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Jovanotti vista mare. "I live ci aiuteranno a ritrovare l'innocenza"

Incontro con l'artista che pubblica otto nuovi brani in 'Mediterraneo'. E da luglio il ritorno ai concerti con il Jova Beach Party
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Sta già ballando il suo Jova Beach Party, Lorenzo, a 90 giorni dall’ora zero, balla raccontando la sua personale ripresa che speriamo sia la ripresa del mondo intero, balla descrivendo i nuovi otto pezzi lanciati nell’iperspazio della musica liquida, la sua “collezione primavera”, come la definisce, tra canti d’amore, un Everest che per una volta è un pezzo “contro”, un elenco di brutture del mondo, uno stupendo “corpo a corpo” con Enzo Avitabile e una zingaresca visione del Mediterraneo: «Non so bene cosa succederà a queste canzoni, non c’è alcuna strategia, l’importante è condividerle, ho amato molto fare questi pezzi in un periodo in cui neanche pensavo tanto alla musica, ma la musica veniva fuori lo stesso, sono nate in una stanza, in solitudine, ma vanno a cercare il contrario». 

Sta già ballando il suo Jova Beach Party, Lorenzo, a 90 giorni dall’ora zero, balla raccontando la sua personale ripresa che speriamo sia la ripresa del mondo intero, balla descrivendo i nuovi otto pezzi lanciati nell’iperspazio della musica liquida, la sua “collezione primavera”, come la definisce, tra canti d’amore, un Everest che per una volta è un pezzo “contro”, un elenco di brutture del mondo, uno stupendo “corpo a corpo” con Enzo Avitabile e una zingaresca visione del Mediterraneo: «Non so bene cosa succederà a queste canzoni, non c’è alcuna strategia, l’importante è condividerle, ho amato molto fare questi pezzi in un periodo in cui neanche pensavo tanto alla musica, ma la musica veniva fuori lo stesso, sono nate in una stanza, in solitudine, ma vanno a cercare il contrario». 

Balla soprattutto parlando di questa idea di Mediterraneo, citando gli scritti di Camus, i nuovi brani nati comprando strumenti esotici da rivenditori turchi, e questa urgenza di riti primordiali che esploderà come un suk stellare nelle date del tour. «I live aiuteranno tutta la nostra categoria perché ti aiutano a capire quello che fai. Io ero rimasto al Jova Beach Party del 2019 poi si è spento tutto, ma riparto esattamente da lì».

Jovanotti è un vulcano che ha bisogno di vivere, sprigionare, produrre musica senza rispettare gli standard classici: «Siamo in un’epoca di incertezza e allora possiamo sperimentare e bisogna farlo proprio in quest’epoca dove non è prevedibile neanche cosa saremo la settimana prossima», e rilancia la sua festa, perché la gente ha bisogno di feste, stupore, di ritrovare la beata innocenza. «Per me la musica deve anche essere ingenua» spiega, «e questo mi piace, ma è un lavoro, io voglio arrivarci, magari facendo un sacco di giri complicati, ma con quel risultato. Il Jova Beach è proprio la mia cosa, è un format in cui mi ritrovo completamente, non è un prodotto, non è un concerto e neanche un festival, c’è qualcosa di tutte queste cose ma soprattutto c’è la sorpresa perché non è mai uguale a se stesso, è un’avventura». 

Strano parlare così in questi giorni, con i bagliori di una guerra inattesa e mostruosa, e Lorenzo sa che questo rende la sfida ancora più difficile ma necessaria, lui che per un’altra guerra, nel 1999, insieme a Pelù e Ligabue aveva inciso Il mio nome è mai più contro ogni forma di violenza, regalando tutti i proventi a Emergency. Lascia anche intuire che ci saranno ancora uscite a sorpresa, magari una “collezione estate” e, chissà, ci potrebbe essere un seguito con Gianni Morandi che al Jova Beach avrà libertà di patecipazione in qualsiasi modo e momento desideri. «Il rapporto con lui mi ha dato tantissimo» racconta, e ride ricordando «quando andammo alla Sony sembrava che ci avessero fatto un favore, in sala d’attesa, mentre ci passavano avanti tutti i trapper… Ora la Sony vorrebbe il pezzo estivo di Gianni. Dicono che ormai ci sono due finestre possibili: Sanremo e l’estate. Vediamo…». 

Ma intanto è fiero della missione dei concerti estivi: «Noi su questo siamo molto seri, è il presupposto da cui è nato il progetto. È normale che ci siano polemiche, che ci sia attenzione su tutto, ma sappiamo che dobbiamo contribuire alla valorizzazione di questi luoghi. Portiamo economia, attenzione, e in molti i casi i Comuni ne approfittano per fare cose che aspettavano di essere fatte. Un esempio: Castel Volturno era una spiaggia con un sacco di problemi, quando ci siamo stati nel 2019 l’abbiamo bonificata, da allora ha ripreso a vivere, è stata rivalutata, è tornata a essere frequentata, ora c’è un laghetto con le anatre”. Ieri ha cantato in diretta da Fazio con i Neri per caso. L’importante è sperimentare, sempre e dovunque.