Spettacoli

Quando Bruce Springsteen cantava contro il nucleare

Nel 1979 il Boss si esibì con due concerti agli eventi “No Nukes” al Madison Square Garden di New York. Ora per la prima volta esce il video integrale
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Alla fine di quella serata passata sul palco a suonare, Bruce Springsteen compiva 30 anni, un passaggio critico per un rocker come lui: «Sono ufficialmente oltre la fottutissima collina», dice a un certo punto il Boss, inquadrato dalla cinepresa 16 millimetri, «d’ora in poi non potrò più fidarmi di me stesso». È uno dei momenti più emozionanti di The legendary 1979 No Nukes concerts, il film che testimonia la sua esibizione al Madison Square Garden di New York per No Nukes, la serie di show di beneficenza organizzati dal Muse, il “Gruppo di musicisti uniti per l’energia pulita” fondato da Jackson Browne, Graham Nash, Bonnie Raitt e John Hall.

Nel film sono raccolti 13 brani suonati dal Boss il 21 e il 22 settembre 1979 nei due concerti che tenne con la E Street Band. Nel precedente film No Nukes del 1980, accanto alla carrellata delle altre performance succedutesi in quei 5 giorni di concerti, di Springsteen c’erano solo The River (che con Sherry Darling presentava proprio in quella occasione e che sarebbe entrata nell’omonimo doppio album che stava registrando), Thunder Road e Quarter to Three. Dieci dei brani suonati nel film-concerto vengono dunque pubblicati per la prima volta. Il film in alta definizione sarà nei negozi da domani in formato dvd con 2 cd, o in Blu-Ray con 2 cd, e il live sarà anche riprodotto su un doppio album in vinile. Dal 23 sarà poi possibile vederlo anche sulle piattaforme digitali. Accanto ai brani già noti per il passaggio in No Nukes, si ascoltano le versioni live di Badlands e di Born To Run, una cover di Rave On di Buddy Holly e una versione di Stay di Maurice Williams per la quale a un certo punto salgono sul palco Jackson Browne, Tom Petty e Rosemary Butler.

I concerti di Springsteen sono noti per la loro energia ma qui se possibile l’energia è ancora di più. Il motivo lo ha spiegato lo stesso Springsteen: «Eravamo dei ragazzini, quindi ciò di cui il film è pieno è un’energia giovanile a un livello che è stato sorprendente anche per me quando l’ho visto». Ma quei concerti erano per lui anche un’ottima occasione: «Non avevamo mai suonato in un cartellone con molti dei nostri amici. Stavamo registrando in studio, decidemmo di prenderci una pausa». Nel film c’è un Clarence Clemons all’apice della sua forma artistica e per i fan della E Street sarà un colpo al cuore vedere la sua esibizione e quella di Danny Federici.«Riesaminando gli archivi mi sono subito reso conto che queste erano le migliori performance dei leggendari anni Settanta vissuti dalla band», ha detto il regista Thom Zimny. Impossibile dargli torto.