è esibito Andrea Bocelli che dopo un breve discorso ha cantato La donna è mobile e Hallelujah di Leonard Cohen insieme alla figlia Virginia, in italiano.
In Australia senza pubblico
A Roma si avvicina l’ora di pranzo, ma è l’alba a New York ed è notte a Los Angeles, mentre è pomeriggio a Mumbai, e intanto sugli schermi passano le esibizioni registrate di Ricky Martin, sempre divertente e spettacolare, il rock grintosissimo dei Green Day, quello ultrapotente dei Metallica, e i set di molti altri artisti coinvolti in ogni parte del mondo che hanno mandato registrazioni fatte appositamente per l’occasione. È la "pausa" del live, ma il livello della diretta resta altissimo, per mantenere alta l’attenzione del pubblico fino alla ripresa dei concerti dal vivo. È sera a Sidney, quando dall’iconica Opera House canta e suona Delta Goodrem, un’esibizione particolarmente toccante perché mentre a Parigi, New York o Los Angeles abbiamo visto il pubblico davanti ai palcoscenici, tutti regolarmente vaccinati e in alcuni casi anche con un ulteriore tampone, a Sidney invece c’è ancora il lockdown e l’esibizione della bravissima cantante e pianista australiana avviene nel silenzio e nel vuoto, senza pubblico, al quale lei dedica non casualmente The show must go on di Freddie Mercury.
Duran Duran alzano il sipario a Londra
Poco prima delle 14 italiane comincia dallo Sky Garden alto nel cielo di Londra, la sezione inglese, registrata la sera prima, con i Duran Duran, ed è divertente che a presentarli sia Roman Kemp, attore e presentatore celebre in Inghilterra, ma soprattutto figlio di Martin Kemp, uno dei componenti degli Spandau Ballet. I Duran, in ottima forma, aprono con Ordinary world e poi viaggiano per una ventina di minuti nel loro repertorio di ieri e di oggi, prima di passare il testimone a Kylie Minogue. Dopo di lei arriva Nile Rodgers, con l’ennesima incarnazione degli Chic, ai quali basta il suono inconfondibile della sua chitarra per scatenare la piccola folla che è davanti al palco, sul ritmo di The Freak e Good Times, sulla quale giustamente Rodgers tappa giustamente Rapper’s Delight.
Musica, suoni e colori di Bollywood
Dall’Inghilterra si va in India, a Mumbai, nello stato del Maharashtra, davanti al Portale dell’India che affaccia sul mar Arabico. Musica indiana contemporanea, ma anche poesia, impegno, con Amitabh Bachchan, il predicatore spirituale Sadhguru, gli attori e i musicisti Anil Kapoor, Farhan Akhtar, Hrithik Roshan, Ayushmann Khurrana, Arjun Kapoor, Ananya Panday, Bhumi Pednekar, Janhvi Kapoor, Dia Mirza, Kiara Advani, Riteish Deshmukh, Sara Ali Khan e Sonakshi Sinha, Badshah, Amit Trivedi, Yashita Sharma e Tanishk Bagchi, Aasta Gijl. I suoni e le armonie sono un incrocio di elettronica, tradizioni orientali, rap e musica di Bollywood, dance e melodie e ritmi tradizionali, con mille balletti, coreografie, colori, segnati dal gran finale con Ajay-Aytul, uno spettacolo di danze, musiche e colori davvero ineguagliabile. Da Mumbai a Lagos, in Nigeria, per la parte africana dello show, con Femi Kuti, Davide, Tiwa Savage e Made Kuti.