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Negramaro: "Un tour nei teatri per ricominciare"

Negramaro: "Un tour nei teatri per ricominciare"

Al via il 30 settembre da Milano la tournée europea: "Sarà un modo per riabbracciare il pubblico, ritroveremo le emozioni dei live mettendo a nudo le nostre canzoni". De Luca, Live Nation: "Il governo riapra la musica, siamo in fase endemica, non più pandemica"

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“Mi manca il confronto diretto con il nostro pubblico, quel contatto terrone, ma finalmente ora ci siamo, si torna a suonare”. I Negramaro ripartono con un tour teatrale. Non subito, bisognerà aspettare dopo l’estate, il 30 settembre dal teatro Arcimboldi, ma la notizia è che la lunga sosta è finita e il futuro è segnato da un tour europeo con un concerto che metterà a nudo le loro canzoni, i grandi successi del loro repertorio e le canzoni dell’ultimo album Contatto. “Saranno canzoni riportate al momento in cui sono nate, come corpi nudi, una nudità così luminosa che non vedi l’ora di esserne parte per vivere quell’emozione, per riportarci indietro con un detox di 20 anni”, ha spiegato il frontman dei Negramaro Giuliano Sangiorgi. “Questo giro in Europa sarà come un ‘warm up’ per tante altre cose che arriveranno nei prossimi mesi, ho scritto 600 canzoni in questi due anni”, rivela Sangiorgi, e il riferimento è al ventennale che la band festeggerà il prossimo anno, 2003-2023, dall’uscita del loro primo disco.

"Sono fiero che non ci siamo mai fermati in questi due anni di pandemia", aggiunge il cantante della band salentina. "Un nuovo disco, il live streaming del 13 novembre per il lancio dell'album, il live sui tetti di Roma, abbiamo fatto tante cose... Tanti altri hanno tenuto il disco pronto nel cassetto, sono davvero molti ad averlo fatto, noi siamo stati felici di far uscire un disco quando ce n'era bisogno, come fan dell'arte siamo felici che i Negramaro non si siano fermati in un momento difficile. L'arte deve sempre andare avanti, ridare indietro l'attenzione che il pubblico ci offre con le armi proprie dell'arte".

A chi gli chiede se abbiano visto e apprezzato le scelte del Festival di Sanremo, dove i Negramaro vennero scartati subito nella loro unica partecipazione nel 2005 con Mentre tutto scorre, Sangiorgi ribatte che "la risposta dei cantanti a Sanremo in questo momento di pandemia è stata perfetta, nessuno pretendeva che dessero segnali di impegno sul tema del Covid, anzi più se ne allontanavano, nella scrittura dei brani, e meglio era: ognuno di loro ha fatto del suo meglio per dimenticare la situazione. L'importante era esserci".

Evidentemente, dalla loro eliminazione ormai quasi venti anni fa, l’aria è cambiata se anche a Sanremo la scena è oggi dominata dai giovanissimi, a cominciare dai Maneskin e da Mahmood e Blanco che il Festival in questi ultimi due anni l'hanno vinto. “Evidentemente c’era bisogno di aspettare qualche anno, dal 2005”, osserva Sangiorgi. “Mentre tutto scorre ci ha permesso di sognare a testa alta e il fatto che nel 2021 e anche quest’anno abbiano potuto vincere artisti appena ventenni, è una grande vittoria anche dei Negramaro insieme a tutto l’underground italiano, me lo godo come fosse un successo nostro”.

Il cantante e autore dei Negramaro ha una spiegazione per il favore che artisti giovanissimi come Sangiovanni, Madame e Blanco incontrano, al contrario, oggi: “Il fatto positivo è che i talent non sono più fabbriche di interpreti ma programmi in cui vengono accolti e fatti crescere artisti che puntano sulla scrittura musicale. Questi artisti saranno anche giovani ma sono anche molto più a fuoco di come ero io quando avevo la loro età, a 18 anni. Intorno a noi il giudizio ne risentiva, noi eravamo gli artisti sempre troppo giovani, gli emergenti, oggi invece la loro sana incoscienza e follia artistica viene giustamente apprezzata”.

Sul Festival di Sanremo è intervenuto anche il presidente di Live Nation Italia, Roberto De Luca, organizzatore del tour dei Negramaro: “Avrei preferito che gli artisti avessero lanciato dal palco dell’Ariston un messaggio diverso dal tormentone ‘Papalina’, di cui peraltro mi sfugge ancora il significato. E che si fosse invece detto: ‘Torniamo a lavorare’. Come capo di una delle agenzie che organizzano concerti in Italia auspico che si torni a fare incontri oltre che show dal vivo, per vederci, per quel contatto fisico che a noi della musica live manca tantissimo”. Poi De Luca ha spiegato i diversi passaggi che hanno portato a programmare il tour nei teatri dei Negramaro per il prossimo settembre: “Come tutti anche noi abbiamo prima riprogrammato il tour nel 2021, poi con un po’ di esperienza ci siamo premuniti per riportarlo all’inizio del 2022 ma le cose non sono andate per il meglio, e così il tour che sarebbe dovuto partire a breve non si può effettuare viste le capienze all’aperto ancora ridotte. Abbiamo capito che non sarebbe stato possibile un piano c, visto che tutti ci siamo spostati più avanti. Riprogrammare e tenere validi i biglietti in una situazione che non è normale era decisamente complicato. Quindi abbiamo pensato di realizzare una tournée nel segno della certezza, andando a effettuare un tour acustico per riavvicinarci al pubblico. Abbiamo così puntato su un’idea che avevamo già anche se da realizzare più avanti, così l’abbiamo ampliata, non più un tour acustico nei teatri solo in Italia ma nelle più importanti città europee, da Londra a Parigi, da Zurigo a Barcellona”.

Poi De Luca ha voluto lanciare un appello al governo, che in questi due anni avrebbe potuto fare di più per la musica live: “Con 70 dipendenti in cassa integrazione, Live Nation nei due anni passati ha perso il 96 e il 99,6 per cento di fatturato. Nel frattempo, molti lavoratori cosiddetti ‘invisibili’ dietro e sotto il palco hanno cambiato lavoro, un fenomeno gravissimo. Considerando che solo i teatri hanno la capienza al 100 per cento, visto che per i palasport e per gli stadi non è ancora consentita, i contributi governativi sono decisamente insufficienti. La musica live in Inghilterra e in Spagna lavora normalmente, in Europa soltanto in Italia e in Germania non si suona. Stare fermi per tre anni non si può, il governo dovrebbe prendere atto che siamo in una fase endemica e non più pandemica”.